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Un sostituto dell’olio di palma potrebbe arrivare grazie alle microalghe

Un team di scienziati a Singapore ha individuato il modo di utilizzare microalghe per produrre un sostituto dell’olio di palma.

L’olio di palma è l’olio vegetale più utilizzato sul pianeta. Si stima che circa la metà di tutti i prodotti alimentari (e non solo) venduti sugli scaffali dei supermercati ne contengano almeno una piccola quantità. Come olio è presente anche in moltissime produzioni industriali grazie, sia alle sue desiderabili proprietà intrinseche, sia al fatto che è relativamente economico da produrre. Per la sua produzione tuttavia ampie superfici di foreste vengono disboscate ogni anno per far spazio a nuove piantagioni di palme. I ricercatori della Nanyang Technological University (NTU) di Singapore potrebbero aver trovato finalmente un valido sostituto all’olio di palma grazie all’insospettabile aiuto di alcune microalghe.

sostituto olio di palma
Foto: PxFuel

Dalle microalghe il sostituto dell’olio di palma.

L’olio estratto da queste microalghe sarebbe commestibile e con proprietà chimico-fisiche del tutto simili all’olio di palma proponendosi per questo come un sostituto ideale. Non solo: l’olio di microalghe avrebbe anche alcune caratteristiche più desiderabili come una maggiore presenza di acidi grassi polinsaturi e una minore presenza di acidi grassi saturi, il che potrebbe aiutare a ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” nel sangue e ridurre il rischio di malattie cardiache.

Una alternativa più sostenibile all’olio di palma.

Le microalghe avrebbero il vantaggio di poter venire coltivate, a differenza delle palme, anche in fattorie verticali riducendo così di molto il consumo di suolo. Per allevare le Chromochloris Zofingiensis, le alghe in grado di produrre un sostituto all’olio di palma, è necessaria una soluzione di acido piruvico, un acido organico presente in tutte le cellule viventi. Per la sua produzione i ricercatori hanno sviluppato un metodo in grado di produrlo grazie alla fermentazione di scarti alimentari dell’industria della frutta. Il terreno per le colture delle microalghe può invece essere ottenuto grazie alla fermentazione dei residui della produzione di soia. Questo non solo aiuterebbe a ridurre i costi di produzione, ma contribuirebbe a limitare lo spreco alimentare.

microalghe sostituto olio di palma
Foto: Nanyang Technological University

Come viene prodotto l’olio di microalghe.

Per produrre l’olio, l’acido piruvico viene aggiunto ad una soluzione che contiene le alghe Chromochloris Zofingiensis. La soluzione viene poi esposta a raggi UV per stimolare la fotosintesi. Dopo 14 giorni di esposizione, le microalghe vengono lavate, asciugate e trattate con metanolo per rompere i legami proteici e consentire l’estrazione dell’olio. Secondo i ricercatori se la produzione avvenisse con luce solare invece che con lampade UV (che richiedono energia elettrica), l’intero processo potrebbe agire attivamente per rimuovere anidride carbonica dall’atmosfera.

Quando vedremo il sostituto dell’olio di palma?

Difficile dire quando vedremo l’olio di microalghe subentrare come sostituto dell’olio di palma nella produzione alimentare. I ricercatori singaporiani fanno sapere di stare lavorando per ottimizzare i metodi di estrazione dell’olio per migliorare resa, qualità e abbattere i costi. Il progetto avrebbe già riscosso l’interesse di alcuni partner nel settore alimentare e una prima fase di espansione del progetto potrebbe avvenire già nei prossimi due anni.

Grazie alle notevoli proprietà dell’olio di microalghe, il team punta ad aggiungerlo anche alle produzioni di “carne” plant-based e a quelle farmaceutiche e cosmetiche. Ma come spesso avviene in questi casi, potrebbero volerci diversi anni prima di vedere un prodotto disponibile in commercio.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.