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Tecnologia, cibo e MIT: cosa ci aspetta in futuro?

La tecnologia cambierà il cibo del futuro, lo ribadisce anche il MIT, che ha messo nero su bianco 10 innovazioni che potranno aiutare il settore agroalimentare a cambiare volto.

Il rapporto tra tecnologia e cibo continuerà a cambiare anche in futuro, a sottolinearlo è il MIT, il famoso istituto americano di ricerca. Gli obiettivi sono ambiziosi, ma la ricerca scientifica non è mai stata così attenta nel risolvere problemi legati al settore agroalimentare: cambiamento climatico, limiti di produzione, terreni agricoli esausti, sprechi alimentari, solo per citare alcuni esempi.

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La tecnologia al servizio del’agroalimentare

Secondo il Massachusetts Institute of Technology (MIT) sono 10 le tecnologie da tenere sott’occhio per valutare il cambiamento del settore agroalimentare. Ciascuno è dedicata ad un particolare passaggio della catena produttiva, e assieme potrebbero radicalmente trasformare il modo che abbiamo di concepire il cibo.

1. La tecnologia CRISPR applicata a una nuova generazione di sementi, in grado di migliorare la produzione e adattarsi meglio ai cambiamenti climatici.

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2. L’introduzione di una nuova generazione di alimenti prodotti a partire da vegetali, come il sempre più famoso Impossible Burger prodotto dalla Impossible Foods.

3. Una nuova generazione di pellicole applicabile a frutta e verdura, in grado di ridurre esponenzialmente il consumo di plastica, allungando anche la vita degli ortaggi.

4. Iniziare a utilizzare nuove varietà di riso, in grado di crescere rigogliosamente senza immettere nell’atmosfera grandi quantità di metano, come fanno le coltivazioni attuali.

5. Introdurre nei campi una nuova generazione di fertilizzanti, studiati per evitare di rilasciare nel terreno una quantità eccessiva di ossido di diazoto, potenzialmente pericoloso.

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6. Utilizzare negli allevamenti mangimi studiati per ridurre il metano emesso dagli animali, bovini in primis, prodotti a partire da alghe, con un ridotto impatto ambientale.

7. Sviluppare nuove varietà di piante in grado di catturare i composti a base di azoto per poi reintrodurli nel terreno, un’alternativa più ecologica ai normali fertilizzanti.

8. Ripensare agli allevamenti di pesci, introducendo nuovi mangimi a base di alghe in grado di ridurre la loro l’impronta ambientale.

9. Utilizzare energia solare per produrre idrogeno necessario alla composizione molecolare dei fertilizzanti a base di azoto.

10. Piantare una nuova generazione di palma da olio, con varietà in grado di sostenere un maggiore volume di produzione, così da diminuire il fenomeno della deforestazione.

Tutte queste nuove tecnologie cambieranno il nostro modo di mangiare, così come il modo in cui produciamo il cibo che consumiamo quotidianamente. Se avremo successo, l’ambiente ne sarà molto grato.

REDAZIONE

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