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Tassa sulle bibite: la sugar tax arriva in Italia

La sugar tax in Italia diventa una tassa sulle bibite zuccherate, che quindi non coinvolgerà altri prodotti, come snack o merendine. Verrà introdotta con la Manovra 2020, ma cosa comporterà esattamente?

Nel 2020 arriverà la tassa sulle bibite, una versione italiana della sugar tax introdotta in altri paesi del mondo, con la differenza che da noi altri alimenti, come le classiche merendine e gli snack dolci, non verranno tassati. Questa nuova tassa verrà introdotta, più o meno, a metà dell’anno prossimo nel contesto della Manovra 2020, che vedrà anche l’arrivo della famigerata tassa sulla plastica – o Plastic Tax. L’obiettivo di questa nuova tassa è molto ambizioso: combattere il crescente fenomeno dell’obesità infantile colpendo lo zucchero.

tassa bibite

Cosa succede con la tassa sulle bibite

Con l’introduzione della versione nostrana della sugar tax prevede l’introduzione di una tassa sulle bibite appunto, per la precisione di 10 centesimi per ogni litro di «bevande altamente zuccherate», così le ha definite il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Verranno tassate anche le polveri, 25 centesimi per chilogrammo, ma non è ancora chiaro se ci si riferisca ai preparati in polvere da utilizzare in casa, come quelli per il té freddo, o prodotti industriali.

Da quanto è dato sapere finora saranno escluse dalla tassa sulle bibite le bevande senza zuccheri e, come abbiamo anticipato, non coinvolgerà altri alimenti, come invece succede in altri paesi del mondo. Attualmente si stima che questa nuova tassazione porterà allo stato circa 200 milioni di euro e sarà il primo passo per risolvere un grave problema sanitario, il crescente numero di bambini obesi.


In Italia si sta lavorando su una sugar tax per il 2020, ma in altri paesi, come l’Inghilterra, strategie simili sono già state attuate. Quello che preoccupa gli esperti, però, è l’impatto questa nuova imposta potrebbe avere sul settore delle bevande zuccherate: associazioni come Assobibe avvertono che potrebbero esserci ripercussioni per quasi 10.000 lavoratori.

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