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I 5 cibi più puzzolenti del mondo

Nomi strani per alimenti dal sapore, ma soprattutto dall’odore ancora più particolare. Siete pronti ad annusarli?

Se mangiando del Gorgonzola, o dello Stilton per esempio, avete pensato che nessun alimento potrà mai competere sul fronte puzza, da oggi sarete pronti a ricredervi. Vi sono alcuni alimenti infatti, il cui odore vi farà accapponare la pelle. Per provare tutti i cibi più puzzolenti del mondo bisognerà girare in lungo e in largo, Cina e Groenlandia sono solo due delle mete che toccheremo virtualmente, e preparatevi, in questa breve lista i formaggi non sono contemplati!

I 5 cibi più puzzolenti del mondo

1. Natto

Il Natto è un alimento poco conosciuto in Occidente, ma tipico dell’alimentazione giapponese. Si tratta di fagioli di soia fermentati da un lievito chiamato Natto-kin, tanto salutari quanto puzzolenti. La fermentazione produce una sostanza filamentosa tra un fagiolo e l’altro che rende il piatto viscido e viscoso, disgustoso al palato per chi non è abituato a consistenze simili.

La consumazione del piatto non è poi certamente aiutata dall’aroma sprigionato dagli innocui baccelli: muffa e calzini sudati, per essere espliciti. I giapponesi però non si fermano di fronte ad un odore così prepotente e consumano il Natto accompagnato da una punta di senape e una leggera spruzzatina di salsa di soia. D’altronde regola la flora intestinale grazie ai lieviti e fermenti, migliorando il sistema immunitario, impossibile farne a meno.

Il natto, fermentato di soia

2. Durian

Frutto dall’aspetto spinoso, il Durian proviene dal Sudest Asiatico, specie dalla Malesia, dove è considerato il re dei frutti per le sue grandi dimensioni. Se il suo aspetto non è dei più invitanti, con la sua polpa gialla e cremosa, il suo odore vi farà fare un balzo indietro di oltre 30 metri: cipolla andata a male? Carne in putrefazione? Scarpe da ginnastica? Decidete voi quale odore vi disgusta di meno, sappiate però che questo frutto è talmente puzzolente da esser vietato in diversi luoghi pubblici come hotel o aeroporti. Se siete rimasti affascinati, non temete, potrete approfondire le vostre conoscenze sul Durian in un altro articolo.

3. Surströmming

Il surströmming non è altro che un’innocua aringa fermentata, letteralmente aringa acida, proveniente dalla fredda Svezia; qui i locali hanno pensato di far fermentare il pesce all’interno di barili per un paio di mesi e successivamente di mettere il risultato in salamoia in pochissimo sale, giusto il minimo indispensabile per evitare la putrefazione.

Come risultato avremo un pesciolino dall’odore molto forte, così pungente che solitamente si è costretti a consumarlo fuori dalle abitazioni, sia per il buonsenso dei commensali che si rifiutano di appestare i propri appartamenti, sia per un esplicito divieto condominiale. Gli stessi svedesi non ne vanno pazzi, ma i più coraggiosi non desistono dal prepararsi un panino con uno dei cibi più puzzolenti del mondo, dove il sapore (e l’odore) del surströmming viene placato da panna acida e verdure.

Surströmming

4. Hakarl

Anche di questa prelibatezza abbiamo già parlato in un altro articolo a lui dedicato, ma è impossibile non citare l’Hakarl tra i 5 cibi più puzzolenti.
Si tratta di carne di squalo putrefatta e lasciata essiccare all’aria aperta, consumata nella gelida Islanda. Fin qua nulla di male, se non fosse che gli squali, non avendo i reni, espellono l’urina tramite la pelle e per quanto si tenti di rimuovere l’acido urico dalle carni c’è poco da fare, il terribile odore (e sapore) di ammoniaca rimane: questo è talmente forte che le aziende locali hanno dovuto spostarsi fuori città per non invadere intere località!

Hakarl, lo squalo fermentato

5. Kiviak

Il Kiviak è sicuramente tra gli alimenti più puzzolenti e disgustosi di cui sentirete mai parlare. Proviene dagli Inuit del nord della Groenlandia dove è considerato un cibo prelibato e da consumare nei giorni di festa.
Per realizzarlo i locali svuotano una carcassa di foca, a cui lasciano uno strato di grasso, e la riempiono con decine di uccelli marini ancora integri, quindi dotati di penne, becco e zampe. Rinchiuso l’animale, lo circondano con un ulteriore strato di grasso e lo lasciano fermentare sotto delle pietre per mesi, così da poter consumare il contenuto quando arriva l’inverno. Gli uccelli estratti sono ormai putrefatti, non resta che spellarli e mangiarli crudi, ossa annesse.
L’odore del Kiviak, lo si può immaginare, non somiglia ad altro che a carne putrefatta, lasciata marcire per mesi sotto terra. Pensate che la pietanza è talmente fetida e pungente che i groenlandesi sono obbligati a mangiarla all’aperto per evitare che la il forte odore non rimanga per settimane entro le proprie mura. Avete ancora voglia di lamentarvi per l’odore del gorgonzola?

Fonti: cucinagiapponese.net – biancorossogiappone.blogspot.it – bananie.wordpress.com – absurdityisnothing.net – munchies.vice.com – toyokeizai.net – onehourairde.com

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Allegra di nome e di fatto, ho 22 anni, studio Scienze Gastronomiche e non so ancora cosa fare della mia vita se non girare il mondo per riempirmi gli occhi e la bocca di cose buone.