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Una calda spezia dell’antichità: la cannella

Da Erodoto al Risorgimento passando per la Bibbia e il Medioevo, questa spezia inebriante è stata impiegata in ogni epoca grazie alle sue innumerevoli proprietà

Forse una delle spezie più conosciute, dall’aroma intenso e decisamente caratteristico, la cannella o cinnamomo viene estratta da un albero sempreverde, più precisamente dalla dalla parte interna della corteccia, che una volta essiccata assume la tipica forma da cui molto probabilmente trae il nome.

Dal lontano Oriente

Secondo quanto riportato da Erodoto raccogliere la cannella era un’impresa assai difficile: questa infatti, secondo lo storico, cresceva nelle acque di un basso lago, sulle cui rive stavano in agguato una miriade di uccelli famelici, simili a pipistrelli, pronti a ghermire chiunque si avvicinasse, tanto da costringere i più coraggiosi a coprirsi con pelli di buoi per riuscire nell’impresa di raccogliere questa leggendaria pianta. Di vero c’è sicuramente che questa spezia è una delle più antiche mai utilizzate, già dagli egizi nel 3000 a.C., che la utilizzavano per le imbalsamazioni, fino alla Bibbia, dove viene citata nel libro dell’Esodo tra le sostanze aromatiche da bruciare per consacrare un tempio.

Nonostante la sua provenienza più probabile sia l’estremo oriente sia i Greci che i Romani credevano arrivasse dall’Arabia o dall’Etiopia, ma si sa, uno dei strumenti di marketing più longevo è sempre creare un buon pathos attorno al prodotto, cosa che gli arabi erano certamente in grado di fare, come ha dimostrato prima Erodoto. La conseguenza più diretta fu il prezzo esorbitante a cui poteva essere acquistata su tutte le coste del mediterraneo, tanto cara da essere fonte di lamentale per lo scrittore romano Plinio.

dal lontano oriente

Un afrodisiaco medioevale

Seppur apprezzata dai popoli antichi è nel Medioevo che questa spezia acquisisce tutto il suo fascino, scoprendosi come afrodisiaco se accompagnata, per esempio, dal latte di mucca. Gli stessi nobili, quando si presentava l’occasione di fare un dono al re o alla regina di turno, non dimenticavano mai una generosa dose di questa spezia. Nelle ricette di corte finiva sempre per comparire su quasi tutti i piatti, sia dolci che salati, in coppia perfetta con un’altra spezia considerata ‘calda e secca’, il pepe. Nel Rinascimento addirittura Nostradamus la inserisce come ingrediente nella ricetta di un potente filtro d’amore. Arriviamo così alla cucina dell’800 e in particolare i suoi ricettari, dove questa spezia viene automaticamente presa in causa assieme alla noce moscata, il pepe e i chiodi di garofano con la dicitura “un pizzico di spezie o di droghe”.

Un afrodisiaco medievale

Proprietà

Esistono due qualità principali di cannella: quella migliore, caratterizzata da una maggiore finezza e un prezzo più alto, è quella che si ricava dal Cinnamomum zeylanicum, detta anche Cinnamomum vera, un arbusto originario dello Sri Lanka, dal sapore dolce e un colore chiaro; l’altra varietà è la così detta cannella cinese, Cinnamomum cassia, che si caratterizza per un coloro più tendente al rosso vivo. La scienza moderna ci dice che, essendo una ricca fonte di oli essenziali, ha un’azione antimicrobica, digestiva e astringente. Nella fitoterapia è utilizzata per curare disturbi legati all’influenza o al raffreddore, ma anche per coliche intestinali. Infine, alcune ricerche d’avanguardia avrebbero sottolineato delle proprietà neuroprottettive, dimostrando una sua possibile utilità nel combattere Alzheimer e Parkinson.

Fonti: Taccuinistorici – Wikipedia – My-personaltrainer

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