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Surfisti e natura: un legame che favorisce entrambi

Surfisti e natura sono uniti tra loro da un profondo legame. Gli ecosistemi marini sono la base di questo sport ma spesso è proprio il surf a tutelarli.

Il legame tra surfisti e natura è estremamente saldo. Chi pratica questo sport aspira a muoversi in ecosistemi sani. Diversi studi stanno dimostrando che a beneficiare di questa relazione non sono solo gli uomini, ma anche la natura. I vantaggi economici e ambientali del surf, infatti sono molti. Su questa disciplina non mancano le perplessità, ma il bilancio appare ampiamente positivo.

Surfisti e natura

Il legame:

Surfisti e natura sono indissolubilmente legati. I surfisti cercano, infatti, l’onda perfetta e, perché questa possa generarsi, sono necessarie determinate condizioni. Christel Scheske, di Peruvian Society for Environmental Law, ha spiegato che le zone da surf si trovano in corrispondenza di fondali con precise caratteristiche geomorfologiche. Si tratta di ambienti ricchi di biodiversità. Ad abbondare sono soprattutto gli organismi bentonici, che vivono cioè a stretto contatto con il fondo, fra cui molluschi e alghe. I surfisti sanno quanto sia importante mantenere intatto l’ambiente e questo li porta spesso ad agire attivamente. Le associazioni conservazioniste fondate da loro sono molte e la partecipazione della comunità ne risulta rafforzata.

I vantaggi economici:

Varie ricerche hanno mostrato che il legame tra surfisti e natura non presenta benefici unilaterali. Un campo di studio emergente, denominato “Surfonomics”, ha approfondito la questione. L’obiettivo è quantificare il valore economico delle zone da surf, così da incentivare le autorità a proteggerle. Il surf si è rivelato sorprendentemente proficuo. Mavericks in California, frutta, per esempio, 24 milioni di dollari all’anno.  Questo in molte zone ha portato a provvedimenti di tutela degli ecosistemi o all’istituzione di riserve marine. Nel 2014 il Perù è diventato il primo Paese a offrire protezione legale alle onde e altri vogliono imitarlo. Ciò rende, infatti, possibile limitare la pesca e le attività legate al petrolio.

Perplessità e bilancio:

Alcuni si chiedono se il rapporto tra surfisti e natura sia così vantaggioso. I dubbi riguardano, soprattutto l’impronta ambientale del surf. Lo sport non causa di per sé emissioni, ma lo fanno i lunghi viaggi necessari per raggiungere i siti. Non sempre, poi, i materiali usati per la realizzazione di mute e tavole sono sostenibili. In realtà l’impatto è minimo, soprattutto rispetto ad altri sport come lo sci nautico. Hugo Tagholm, di Surfers Against Sewage, ha riferito che le perplessità riguardano anche le nuove ricerche. Asseconderebbero la tendenza a ridurre tutto al denaro, incentivando così i privati all’acquisto di luoghi unici. Si tratta, certamente, di un settore acerbo, che verrà migliorato con il tempo.

Il legame tra surfisti e natura costituisce l’unicità di questo sport. Alejandro Pizarro di EcoSwell ha affermato che un surfista deve aspirare ad alterare il meno possibile ciò che lo circonda. Saper stare a cavallo di una tavola è affascinante, ma non necessario. Imparare da chi sa stare sulla cresta dell’onda è, invece, molto più di un obbligo.

REDAZIONE
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