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Stoviglie compostabili: dal biologico una soluzione per la bioplastica

Il mondo delle stoviglie compostabili è complicato, ma dal biologico potrebbero arrivare le soluzioni ad alcuni problemi della bioplastica.

Le stoviglie compostabili potrebbero avere un nuovo futuro grazie al biologico, che è in grado di offrire una soluzione al destino della bioplastica. Per quanto infatti questo materiale sia amico dell’ambiente, prodotto grazie a materie prime con un minor impatto ambientale rispetto al petrolio e i suoi derivati, il passaggio dalla discarica al compostaggio non è sempre semplice.

stoviglie compostabili

Il destino delle stoviglie compostabili

Come abbiamo accennato, il problema delle stoviglie compostabili non è tanto nella produzione o nell’utilizzo, ma piuttosto nello smaltimento dopo essere diventato rifiuto. Ogni paese, regione e addirittura città può avere delle regole proprie, ma il tema centrale rimane abbastanza invariato: separare le stoviglie compostabili, e in generale materiali con quella caratteristica, dalla classica spazzatura è difficile, e molte discariche non riescono a stare al passo.

Per risolvere questo inconveniente alcuni paesi stanno provando ad aumentare il numero di addetti alle operazioni di selezione, chiedendo alle aziende che si dedicano alla produzione di stoviglie compostabili di renderle il più riconoscibili possibili. Non stiamo parlando semplicemente di marchi particolari, ma proprio di colori e forme riconoscibili, in modo da rendere il più semplice possibile il lavoro degli addetti allo smistamento.


Le stoviglie compostabili e il biologico

E qui entra in gioco il difficile rapporto tra stoviglie compostabili, biologico e bioplastica. L’idea è quella di poter utilizzare i prodotti di questo tipo per produrre compost che sarà impiegato per fertilizzare i campi bio, così da rendere uno scarto una potenziale risorsa. Anche qui però non esiste una soluzione semplice: a seconda della legislazione può essere vietato l’impiego di prodotti come le stoviglie compostabili perché potenzialmente contenenti prodotti chimici. In questi casi si parla di contaminazione, ed essendo rigida la certificazione biologica impedire anche solo che tracce di rifiuti non compostabili finissero nei campi sarebbe un problema.

Quello che potrebbe cambiare le carta in tavola riguardo alle stoviglie compostabili sono proprio le tecniche di scremature dei rifiuti, assieme alla diffusione di materiali degradabili con le giuste tecniche: nel momento in cui si potrà garantire la qualità del compost prodotto con questi materiali. Sarà in quel momento che il bio potrebbe accogliere i rifiuti compostabili, trasformando un settore.

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