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UberEats: il ristorante a portata di app

Foodora, Justeat, Deliveroo e ora UberEats, la distanza tra voi e i vostri ristoranti preferiti non è mai stata così breve. Benvenuti nell'era del food delivery.

Stiamo entrando a passa di marcia in quella che comincia ad essere definita come la ‘gig economy’, l’economia dei lavoretti, e UberEats è uno degli esempi più concreti, sintesi perfetta tra i nuovi palati gourmand e la necessità di arrotondare il proprio stipendio con qualche entrata extra. Tanto meglio se guadagnata portando in giro per la città deliziose prelibatezze preparate in qualche sopraffino ristorante per qualche cliente sfaticato.

Food delivery

Sono molti ormai i servizi di consegna a domicilio, ne abbiamo già parlato in un altro articolo, da Foodora all’ormai famoso Justeat, passando per Deliveroo e Prime Now. Sulle piazze di Milano però da qualche mese opera anche UberEats, il distaccamento di food delivery di Uber, il “servizio taxi” più controverso degli ultimi anni. Questa è la quarantatreesima città al mondo, la quinta in europa dopo Londra, Parigi, Amsterdam e Bruxelles.

L’idea, a detta dell’azienda, è quella di rivoluzionare dalle fondamenta il concetto di mobilità, rendendola più connessa, intelligente e sostenibile, passando anche scooter e biciclette. Sono questi infatti i mezzi più utilizzati almeno per il momento per le consegne, anche se sul sito di Uber il format dedicato agli aspiranti fattorini lascia intendere la necessità di quattro ruote e della patente, si intende.

Food delivery

Tutta questione di app

Come ogni nuova realtà che si rispetti, parte del successo di Uber è legato a doppio filo con l’app che lo accompagna. La sua grafica è minimale e tendenzialmente luminosa, adatta a mettere in risalto il primo banner in cui scorrono le offerte attualmente disponibili, seguite subito dopo dai ristoranti aperti. Nella barra laterale troviamo invece le informazioni del nostro profilo ma anche il riepilogo dei nostri ordini assieme ai metodi di pagamento, senza dimenticare la possibilità di inserire eventuali codici promozionali. Tra i parametri con cui potremo scegliere un ristorante ci sono, oltre alle semplici keywords, semplici filtri per costo e tempi di spedizione.

come funziona

Come funziona?

Per ora l’esperienza è limitata per l’Italia a Milano, ma sono quasi un centinaio i ristoranti che hanno già aderito alla nuova piattaforma. Sette giorni su sette, ventiquattr’ore su ventiquattro, l’app e il sito rimangono a disposizione per i più ghiotti, che non avranno che da scegliere il ristorante più gradito e le pietanze, senza nemmeno dover badare al minimo di ordine. In media, fa sapere Uber, tra ordine e consegna trascorrono 30 minuti, durante i quali la spedizione può essere tenuta costantemente sott’occhio grazie alla geolocalizzazione. La scelta è vastissima, tra i ristoranti aderenti si può trovare almeno un rappresentante per ogni categoria gastronomica, dalla cucina orientale a quella della tradizione milanese passando per pizza e hamburgers.

Chi sembra invece dover valutare il rovescio della medaglia sono proprio i fattorini. Perché nonostante il termine gig economy suoni quasi simpatico, nonostante la sharing economy stia comparendo un po’ ovunque, le implicazioni che si porta dietro sono a tutti gli effetti devastanti, dipingendo con colori rassicuranti il concetto di precariato.

Fonti: Ubereats – Reportergourmet – Dissapore – Ninjamarketing – Fruitbookmagazine – Metronews – Pubblicomnow

TOPIC UberEats
REDAZIONE

Raccontare e spiegare cibo, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari riguardo il complicato mondo dell’alimentazione.