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Stravaganti frutti OGM all’orizzonte

Nei supermercati potremmo presto trovare stravaganti frutti OGM, dalle fragole che sanno di pesca ai pomodori senza semi.

Nuove versioni stravaganti di vecchi frutti sotto forma di OGM, è questo che potrebbe aspettarci nel breve futuro. Non solo modifiche funzionali, ma anche legate puramente a sapore e facilità di consumo. La tecnologia CRISPR sta rendendo sempre più semplice modificare geneticamente certi alimenti, facilitando operazioni come la raccolta. Cosa ci riserva il reparto ortofrutta del futuro?

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Come cambieranno gli OGM?

In questo momento sono in corso diverse sperimentazioni con la tecnologia CRISPR. Ci sono equipe di scienziati che lavorano per produrre un fungo che non imbrunisce con il tempo, inibendo la produzione dell’enzima responsabile di questo fenomeno. Un squadra in Spagna sta lavorando per creare un grano che possa essere consumato anche dai celiaci. Non mancano comunque esperimenti più «classici» legati alla resistenza ai patogeni o a particolari ambienti avversi alle piante.

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Giganti come Monsanto, famosa nell’ambito degli OGM, oltre a fondersi con altri giganti del settore, acquista compagnie dedicate all’editing genetico. Pairwise, per esempio, sta cercando di sviluppare una fragola più dolce e saporita, con un aroma simile a quello della pesca. Oppure, in Giappone, c’è chi lavora su un pomodoro senza semi. Ultimamente poi una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Trends in Plant Science ha scoperto alcuni geni «interruttori», utili per modificare più concretamente caratteristiche come colore, consistenza e sapore.

fragola dolce saporita

Frutti più nutrienti

Non c’è solo un aspetto estetico, di gusto o economico, ma anche quello nutrizionale e ambientale da considerare. Il dr Richard Harrison, esperto internazionale di genetica, ha spiegato come ci sia ancora moltissimo margine per migliorare frutta e verdura sotto un profilo nutrizionale.

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Esiste per esempio una varietà di mele dalla polpa rossastra ottime da un punto di vista nutrizionale, selezionate però artificialmente senza modifiche genetiche nell’arco di decine di anni. Tecnologie come la CRISPR potrebbero velocizzare molto il processo.

Da un punto di vista ambientale la cosa si fa forse più interessante. La possibilità di produrre piante in grado di sfruttare in maniera più efficace l’acqua, per esempio, o assorbire meglio determinati fertilizzanti, potrebbe cambiare radicalmente le risorse investite nell’agricoltura. Gli OGM non sono esenti da difetti, ma potrebbero offrire opportunità finora inesplorate.

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