AmbienteAttualitàProtagonisti

Bill Gates: “I Paesi ricchi dovrebbero passare alla carne sintetica”

Il fondatore di Microsoft parla delle sfide legate alla crisi climatica nel suo nuovo libro. E auspica un grande cambiamento nelle abitudini alimentari.

È uscito in tutto il mondo “Clima. Come evitare un disastro. Le soluzioni di oggi, le sfide di domani”, il libro di Bill Gates (edito in Italia da La Nave di Teseo) dedicato alla crisi climatica. Da anni il fondatore di Microsoft, oltre a portare avanti iniziative filantropiche attraverso la fondazione sua e di sua moglie (la Fondazione Bill & Melinda Gates), si impegna in prima persona anche per salvaguardare il pianeta, soprattutto finanziando imprese tech virtuose. La sua esperienza ora è confluita in un libro in cui analizza i fronti più caldi della lotta contro i cambiamenti climatici. A cominciare dal settore agricolo e le nostre abitudini alimentari.

Bill Gates parla delle sfide legate alla crisi climatica nel suo nuovo libro e auspica una transizione verso la carne sintetica nei Paesi più ricchi del mondo

La questione cibo

Ne ha dato qualche anticipazione in un’intervista rilasciata alla MIT Technology Review. Tra i passaggi più interessanti, c’è la sua analisi su come dovrebbero cambiare i nostri consumi di cibo per incidere meno su inquinamento e surriscaldamento. È ormai noto, infatti, che gli allevamenti e l’agricoltura sono responsabili di una grossa fetta di emissioni di gas serra. Gates, tuttavia, si dichiara molto più ottimista rispetto a cinque anni fa sulla transizione che dovranno affrontare questi settori perché ora vedo un percorso.

E’ quello delle molte aziende pioniere nel mondo foodtech finite nel portfolio del suo fondo Breakthrough Energy Ventures. Ci sono Beyond Meats, Carbon Engineering, Impossible Foods, Memphis Meats e Pivot Bio. Quest’ultima, spiega Gates nell’intervista, ha sviluppato una tecnica che “riduce la quantità di fertilizzante necessaria” a molti sementi sfruttando dei microbi geneticamente modificati per permettere anche alle piante che non ne sono in grado di assorbire l’azoto in atmosfera per trasferirlo nel suolo e renderlo più fertile.

Il problema degli allevamenti

Sono gli allevamenti a preoccupare di più il fondatore di Microsoft, la parte “più difficile”. Le soluzioni per nutrire diversamente gli animali e migliorare la loro digestione (responsabile di gran parte delle emissioni) ci sono, ma non sono ancora soddisfacenti. “E non so se ci sarà qualche approccio naturale qui – commenta Gates –. Temo che la soluzione sintetica (le proteine alternative come quelle degli hamburger vegetariani) sarà necessaria almeno per la questione della carne.

“Carne sintetica per i Paesi ricchi”

In sintesi, non si può produrre carne impattando meno sul pianeta, dobbiamo sostituirla con le bistecche create in laboratorio. Secondo il miliardario, tutti i Paesi ricchi dovrebbero passare al 100 percento alla carne sintetica. Ci si può abituare alla differenza di gusto e l’obiettivo delle aziende è rendere il sapore migliore. Il costo extra (lo chiama il green premium ndr) è così modesto che è possibile cambiare il comportamento delle persone o adottare delle politiche per spostare completamente la domanda”.

La genetica animale

Non per tutti auspica questa transizione. Per i Paesi più poveri suggerisce di sfruttare la genetica per migliorare le caratteristiche dei capi allevati e la proporzione tra quantità di carne prodotta ed emissioni rilasciate, ancora troppo elevate a fronte di una produttività scarsa. “Stranamente – riflette Gates – gli allevamenti USA, essendo così produttivi, rilasciano emissioni per ogni pound di carne che sono drasticamente inferiori a quelle rilasciate in Africa per la stessa quantità”. Rendere il bestiame più resistente ad alcuni fattori come il caldo estremo e aumentare la sua produttività in termini di latte e carne è la via per queste aree meno sviluppate.

blank
Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food