CulturaScienza

CRISPR, lo si può definire Ogm 2.0?

I prossimi non saranno anni semplici nel campo agronomico, ma difficile dire se questa nuova frontiera dell’editing genetico sarà solo un acquazzone passeggero o un vero e proprio tsunami.

Non tutti forse conoscono concetti come editing genetico o CRISPR, eppure negli ultimi anni sono stati oggetto di parecchie discussioni nell’ambito della ricerca scientifica e medica. CRISPR è una biotecnologia inventata da pochi anni e fa parte delle tecniche di editing genetico. Ciò che permetterebbe è una resa più efficiente, un minor utilizzo d’acqua nelle coltivazioni, riduzione di pesticidi, favorendo così un processo produttivo più sostenibile.

Italia e Ogm

La maggior parte del lavoro è stato fatto da due donne: Jennifer Doudna e Emmanuelle Charpentier. Tuttavia mentre in Europa, in particolare in Italia, vi è una forte presa di posizione contro gli OGM vegetali, nel resto del mondo lo sviluppo sta andando avanti.
Infatti secondo la normativa italiana gli Organismi Geneticamente Modificati possono essere solo importati e utilizzati ( con addebita etichettatura), ma non coltivati.

Differenza tra OGM e CRISPR

Le differenze sono minime ma il motivo per il quale non è del tutto corretto associare il prodotto OGM ad un prodotto ottenuto tramite il processo di editing, è una questione di legislatura e regolamentazione: ad essere sotto indagine è il processo di modifica, non la modica in sé.

CRISPR, lo si può definire Ogm 2.0?

Secondo la definizione, per Organismo Geneticamente Modificato si intende «un organismo vivente che possiede un patrimonio genetico modificato tramite tecniche di ingegneria genetica, che consentono l’aggiunta, l’eliminazione o la modifica di elementi genici.» Questo cambiamento genetico lascia alcune tracce oltre al gene inserito, e sono queste tracce che possono permettere l’identificazione della specie modificata.

CRISPR nasce da una strategia di sopravvivenza che esisteva già in natura, in particolare è impiegata da alcuni batteri per difendersi dall’attacco dei virus. Come? Questo processo di editing permette di agire direttamente sul gene che si vuole modificare ed editarlo: cancellarlo o cambiarlo a nostro piacimento, meccanismo formidabile quando si tratta di eliminare il Dna infiltrato di un virus malevolo.

Come funziona la tecnica Crispr

Utilizzo di CRISPR

Nonostante le grandi discussioni in materia molti alimenti oramai sono sottoposti a questa tecnica, a partire da mais, soia, riso, girasole e grano. Tuttavia a debuttare sul mercato sarà proprio un particolare tipo di mais chiamato Waxi, per i suoi chicchi molto cerosi. Allo stesso tempo vengono portate avanti ricerche anche nel campo dei pomodori, come vi abbiamo raccontato in questo articolo.

Rispetto ai mais già in commercio, questa nuova varietà avrà una resa maggiore. L’uso di CRISPR è servito a eliminare un enzima chiave per la sintesi del componente indesiderato dell’amido, senza però appesantire il suo patrimonio genetico. L’amilopectina è utilizzata per la produzione di prodotti come adesivi, carta, addensanti alimentari. Alla fine di questo processi rimane una farina proteica ,utilizzata come mangime.

Mais editato con tecnica Crispr

Altri utilizzi riguardano l’ambito vitivinicolo. Infatti alcuni già stanno cercando di usare queste tecniche per ridurre l’impatto dell’utilizzo del rame. Esso infatti è un metallo tossico che viene utilizzato sia viticoltura convenzionale che in quella biologica. Esponenti di slow food e produttori di vino famosi si sono pronunciati favorevoli a una non regolamentazione dell’editing.

Fonti: lescienze.it – bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it – wikipedia.org – larena.it – crisprcas.pioneer.com – time.com – slowfood.it

TOPIC Crisprogm
blank

Studentessa di Food System all’Università di Parma. Insaziabile di vita, dove il food non la fa solo da contorno. Perchè è con il cibo che costruisco le mie relazioni.