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Biscotti Barilla a zero emissioni: i primi saranno i Gran Cereale

La linea Gran Cereale avrà i primi biscotti Barilla a zero emissioni, con una forte riduzione di CO2 prodotta e una compensazione di quella inevitabile.

I primi biscotti Barilla a zero emissioni saranno quelli della linea Gran Cereale, un risultato che segna un importante traguardo per le nuove strategie ambientali dell’azienda parmigiana. Questo è stato possibile grazie all’ammodernamento dello stabilimento di Wasa, che dal 2013 ha ridotto le emissioni di CO2 dell’82%. Anche i consumi di acqua sono stati ridotti, mentre allo stesso tempo si è deciso di utilizzare imballaggi riciclabili. Gli obiettivi a lungo termine sono ancora più ambiziosi e comprendono anche le logiche dell’industria 4.0.

biscotti barilla zero emissioni

Come si fanno i biscotti a zero emissioni

Creare i biscotti a zero emissioni non è semplice, occorre studiare tutto il processo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito. In Svezia, dove si trova lo stabilimento di Wasa, Barilla lavora per implementare coltivazioni sostenibili per la materia prima e sceglie il treno – più ecologico dei camion – come mezzo di spostamento per la gran parte delle risorse. Non solo, l’azienda ha lavorato sul consumo di risorse come l’acqua e l’energia: l’uso della prima è stato ridotta del 15%, mentre l’elettricità è prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili.

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Queste operazioni, hanno calcolato gli esperti, hanno fatto ridurre di 1.612 tonnellate l’anidride carbonica emessa in un anno. Per quella che non si riesce a ridurre l’azienda ha avviato dei progetti ambientali con l’obiettivo di compensare le emissioni catturando altra CO2. Il traguardo dei primi biscotti Barilla a zero emissioni è significativo, ma miglioramenti sul fronte della sostenibilità hanno coinvolto tutto il gruppo. Complessivamente, dal 2010, l’acqua sfruttata è stata ridotta di quasi il 25% e la CO2 di un 23%.

Nel futuro ci si aspetta che vengano introdotte nuove tecnologie che rendano ancora più efficienti i vari passaggi produttivi. Una particolare attenzione verrà rivolta anche alle best practice nei campi, sia per l’agricoltura che per l’allevamento. Integrando in maniera più capillare le tecnologie e le logiche dell’industria 4.0, la società ha stimato che potrà ulteriormente ridurre il consumo di acqua e la produzione di CO2.

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