Alla scoperta del cavolo navone
Il cavolo navone o rutabaga – nome scientifico Brassica napus var Napobrassica – è un ortaggio poco noto, appartenente alla famiglia delle crocifere. Conosciuto in Francia con il nome di chou navet e nei paesi anglofoni con quello di swedis turnip, è una varietà antica, un tempo largamente diffusa sia come alimento umano che come foraggio per animali. Oggi è quasi dimenticata, ma se avete la fortuna di trovarla, non lasciatevela scappare: il gusto è delicato, le calorie pochissime e i modi per apprezzarlo vari.

Cos'è il cavolo navone?
Il cavolo navone è un ibrido tra l’antenato del cavolo (Brassica oleacea) e il navone o colza (Brassica napus), e rientra tra gli ortaggi dimenticati poiché associati ai periodi di guerra e di fame. La rutabaga, come il topinambur, è stata infatti molto coltivata durante i conflitti mondiali per l’alto potenziale nutrizionale e la facilità di conservazione ed era quindi tra i cibi più consumati dai soldati e dalla popolazione afflitta dalla crisi alimentare. Oggi questa cattiva reputazione sta scomparendo e il cavolo navone è considerato un ortaggio prezioso, dal gusto insolito e delicato.
Che sapore ha il cavolo navone?
Per quanto non di bell’aspetto, il cavolo navone ha un ottimo sapore, simile a quello della rapa ma più dolce e leggermente piccante, con note terrose spiccate. La consistenza della sua polpa, che varia dal bianco al giallo, ricorda, invece, quella della patata.
A livello di nutrienti siamo di fronte a un concentrato di amido, carboidrati e fibre, in cui abbondano vitamine e minerali. Tra le prime a spiccare sono i precursori della vitamina A, ovvero il betacarotene, la C e quelle del gruppo B. I minerali ben rappresentati sono, invece, magnesio, potassio e fosforo.
Come cucinarlo
Se in autunno o in inverno riuscite a reperire il cavolo navone da qualche produttore locale o in un mercato rionale, potete scegliere di consumarlo, dopo averlo sbucciato, sia crudo sia cotto. Nel primo caso, potreste tagliarlo a fettine sottili nell’insalata o in pinzimonio.
Nel secondo avete, poi, una scelta ancora più ampia. Lo potreste lessare per farne un purè o degli gnocchi, oppure stufare al forno, magari con altre verdure, e creare così un contorno gustoso e particolare. Nulla vieta, per altro, di cucinarlo al cartoccio sotto le braci o di utilizzarlo nei risotti.
Il cavolo navone o rutabaga è, insomma, davvero interessante: bruttino ma buono, è antico eppure permette di fare un’esperienza nuova a tavola. Consumarlo significa, inoltre, portare benefici a sistema immunitario, pelle, occhi, digestione, regolarità intesinale, controllo della pressione sanguigna e colesterolo.
FAQ
Che sapore ha il cavolo navone?
Il cavolo navone ha un sapore dolce, che presenta note terrose, oltre a sfumature leggermente piccanti.
È una rapa?
No, il cavolo navone non è una rapa, ma un incrocio tra il cavolo selvatico e la rapa. Si tratta di una radice commestibile che appartiene alle Crucifere.
Come si cucina?
Può essere consumato crudo, tagliato a fettine sottili, cotto in padella al forno, al cartoccio, oppure semplicemente bollito.
Quando si trova?
Il cavolo navone è una verdura tipicamente autunnale e invernale.
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.






