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Cambiamento climatico: possiamo essere ottimisti?

Il cambiamento climatico è un tema scottante, ma secondo l’esperta Christiana Figueres possiamo essere ottimisti, almeno un pochino.

Riguardo al cambiamento climatico sembra che essere ottimisti sia praticamente impossibile, soprattutto tra gli esperti. Esistono moltissimi segnali che ci lasciano intendere che le cose non stanno andando meglio, anzi, uno su tutti l’atteggiamento di alcuni leader politici, che minimizzano il problema e vedono gli investimenti sulla sostenibilità o contro il cambiamento climatico come sprechi. Eppure ci sono figure come Christiana Figueres, diplomatica del Costa Rica e segretario esecutivo del UN Framework Convention on Climate Change (UNFCC), che notano alcuni segnali incoraggianti.

Cambiamento climatico: possiamo essere ottimisti?

I segnali positivi sul cambiamento climatico

Recentemente, in occasione del World Economic Forum di Davos a gennaio, Christiana Figueres e Tom Rivett-Carnac si sono soffermati su alcuni aspetti positivi legati al cambiamento climatico, in particolare in relazione ai movimenti che stanno partendo dai livelli più bassi della popolazione. Sono proprio quegli gli esempi da cui partono i due esperti per tracciare un resoconto almeno in parte positivo su quanto si sta facendo riguardo al cambiamento climatico. Tom Rivett-Carnac in particolare è uno stratega politico, anche lui impegnato all’interno del UNFCCC, e descrive quello che sta accadendo a livello di manifestazioni e coinvolgimento dei più giovani come qualcosa di mai visto negli ultimi decenni.

Nessuno dice che l’ottimismo riguardo al cambiamento climatico debba essere una sorta di punto di arrivo, tutt’altro: il segnale è incoraggiante, ma deve essere visto come l’inizio di un percorso che consideriamo sotto molti punti di vista definitivamente intrapreso. Christiana Figueres sottolinea un dato molto interessante da questo punto di vista: le persone tendano a pensare che serva un consenso molto vicino al 100% perché intervengano nella società cambiamenti radicali, ma non è così. Storicamente si è dimostrato che basta un 3,5% della popolazione a combattere per lo stesso obiettivo per produrre effetti visibili. E ad oggi, secondo l’esperta, siamo molto vicini a quella percentuale.

Quelli che Christiana Figueres definisce come i primi raggi di luce sono i piani proposti da diversi paesi per abbandonare il carbone, così come i programmi di investimento sempre più concreti e sostanziali per le energie rinnovabili. A rendere ottimisti è anche l’approccio ai rifiuti come la plastica, con diverse nazioni ormai impegnate a combattere il cambiamento climatico con mettendo al bando la plastica monouso. Va ribadito un concetto importante, su cui concordano in maniera sostanziale anche gli esperti: non siamo nemmeno lontanamente vicini ad aver raggiunto un sufficiente livello di sostenibilità e rispetto per l’ambiente, ma ci sono dei segnali per cui indubbiamente possiamo essere ottimisti, almeno un po’.

REDAZIONE
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