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Biologico e frodi: come la tecnologia aiuta il bio

Anche nel settore biologico capita di imbattersi in tentativi di frodi, ma nuove tecnologie potrebbero rendere sempre più difficile ingannare i consumatori.

Nel mondo del biologico le frodi esistono, e più il settore cresce più fa gola a chi non ha scrupoli verso i consumatori. Una nuova generazione di tecnologie, però, potrebbe cambiare lo scenario, rendendo più semplici, precisi e veloci i controlli per valutare la presenza di pesticidi negli alimenti. Questi sistemi, secondo gli esperti, sarebbero addirittura in grado di trovare le tracce lasciate da alcuni prodotti, molecole decomposte non rilevabili dai normali metodi di controllo.

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Le nuove tecnologie contro le frodi nel biologico

Per capire l’efficacia dei nuovi metodi di controllo bisogna prima avere chiaro come è possibile aggirare le attuali regole. Nel caso in cui un agricoltore voglia aggirare le norme deve far sì che, nelle fasi in cui viene valutata la presenza di pesticidi su frutta e verdura, non ci siano tracce rilevabili di pesticidi. Per superare questo tipo di controlli alcuni contadini fanno in modo di trattare con prodotti chimici vietati dal disciplinare biologico in anticipo sulla consegna degli alimenti, in modo che le tracce, nel momento del test, siano sotto il limite di legge.

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Su questo fenomeno ha scritto recentemente l’American Chemical Society, che ha messo in luce il lavoro dei suoi ricercatori per venire incontro ai problemi legati alle frodi nel settore biologico. Gli esperti hanno utilizzato due tecnologie all’avanguardia: la cromatografia liquida a ultra alta prestazione e la spettrometria di massa ad alta risoluzione. Queste due tecniche, per quanto possano suonare complesse, in realtà potrebbe rappresentare l’arma definitiva per scoprire ogni prodotto utilizzato sui prodotti certificati biologici.

Questi sistemi, applicati nello scovare composti chimici nei prodotti vegetali, sono estremamente sensibili. Non solo sono in grado di trovare tracce minime di pesticidi, ma riescono a identificare le molecole in cui decadono dopo un certo periodo di tempo. Questo vale anche per prodotti come il vino, in cui è possibili rintracciare segni dell’utilizzo di prodotti chimici anche dopo l’imbottigliamento.

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