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Il nuovo rum biologico dalle foreste del Belize

Si chiama Copalli il nuovo rum biologico dalle foreste del Belize in Sud America. Frutto di un progetto che nasce dal profondo amore per l’ambiente e dal desiderio di conservazione della natura unica nel suo genere delle foreste pluviali della regione. Due le tipologie di rum biologico prodotte e commercializzate sul mercato statunitense.

rum biologico
Foto di Copalli Rum

Come è nato il rum biologico dalle foreste del Belize

Il rum biologico Copalli nasce dalla collaborazione di Todd Robinson e Anya Fernald che dopo aver acquistato della terra nella zona di Punta Gorda in Belize, al confine con il Guatemale, al fine di tutelarne l’ecosistema naturale, vi hanno costruito un resort ecosostenibile. A questo progetto è subentrata l’idea di produrre del rum in loco, il che ha portato il Copal Tree Lodge – questo il nome del resort – a divenire la prima azienda biologica del paese. La produzione ha previsto la reintroduzione di diverse specie di canne da zucchero autoctone, poi utilizzate per produrre due tipologie di rum: una bianca, maturata in acciaio, e una invecchiata cinque anni in botti contenenti in passato del bourbon.

rum biologico foreste Belize
Foto di Copalli Rum

La distilleria è stata ideata in modo da avere il minor impatto ambientale possibile, costruita infatti al di sotto del resort con degli speciali sistemi di ripescaggio dei liquidi e di neutralizzazione dei contaminanti per evitare potenziali fuoriuscite di prodotti di scarto altamente nocivi per l’ecosistema. Il progetto ha avuto anche lo scopo di mettere in evidenza i vantaggi ambientali e la sostenibilità ecologica di una produzione biologica, anche per prodotti non scontati come il rum. Senza contare che il clima caldo e umido del Belize, unito all’eccellenza delle materie prime utilizzate abbia consentito di creare un prodotto di grandissimi qualità e gusto. Il rum biologico Copalli dalle foreste del Belize si è presto lanciato sul mercato statunitense, conquistando già il palato di diversi estimatori del distillato tropicale.

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AttualitàSicurezza alimentare

Negli USA il Certified Transitional è il nuovo biologico

La certificazione per il biologico negli USA sarà presto affiancata dal Certified Transitional, una nuova etichetta che potrebbe aiutare gli agricoltori statunitensi che vogliono passare alla produzione bio. Questa nuova certificazione nasce dalla domanda sempre più elevata di alimenti biologici negli Stati Uniti, scossi dalla poca fiducia nella sicurezza del settore agroalimentare.

Cos’è la certificazione Certified Transitional

Per poter apporre il bollino di prodotto biologico sui propri prodotti, gli agricoltori negli USA devono trascorrere un periodo di transizione di 36 mesi. Questa rimane tutt’oggi una delle barriere più difficili da superare per chi vuole iniziare a produrre bio: volumi di ortaggi e granaglie ridotti, lavoro extra nella rigenerazione del terreno, nuovi strumenti per lavorare i campi. Tutti investimenti che non vengono ricompensati dal costo più elevato dei prodotti biologici, almeno per i primi 3 anni dopo l’inizio della transizione. Qui entra in gioco la certificazione Certified Transitional.

certified transitional

All’inizio del 2016 si è iniziato a discutere della possibilità di introdurre questo tipo di garanzia ed è stato subito un successo. Ha permesso ai produttori di chiedere un prezzo premium per i loro alimenti, in modo da poter finanziare il periodo di passaggio da un’agricoltura tradizionale a una biologica. Il problema è che a livello federale le cose si complicano: l’USDA, il Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti d’America, ha lanciato nel 2017 il National Certified Transitional Program, che sosteneva economicamente gli agricoltori in transizione ma non prevedeva un’etichetta sul prodotto finito. In ogni caso il messaggio è positivo, segnando con ancora maggiore forza che il biologico potrebbe essere il futuro dell’agricoltura.

trend farmaci biologici
MedicinaSalute

Farmaci biologici in Italia: un trend in crescita

Sapete cosa sono i farmaci biologici? Questo trend sembra essere sempre più in crescita, soprattutto in Italia, che risulta il terzo mercato europeo. Eppure non sono una categoria di medicinali molto conosciuti, nonostante stiano facendo registrare successi per diverse patologie. Vengono prodotti diversamente rispetto ai medicinali di sintesi, possono essere impiegati in diversi campi ma hanno qualche svantaggio.

farmaci biologici

Cosa sono i farmaci biologici

I farmaci biologici, a differenza di quelli tradizionali prodotti attraverso la sintesi chimica, hanno un processo produttivo molto più complesso. Si tratterebbe infatti di proteine, che a seconda del metodo di produzione possono essere leggermente diverse. Basta una minima modifica in una qualunque parte del processo per ottenere un risultato diverso, uno dei motivi per cui le autorità di controllo sorvegliano con attenzione tutti i luoghi di produzione.

Un farmaco biologico viene prodotto da colture di cellule viventi e risulta molto efficace per il trattamento di alcune patologie, come le artriti, ma, almeno per ora, ha anche degli svantaggi: la struttura delle proteine – il principio attivo del farmaco – sono complesse e diverse tra loro, al punto da non poter esattamente caratterizzare queste molecole; non sono stabili e possono deteriorarsi facilmente; rischiano anche di innescare una reazione immunitaria nell’organismo su cui vengono impiegate.

trend farmaci biologici

Un trend di successo

Nonostante i farmaci biologici non siano perfetti, dalla loro introduzione in Europa la crescita del loro impiego è stata costante e l’Italia risulta il terzo mercato in Ue. A garantirne il successo sono le possibilità di impiego: potrebbero essere quasi 200.000 i malati italiani potenzialmente interessati a questo tipo di farmaci.

Si calcola che a livello globale siano stati milioni i pazienti che hanno giovato dei farmaci biologici utilizzati per curare malattie come diabete, sclerosi multipla, artrite reumatoide e altre malattie rare e autoimmuni. Tutto questo da vita ad un mercato dalla crescita fortissima, che a livello globale ha fatto segnare un fatturato di 267 miliardi di dollari.

cos’è il turismo biologico
EcologiaItinerari

Turismo biologico: come funziona il nuovo trend

Il turismo biologico e eco-responsabile è una delle conseguenze positive della forte espansione che il BIO sta vivendo nel nostro paese e non solo. La nuova tendenza nasce da una crescente consapevolezza dei consumatori, sempre più sensibili al tema della sostenibilità e alla costante ricerca di viaggi per riscoprire la gioia della naturalità.

turismo biologico

Cos’è il turismo biologico

Sono diversi i fattori che hanno portato alla recente diffusione del turismo biologico, tra cui la nascita di numerose strutture tra ristoranti, B&B, agriturismi e SPA. Il biologico sta vivendo un’epoca d’oro nei più svariati settori, dall’alimentare alla cosmesi, finendo per diventare una vera e propria filosofia di vita e di viaggio. Molte strutture ricettive in Italia stanno sviluppando un’offerta dedicata agli amanti delle vacanze green e sostenibili, proponendo un soggiorno all’insegna del benessere e del gusto, il tutto a stretto contatto con la natura. In Italia le regioni che per prime hanno puntato sul turismo biologico sono state Trentino Alto Adige, Valle D’Aosta e Umbria.

cos’è il turismo biologico

Il trend pare non essere stato immune all’effetto EXPO ma ciò che alimenta nel profondo il fenomeno del turismo biologico sembra proprio essere un netto cambio di paradigma. Per gli italiani, vacanza significa sempre di più «staccare» dall’ambiente malsano delle città per un’immersione totale nel verde e nel buon cibo naturale, il tutto rispettando la natura. La motivazione dei viaggiatori si spinge anche oltre con oltre il 40% che dichiara di essere disposto a spendere fino al 10% in più, purché la villeggiatura sia sostenibile. Mentre quasi il 70% sarebbe disposto ad utilizzare anche il treno dove possibile. Insomma un bel cambiamento, se si pensa al tradizionale traffico da «bollino nero» delle giornate estive. Pare che le cose stiano cambiando in meglio, quindi non ci resta che dire «W il turismo biologico!»

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FoodLifestyle

Il biologico è un modo di vivere, non un business

Quando si tratta di biologico è facile pensare subito ad un modo naturale per produrre frutta e verdura, un business amico dell’ambiente che coinvolge sempre più persone. Ma per quanto questa prospettiva sia positiva, spesso il mondo del bio, per chi lo produce, non si esaurisce nella produzione ma diventa un modo di vivere, una filosofia che va oltre il campo e coinvolge ogni aspetto della quotidianità.

Vivere biologico

Produrre biologico per molti piccoli produttori significa vivere a contatto diretto con la natura e i suoi ritmi, mettendo sul campo, letteralmente, strategie non convenzionali per mantenere ritmi produttivi economicamente sostenibili.

vivere biologico

Al di là di queste considerazioni pratiche però capita molto spesso che, nelle realtà di dimensioni contenute, siano i produttori ad essere per primi consumatori di biologico. Questo a volte comporta che i metodi seguiti nei campi siano prima di tutto eseguiti per la propria sicurezza alimentare, prima ancora che per gli altri.

In poco tempo chi comincia a consumare prodotti biologici tende ad allargare l’attenzione per l’ambiente, gli animali e in generale l’ecosistema a diversi ambiti della sua vita: cosmesi biologica, fibre e tessuti alternativi, mezzi di trasporto ecologici, tutte strategie frutto di una maggiore sensibilità a queste tematiche. Il biologico per qualcuno diventa un modo di vivere, una sorta di filosofia da seguire, che può accomunare diversi ambiti.

biologico serra europa
AmbienteEcologiaHot Topic

La scommessa del vero biologico in serra

Il biologico in serra è possibile e viene già ampiamente praticato in Europa, ma il tutto è circondato un alone di scarsa chiarezza normativa. Questo si traduce in modalità molto diverse in ogni nazione europea e in pratiche non sempre paragonabili, per naturalezza e sostenibilità ambientale, a quelle delle classiche coltivazioni al di fuori delle serre.

biologico in serra

Il biologico in serra in Europa

La poca chiarezza normativa a livello europeo sul tema del biologico in serra ha comportato l’adozione di pratiche di coltivazione molto diverse nei vari paesi dell’Unione. Questo, purtroppo, si è anche tradotto nel fatto che molte coltivazioni biologiche in serra abbiano nel tempo assunto sempre più le sembianze di colture intensive. Specialmente nei paesi del Nord Europa, molte coltivazioni in serra legalmente considerate biologiche, si avvalgono, per esempio, di riscaldamento e illuminazione artificiali, somministrando inoltre alle piante CO2 ricavata normalmente dalla combustione di gas metano. Tali pratiche sono atte in primo luogo a consentire la coltivazione di diverse tipologie di vegetali anche nei climi più rigidi e in secondo ad aumentare la produttività fino al 30%. Coltivare biologico in serra avvalendosi di queste metodologie non garantisce la naturalezza e il basso impatto ambientale che ci si aspetta da questo tipo di produzioni, facendo inoltre, secondo alcuni, concorrenza sleale ai produttori di biologico di altre zone.

biologico serra europa

Il dibattito è tuttora piuttosto acceso, considerati anche gli interessi economici in gioco, tanto da dare origine ad alcune interessanti iniziative, come Greenresilient. Nato a seguito della chiamata di tredici esperti da parte della Commissione Europea al fine di pubblicare un report sulla situazione dell’agricoltura biologica – EGTOP – oggi si pone l’obiettivo di rendere sostenibile anche il biologico in serra. Il progetto ha già previsto diverse serre sperimentali in cui si adottassero pratiche di coltura sostenibile, seguendo per esempio la stagionalità dei prodotti, per ovviare ai problemi climatici, e adottando la rotazione delle colture per garantire, naturalmente, il giusto apporto di nutrienti al terreno in serra. È logico che la resa di queste colture sostenibili sarà inferiore, così come d’altro canto l’impatto sull’ambiente. Il biologico in serra è certamente possibile e offre delle ottime opportunità, purché sia attuato con le giuste modalità nel rispetto dell’ambiente e della naturalità delle colture.

FederBio WWF biologico
AttualitàEcologiaHot Topic

FederBio e WWF: nel 2030 il 40% dei campi sarà biologico in Italia

L’accordo firmato dai presidenti di FederBio e WWF rinnova un’alleanza tutta rivolta al benessere dell’ambiente e dell’agricoltura italiana: l’obiettivo è di arrivare al 40% dei campi coltivati in maniera biologica. Non solo, le due associazioni vogliono impegnare il Ministero dell’Agricoltura, Alimentazione, Foreste e Turismo nella stesura di un rapporto annuale sullo stato dell’agroecologia.

Biologico e biodinamico in Italia

Biologico e biodinamico sono i due argomenti che hanno polarizzato l’attenzione di FederBio e WWF, che reputano i due sistemi come la soluzione migliore per un’agricoltura sempre più compatibile con l’ambiente.

FederBio WWF biologico

Meno sostanze di sintesi possibile, puntando tutto verso la sostenibilità, questo il messaggio che le due importanti associazioni vogliono trasmettere. Lo sforzo sarà prevalentemente orientato verso la divulgazione, informando sui benefici delle tecniche agricole più ecocompatibili.

Questa attività dovrebbe portare, secondo l’associazione, un totale del 40% di Superficie Agricola Utilizzata – SAU – trasformata in biologico entro il 2030, un obiettivo sicuramente ambizioso. Verranno anche valutate altre attività e progetti rivolte più in generale alle buone pratiche legate all’ambiente, come la conservazione della biodiversità, il contrasto e l’adattamento ai cambiamenti climatici e la gestione sostenibile delle risorse idriche.

cina biologico produzione nazionale
AmbienteEcologiaHot Topic

In Cina biologico e sostenibilità sono il futuro dell’agricoltura

In Cina il biologico si sta espandendo, spinto da una costante crescita della domanda per alimenti sani e sostenibilità. Una direzione chiara quella presa dal mercato cinese che oggi si affida principalmente all’importazione per soddisfare la richiesta, ma che per il futuro punta alla produzione interna.

Cina biologico

Cina e biologico, la sfida della produzione nazionale

Si è parlato in Cina di biologico e sostenibilità in occasione China International Import Expo, dove il Presidente Xi Jinping ha annunciato che nei futuri 15 anni la nazione importerà ben 30 mila miliardi di dollari in beni. Tra questi non mancherà di certo il biologico, in risposta alla crescente domanda del mercato nazionale. Ma la vera sfida si giocherà sulla produzione nazionale. Nonostante la Cina possa vantare ad oggi la quinta superficie agricola biologica più estesa del mondo, circa 1,6 milioni di ettari, e un mercato con un volume di 5,6 miliardi di dollari, la coltivazione biologica nazionale incontra non pochi ostacoli.

cina biologico produzione nazionale

Coltivare biologico in Cina non è semplice, specialmente per i problemi connessi agli standard richiesti per il suolo e la qualità dell’acqua. L’inquinamento nel paese è un problema molto serio che, malgrado le contromisure che iniziano ad essere messe in atto, è ancora lontano dall’essere risolto. Un’altra criticità che si contrappone allo sviluppo di una produzione interna capace di soddisfare l’enorme domanda riguarda le certificazioni. La Cina in tema biologico possiede una certificazione nazionale riconosciuta dalla Federazione internazionale dei movimenti per l’agricoltura biologica (IFOAM), ma i consumatori risultano maggiormente attratti dai prodotti con certificazioni estere, che riguardano principalmente gli alimenti d’importazione. Il governo Cinese però ha assicurato di voler dare una stretta ai controlli relativi alla sicurezza alimentare, il che potrebbe condurre ad una crescita della fiducia dei consumatori nei confronti dei prodotti nazionali.

Fonte: Sixthtone

Prodotti base lumaca
Cosmesi

Cosmetici bio e naturali: scopri Centisia, leader in Italia per la bava di lumaca

Centisia è un’azienda italiana che da 25 anni si dedica alla cosmesi, con l’ambizione di portare la qualità farmaceutica nell’ambito dei prodotti per la bellezza. Il suo punto di forza sono sempre stati gli ingredienti premium integrati nei cosmetici, uno su tutti la bava di lumaca. Per assicurarsi la massima qualità di questo prodotto Centisia è stata la prima azienda in Italia ad avere un proprio allevamento di molluschi. Ci ha raccontato qualcosa di più la dott.ssa Laura Bruno, biologa e fondatrice dell’azienda.

Gli ingredienti dei cosmetici Centisia

La bava di lumaca in commercio fino a qualche tempo fa, infatti, era di una qualità che non soddisfaceva Centisia, al punto da voler fare proprio quel segmento di filiera. Non era mai avvenuto prima in Italia e da 5 anni a questa parte la bava di lumaca prodotta dall’azienda può contare su una certificazione biologica.

Prodotti base lumaca
Foto di Karlheinz Sollbauer per Centisia

Non c’è solo la bava di lumaca tra gli ingredienti più utilizzati da Centisia, che lavora anche con olii vegetali come:

  • Olio di rosa Mosqueta
  • Olio di borragine
  • Olio di macadamia
  • Olio di ribes
  • Olio di lino
  • Olio extravergine di oliva italiana
  • Olio di vinaccioli
  • Olio di sesamo
  • Olio di karitè

Oltre all’attenzione verso il biologico e naturale, fin dal suo primo anno di attività Centisia ha detto no a molte sostanze artificiali che si possono trovare nei cosmetici più comuni, come parabeni, siliconi, derivati del petrolio, paraffine, sostanze allergizzanti e componenti di derivazione OGM.

L’azienda produce in proprio la bava di lumaca e acquista altri ingredienti come latte di asinalavandazafferano e il veleno di vipera una particolare materia prima perfetta per i prodotti rassodanti.

ingredienti zafferano

Prodotti a base di bava di lumaca

Con il marchio Fior di Bosco Centisia commercializza e produce una delle linee cosmetiche più complete d’Italia a base di bava di lumaca, 17 prodotti studiati ciascuno per uno scopo specifico. Questo ingrediente è venduto anche puro dall’azienda, e, come spiega la dott.ssa Laura Bruno, «capita che alcuni dermatologi lo prescrivano specificatamente per trattare alcune malattie cutanee come vitiligine e psoriasi.»

Un prodotto particolarmente di successo per l’azienda è sicuramente lift gel, a base di bava di lumaca e acido ialuronico. In questo cosmetico non c’è acqua aggiunta «è semplicemente insuperabile – ha spiegato la dott.ssa – potranno esserci prodotti uguali ma non con una concentrazione maggiore di bava di lumaca». A natale del 2018 arriverà un nuovo prodotto, lift cream, una crema che contiene sempre solo due ingredienti bava di lumaca e acido ialuronico.

prodotti bava lumaca

Fior di Bosco, oltre alla linea con la bava di lumaca, conta in totale una sessantina di prodotti. Recentemente al SANA 2018 è stata presentata la linea Nopal, cosmetici biologici a base di gel e olio di Fico D’India bio, combinato con arancia rossa bio.

L’azienda Centisia

Oltre al proprio marchio di prodotti Centisia si dedica anche a linee personalizzate di prodotti per conto di clienti terzi, tra i quali ci sono anche brand famosi nel panorama italiano e estero. L’azienda è in grado di seguire il progetto a 360°, dall’idea iniziale al packaging finale. L’azienda si occupa anche delle complesse certificazioni richieste dall’Unione Europea, riuscendo a fornire un prodotto «chiavi in mano».

Nel futuro di Centisia c’è sicuramente il mercato estero, come ha spiegato la fondatrice, con «lo sviluppo della linea di prodotti a base di bava di lumaca al di fuori dai confini italiani.» L’azienda inoltre continuerà a sviluppare il suo segmento di produzione di creme di lusso per conto di importanti player internazionali, rimanendo tra i leader dell’alto di gamma.

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uova
FoodGastronomia

Quali cibi biologici comprare per i bambini

Quando si tratta della spesa per i bambini è importante mettere nel carrello alcuni cibi biologici. Abbiamo già avuto modo di parlare di prodotti bio che non dovrebbero mai mancare in casa, ma quando si tratta dei più piccini le cose cambiano leggermente. Ecco a quali alimenti, in particolare, dovreste stare attenti.

Omogeneizzati

omogeneizzati

Per i più piccoli un ottimo modo per iniziare l’approccio al mondo dell’alimentazione sono gli omogeneizzati bio. Tra i cibi biologici per i bambini questi sicuramente meritano la nostra attenzione, visto che non contengono OGM né molti tipi di pesticidi. In più, la carne e il pesce di cui sono composti sono particolarmente controllati.

Latte

Latte

Uno degli alimenti più emblematici per la crescita di un bambino, il latte è quasi sempre presente nella loro dieta. In questo caso la scelta del biologico implica una grande attenzione all’alimentazione delle mucche, che si traduce in un latte più sano e ricco di nutrienti.

Mele

mele

La mela è un altro alimento ricco di nutrienti e fa spesso parte della dieta dei più piccoli, anche sotto forma di purea. Sulla buccia di questo frutto è possibile che rimangano tracce di pesticidi, motivo per cui potrebbe essere meglio optare per mele biologiche.

Sedano

sedano

Il sedano è un alimento non sempre amato dai bambini, ma è un importante passaggio per abituare il palato dei più piccoli ad un mondo di verdure. È uno dei cibi biologici più importanti da acquistare, visto che alcuni agenti chimici pericolosi possono rimanere a contaminare il gambo.

Uova

uova

Tra i cibi biologici le uova sono sicuramente un’ottima scelta per i bambini. Anche in questo caso vale un discorso simile a quello fatto per il latte: un animale sano è garanzia di un ottimo uovo, sano e ricco di nutrienti utili per l’organismo.

Carne

carne

La carne biologica offre diversi vantaggi, come una minor quantità di antibiotici utilizzati. Alcuni studi sostengono anche che le bistecche bio abbiano un profilo nutrizionale migliore, con una quantità di grassi leggermente più bassa e di qualità.

Patate

patate

Per finire un alimento perfetto per i più piccoli sotto molti punti di vista, le patate. Si prestano a molte preparazioni diverse ma andrebbero considerate sempre nella loro versione biologica. Il pericolo in questo caso è che alcune sostanze potenzialmente pericolose si siano concentrate dal terreno sulla buccia di questi tuberi.

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BevandeEcologiaVini & Spumanti

Biologico, naturale o biodinamico: quale sarà il futuro del vino

Biologico, naturale o biodinamico: quale sarà il futuro del vino? Una questione ancora aperta che sta alimentando un dibattito che non ha ancora trovato una soluzione definitiva. Ciò che risulta inequivocabile è che le richieste del mercato stanno mutando, con un conseguente e necessario adattamento dell’industria vitivinicola mondiale.

Biologico, naturale o biodinamico futuro del vino

Il primato del vino biologico

Il consumatore oggi è caratterizzato da una particolare attenzione alla qualità e alla sostenibilità del prodotto, spostando il mercato nella direzione del vino biologico, naturale e biodinamico. Tra le tre categorie è indubbio che a primeggiare vi sia il biologico, la tipologia di più immediata comprensione per un pubblico che si voglia orientare nella direzione della sostenibilità. Ad oggi il vino biologico rappresenta il 2,8% della produzione globale, con l’Europa responsabile di ben il 90% dei prodotti commercializzati.

vino biologico futuro

Il biologico costituisce una ricca opportunità per il mercato vitivinicolo, consentendo anche ai produttori di nicchia di emergere e competere con le aziende di grandi dimensioni. A ciò è probabilmente dovuta la crescita annuale, stimata attorno al 20% negli ultimi sette anni, di questo tipo di prodotti. L’espansione della richiesta di questi prodotti sta creando delle opportunità di espansione su nuovi mercati, come: la Finlandia, la Svezia e la Germania.

Oltre al biologico, spazio al vino naturale e biodinamico

Le parole d’ordine sono sostenibilità e rispetto per l’ambiente. Questa la chiave di lettura a sostegno della diffusione di tipologie di prodotto più di nicchia, come il vino naturale, il vino biodinamico, fino al vino vegan. Per quanto queste varietà abbiano un appeal differente paragonato al mare magnum del vino biologico, l’attenzione dei consumatori non ha mancato di rivolgersi verso queste categorie.

vino naturale biodinamico

A livello globale, oggi, risulta sempre più inevitabile parlare di vino senza parlare di sostenibilità. Ciò che è richiesto è che il prodotto sia frutto di un territorio in cui è armoniosamente inserito, nel totale rispetto delle risorse che intervengono attivamente nel processo di produzione. Il vino naturale e biodinamico trova la sua ragion d’essere proprio nella perfetta integrazione del prodotto con l’ambiente, seguendo una filosofia mirata a ridurre al minimo l’impatto umano in tutte le fasi della produzione.

Il risultato della riflessione non conduce ad una risposta univoca, date anche le innumerevoli variabili intervenienti nella definizione di sostenibilità nei confronti di un’industria complessa come quella vitivinicola. Chiarito ciò, quanto si può auspicare è che il mercato del vino si sposti nella direzione di prodotti sempre più naturali, con processi produttivi orientati alla sostenibilità.

segreti bellezza limone illuminante viso
CosmesiFrutta & VerduraSalute

5 segreti di bellezza con il limone biologico

Così ricco di vitamine e minerali, trova infatti diversi impieghi anche nella cosmesi naturale fai da te. Vale la pena, quindi, lasciare uno spazio nella nostra beauty routine a questo ingrediente speciale e scoprire alcuni segreti di bellezza con il limone biologico, considerato per secoli una vera e propria medicina in grado di rafforzare e rinvigorire l’organismo.

1. Rinforzante e schiarente per le unghie

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Unghie fragili e ingiallite sono all’ordine del giorno per chi usi spesso smalti e solventi aggressivi. Un olio al limone, preparato in casa, può essere un ottimo rimedio di bellezza naturale. Il procedimento è un po’ lungo, ma piuttosto semplice: tutto ciò di cui avrete bisogno saranno 250 ml di olio (extra vergine di oliva, ma anche di mandorle dolci o di cocco) e un limone, preferibilmente biologico. Lavate e asciugate bene il limone, prelevatene la scorza e lasciatela a essiccare vicino a una fonte di calore o su un calorifero per un paio di giorni, in modo che l’acqua che potrebbe far irrancidire l’olio evapori del tutto. A questo punto, immergete la scorza nell’olio, che avrete riposto in un contenitore scuro richiudibile, preferibilmente di vetro. Lasciate a macerare per almeno 15 giorni, al buio, poi filtrate con l’aiuto di un canovaccio pulito. Applicate qualche goccia di olio su mani e unghie almeno una volta al giorno; in un paio di settimane dovreste notare già i primi miglioramenti: unghie più forti e più bianche. In alternativa, potete preparare al momento una miscela di olio e succo di limone in cui immergere le unghie 1 o 2 volte alla settimana, per almeno 5 minuti.

2. Bellezza per i capelli

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Capelli opachi, spenti e privi di riflessi? La causa possono essere detergenti troppo aggressivi, ma anche acqua troppo dura o bagni di sole prolungati. In questo caso un risciacquo acido a base di acqua e limone bio può fare la differenza, specie se associato all’impiego di shampoo e balsamo naturali. L’acidità del succo di limone, coadiuvata dall’uso di acqua tiepida, aiuterà infatti a chiudere le squame dei capelli, che risulteranno subito più morbidi e luminosi. Questo rimedio è utile anche in caso di capelli grassi. La dose consigliata è di circa un cucchiaio di succo di limone per litro di acqua e dopo il risciacquo si potrà procedere direttamente all’asciugatura.

3. Schiarente per le macchie della pelle

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Che siano macchie causate da brufoli o da ispessimenti della pelle (come può capitare su gomiti e ginocchia), il rimedio è ancora una volta il succo di limone biologico: nel primo caso può essere applicato su un batuffolo di cotone e tamponato direttamente sulle cicatrici, facendo attenzione che la pelle non sia lesa. Nel secondo caso, invece, si può procedere preparando uno scrub a base di olio, qualche cucchiaio di succo di limone e zucchero di canna: da strofinare sulle zone interessate 1 o 2 volte a settimana, aiuterà a migliorare la bellezza pelle.

4. Illuminante per la pelle del viso

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Parliamo ancora di scrub, questa volta a base di miele e limone biologico: il primo nutre in profondità la pelle, rendendola morbida e liscia, il secondo aiuterà a schiarirla facendola apparire più luminosa, grazie anche alla lievissima azione di peeling chimico dovuta all’acido citrico. Mescolate due cucchiai di zucchero di canna, un cucchiaio di miele e un cucchiaino di succo di limone: massaggiate 1 o 2 volte alla settimana sulla pelle umida per un’azione più delicata, sulla pelle asciutta per un’esfoliazione più profonda. Per concedersi un momento di relax può essere una buona idea preparare in casa anche una maschera di bellezza per il viso a base di succo di limone: mescolate 1 cucchiaio di yogurt bianco vegetale, 1 cucchiaio di miele e 1 cucchiaino di succo di limone, mescolate e tenete in posa 10-15 minuti: pelle idratata e luminosa!

5. Contro brufoli, punti neri e pelle oleosa

segreti bellezza limone brufoli punti neri

Dalle proprietà antisettiche e astringenti, il limone è un alleato perfetto in caso di pelle con imperfezioni: può essere tamponato direttamente sui brufoli più volte al giorno, in modo da favorirne la cicatrizzazione, oppure si può applicare su un dischetto di cotone e tamponare sulla zona T (fronte, naso e mento) prima di applicare la crema idratante, in modo da sfruttarne le proprietà seboregolatrici. Ottimo per la bellezza della pelle può essere anche un tonico a base di limone bio e cetriolo: mescolate 2 cucchiai di succo di limone in mezzo litro di acqua, aggiungendo mezzo cetriolo e mezzo limone tagliati a fette sottili. Fate riposare in frigorifero una notte e poi filtrate: applicate il tonico mattina e sera sul viso pulito, conservandolo in frigorifero al massimo una settimana.

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Da Ecosalute propoli e vitamina D per affrontare il freddo

Con Echinostilla Propoli MAEF spray e Vitamina D3 sprayEcosalute ha dato vita a due prodotti per rinforzare il sistema immunitario così da prepararlo al freddo dell’inverno. L’azienda è impegnata da oltre 20 anni nella produzione di integratori alimentari, fitoterapici e cosmetici naturali, rendendo i propri clienti consapevoli dei benefici di ogni principio attivo impiegato.

Echinostilla Propoli MAEF Spray

Ecosalute, dall’unione di propoli e echinacea, ha creato Echinostilla Propoli MAEF spray, una combinazione di ingredienti studiati e selezionati per affrontare l’inverno. Lo scopo è quello di migliorare il benessere della gola e proteggerla dall’arrivo dei primi freddi, il tutto abbinato ad un aroma balsamico creato con olii essenziali di menta, pino mugo e eucalipto.

echinostilla propoli MAEF

Echinostilla Propoli MAEF spray viene consigliato per potenziare le naturali difese dell’organismo, per migliorare il benessere delle prime vie respiratorie e quello di naso e gola. Tutte queste proprietà sono merito dell’echinacea, ma la loro intensità è incrementata dall’utilizzo della propoli trattata con una tecnica detta MAEF o Macerazione ad Alta Efficienza. Questa lavorazione concentra i principi attivi della propoli, rendendola ancora più efficace, e ne garantisce la purezza.

Vitamina D3 spray

Un altro prodotto di Ecosalute perfetto per l’inverno è Vitamina D3 spray, un integratore di origine naturale pensato per sopperire alla mancanza di Vitamina D3, prodotta dal nostro corpo grazie alla luce solare.

Vitamina D3 spray

La vitamina D3 aiuta l’assorbimento di calcio e fosforo, e contribuisce alla salute di ossa e denti. Aiuta inoltre a preservare le normali funzioni muscolari e il buon funzionamento del sistema immunitario. Grazie alla presenza dell’olio essenziale di arancio dolce Vitamina D3 spray ha anche un buon sapore.

Ecosalute e la filosofia dell’azienda

L’azienda è considerata un’importante realtà nel panorama imprenditoriale piacentino, con oltre 20 anni di esperienza nel mercato dei prodotti naturali sia per gli integratori che per la cosmesi naturale. Ecosalute si dedica anche all’informazione per i suoi clienti, un modo efficace per far percepire il valore del proprio lavoro.

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L’azienda è anche molto attenta alle questioni etiche e ambientali, in primis con l’attenzione per la produzione BIO, tanto da essere certificata come biologica. Proprio perché Ecosalute non accetta alcun compromesso sulla qualità della materia prima e agisce con la massima trasparenza riguardo le sue scelte, i consumatori che la scelgono sono sempre più numerosi.

Potrete acquistare Echinostilla Propoli MAEF Spray e Vitamina D3 Spray in un pacchetto speciale cliccando qui.


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AttualitàHot TopicLifestyle

Gluten free e biologico sempre più in vista al supermercato

Cercare un prodotto gluten free o biologico tra le corsie di un supermercato non è mai stato così facile come in questi anni. Non molto tempo fa infatti trovare alcune particolari tipologie di alimenti sugli scaffali richiedeva molta attenzione da parte dei clienti. Oggi non è più così: le informazioni sono indicate più visibilmente in etichetta e i supermercati creano zone specificatamente dedicate al gluten free e al biologico.

gluten free biologico supermercato

Supermercati e confezioni stanno cambiando

Oggi è importante saper comunicare con i propri clienti alcuni aspetti dei prodotti che metteranno nel carrello: sulle etichette sono diventati sempre più evidenti i riferimenti al senza glutine e alla certificazione biologica. In effetti per gli italiani valori come l’ecologia e la salute sono sempre più importanti e non stupisce che i produttori si sforzino di far percepire al cliente il valore delle proprie creazioni.

supermercati stanno cambiando

Non sono solo le confezioni a cambiare, ma anche i supermercati. Gluten free e biologico hanno sempre più spesso delle zone dedicate, basti pensare a Carrefour per esempio, che nel suo piano «Act for Food» per valorizzare i prodotti bio ha anche ideato spazi appositi dove venderli, come un intero negozio pop up aperto in Belgio. È sempre più facile trovare in tutti i supermercati isole dedicate specificatamente a questi prodotti, a cui si aggiungono spesso i senza lattosio e i no-ogm.

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Vino biologico sempre più popolare

Il mercato crescente del vino biologico ormai è una realtà di fatto con numeri che confermano le più ottimistiche aspettative. Un prodotto molto sempre più apprezzato dal pubblico dei consumatori che sta cambiando l’approccio delle cantine verso una produzione più rispettosa dell’ambiente.

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Vino biologico, un successo inarrestabile

Il vino biologico sembra avere tutte le carte in regola per essere il protagonista del futuro del settore vitivinicolo. Lo mostra con chiarezza una recente analisi di mercato pubblicata da Technavio, una compagnia inglese specializzata in ricerche per i diversi settori industriali. Una fotografia dettagliata della situazione del mercato enologico che mette in luce dei chiari segnali di cambiamento sia per quanto concerne i prodotti che le pratiche produttive. Alla base di ciò una decisa tendenza dei consumatori a preferire prodotti salutari rispettosi dell’ambiente che sta spingendo i produttori verso un cambio di rotta nella direzione dei vini premium.

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Tra questi senza dubbio il vino biologico per il quale si prospetta un avvenire di crescita, con un’espansione prevista nell’ordine del 2% entro il 2022. Una chiara richiesta di accrescimento di valore del prodotto che tuttavia ha come conseguenze dei chiari vantaggi anche per i produttori. La maggiore attenzione, richiesta per esempio per produrre il vino biologico, si traduce, infatti, anche in maggiori guadagni e nella sostenibilità anche di produzioni più ridotte e curate, nel segno dell’alta qualità. Una popolarità che è prova evidente di una mutazione radicale del consumatore: oggi maggiormente informato e sensibile alle tematiche della salute, dell’etica e della salvaguardia dell’ambiente.

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BambiniEconomiaFood

Cibo biologico per bambini, un trend in crescita

I numeri del cibo biologico per bambini sono da capogiro. È ormai fuori da ogni dubbio che si stia assistendo ad un trend in netta crescita, per un mercato che muove globalmente cifre dell’ordine di miliardi di euro.

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Il mercato del cibo biologico per bambini si espande

L’attenzione dei consumatori nei confronti del biologico sta crescendo vistosamente e parlando di bambini, per molti la scelta risulta ovvia. Sempre più genitori scelgono per i loro figli una dieta naturale e il mercato del cibo biologico per bambini schizza alle stelle. Scegliere il biologico ha senso, specialmente per i più piccoli, perché evita loro l’esposizione a sostanze potenzialmente dannose, come pesticidi e agenti chimici; riducendo inoltre, secondo recenti studi, anche il rischio dell’insorgenza di alcune tipologie di tumori. Lo scorso anno il mercato del cibo biologico per bambini valeva ben 5,4 miliardi di dollari, e per il futuro si prevede un ulteriore arricchimento.

mercato cibo biologico bambini

I dati prevedono una crescita del 10% dal 2018 fino al 2023, stimando di raggiungere un valore complessivo attorno ai 10 miliardi di dollari. Di fatto un raddoppio del volume totale del mercato in poco più di 5 anni. Tutti dati che portano a pensare che il cibo biologico per bambini, si stia trasformando da trend in vera e propria realtà di fatto. La notizia è di certo positiva, dal momento che una dieta biologica oltre che più salutare risulta anche più sostenibile in termini ambientali. Chissà che nel futuro gli stessi bambini cresciuti col cibo biologico non si trasformeranno nella generazione che convertirà l’intera produzione agricola. Se questi valori verranno trasmessi c’è davvero motivo di rallegrarsi.

procedimento dolce halloween
Dolci & PasticceriaFoodTè & Caffè

Il dolce di Halloween con caffè biologico Lavazza

Per un dolce di Halloween alternativo a base di caffè biologico Lavazza potreste provare la ricetta della pastry chef e brand ambassador Loretta Fanella. La miscela si chiama ¡Tierra! Bio-Organic ed è stata lo spunto per creare dei dolci originali nel gusto ma perfettamente a tema con la festa statunitense.

dolce halloween caffe biologico
Foto di Federico Botta

Ingredienti

Per mettere a punto la ricetta di Loretta Fanella avrete bisogno di preparare prima di tutto una frolla montata alle mandorle. Avrete bisogno, oltre che di uno stampino a forma di zucca, di:

  • 300 g di burro
  • 200 g di zucchero
  • 75 g di tuorli d’uovo
  • 250 g di farina tipo 0
  • 100 g di fecola
  • 100 g di farina di mandorle
  • 0,5 g di vaniglia
  • 10 g di caffè macinato Lavazza ¡Tierra! Bio-Organic
ingredienti Lavazza
Foto di federico Botta

Per la ganache di castagna invece dovrete procurarvi:

  • 250 g di cioccolato al latte
  • 200 g di panna fresca
  • 65 g polpa di castagna lessata
  • 1 g di sale

Procedimento

Come prima cosa pensiamo alla frolla: iniziate lavorando burro ammorbidito con zucchero a velo e vaniglia, unendo successivamente i tuorli e solo alla fine le farine setacciate assieme a vaniglia e caffè. Dovrete lavorare l’impasto molto velocemente, fino ad ottenere un composto abbastanza morbido da poter essere contenuto in una sac à poche. Utilizzatela per trasferire la preparazione negli stampini, che dovrete mettere in forno a 170°C per circa 10 minuti.

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Foto di Federico Botta

Nel frattempo si passa alla ganache: scaldate la panna e versatela sul cioccolato, lasciando riposare il composto per qualche minuto. Aggiungete al mix la polpa di castagne e frullate per circa 3 minuti, con l’obiettivo di ottenere una crema vellutata. Lasciate riposare il tutto per 12 ore.

Non rimane altro che unire i biscotti a due due con un’abbondante farcitura di ganache, e il gioco è fatto.

La pastry chef Loretta Fanella

I dolci della pastry chef Loretta Fanella è in costante evoluzione, ma ha sempre avuto emozioni e ricordi come filo conduttore. Inizia la sua carriera nel 1999 e già nel 2001 Carlo Cracco le offre un posto come chef nella pasticceria del suo ristorante Cracco Peck.

Nel 2003 incontra Albert e Ferran Adrià, e riesce a fare uno stage al El Bulli, che la convincerà a rimanere 3 anni in Costa Brava. Quando torna in Italia approda all’Enoteca Pinchiorri e dopo poco viene premiata come Miglior pasticcera d’Italia 2007.

Da quel momento in poi la chef Loretta Fanella si dedica alla formazione di altri pasticceri, mettendo a punto la carte dei dessert per conto di hotel e ristoranti blasonati. Dal 2014 è anche brand ambassador per Lavazza.

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Mangiare biologico protegge dal cancro?

È possibile che mangiare biologico possa proteggere dal cancro? Questa domanda è stata la base di partenza per un gruppo di scienziati che ha recentemente pubblicato uno studio sulla questione. La ricerca ha concluso che i consumatori di alimenti bio hanno il 25% di probabilità in meno di sviluppare alcuni tipi di cancro. La notizia ha fatto rapidamente il giro del mondo, ma stabilire il rapporto causa effetto tra cibo e salute nasconde qualche difficoltà.

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Il rapporto tra cibo biologico e cancro

Lo studio è stato pubblicato sul Journal of the American Medical Association, o JAMA, ed ha coinvolto quasi 70.000 persone, un campione abbastanza ampio. I soggetti sono stati intervistati sulle loro abitudini alimentari, in particolare il consumo di alimenti biologici, e la loro condizione di salute.

Sono stati registrati anche altri fattori, come il fumo, l’esercizio fisico e lo stipendio medio. Dopo una prima fase di interviste le stesse domande sono state ripetute dopo 5 anni. In questo modo i ricercatori hanno determinato che gli intervistati che consumavano con regolarità alimenti biologici avevano il 25% di probabilità in meno di contrarre alcune forme di cancro.

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I ricercatori però hanno voluto mettere in chiaro che lo studio ha dei limiti, in particolare sul campione scelto, che per quanto eterogeneo aveva un’alta percentuale di donne benestanti e istruite. Questo è importante perché sono innumerevoli i fattori che concorrono alla nostra salute, in particolare quelli legati al cancro: un reddito più alto comporta solitamente uno stile di vita più sano, dieta più equilibrata con meno consumo di carne e prodotti raffinati, esercizio fisico e visite più numerose dai medici, solo per fare alcuni esempi.

D’altra parte è vero che mangiare biologico implica una minore esposizione ad alcuni pesticidi considerati dallo IARC come possibili cancerogeni, pertanto non è da escludere un loro effetto positivo sulla salute. Per una vita più sana in generale bisogna guardare non solo alle nostre abitudini alimentari, ma valutare il quadro più ampio.

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.

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Superfood biologici per la cura della pelle

Avete mai sentito di superfood biologici dedicati alla cura della pelle? Non stiamo parlando di semplici snack bio da mangiare per far bene alla cute, ma di creme e altri prodotti cosmetici arricchiti con questi alimenti. Un concentrato di nutrienti funzionali direttamente sulla pelle, per sfruttare tutte le proprietà dove è più necessario.

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Tè matcha

Il tè matcha biologico è considerato da anni un superfood ed è forse tra quelli più conosciuti. Lo si impiega in polvere per la preparazione di una tipica bevanda, ma può essere impiegato anche per dolci o altri tipi di piatti. Viene utilizzato come prodotto purificante nelle creme, dove viene sfruttato il suo effetto antiossidante, spesso in combinazione con uno scrub.

Moringa

La moringa è un altro vegetale da molti considerato un superfood, grazie al suo ampio spettro di nutrienti. In pochi però sanno che funziona molto bene anche a diretto contatto con la pelle, grazie alla grande quantità di vitamina A che contiene. Questa vitamina infatti serve per la produzione di retinolo, un composto fondamentale per la salute della cute.

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Spirulina

C’è stato un momento in cui quest’alga era sulla bocca di tutti, uno dei più emblematici superfood, ma anche nell’ambito della cosmesi la spirulina è molto utile. Ha proprietà anti-aging, detossificanti e combatte acne assieme a punti neri. Viene principalmente usata sotto forma di maschera viso.

Melagrana

Il frutto del melograno è impiegato spesso con l’arrivo dei primi freddi invernali, quando è più di stagione. Si tratta di un superfood biologico di cui viene usata anche la buccia, normalmente scartata nell’uso comune in cucina, sia nella produzione di creme che di dentifrici. La melagrana è inoltre ricchissima di vitamina C, utile per la pelle che ha bisogno di autoripararsi.

melagrana pelle

Bacche di goji

Le bacche di goji, forse al pari della spirulina, sono da sempre considerate un super food, in particolare quando coltivate biologicamente. Sono ricche di sali minerali, vitamina C, carotenoidi e polisaccaridi, una vera bomba per la salute della pelle, provare per credere.

Jessica Alba
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7 celebrità che mangiano esclusivamente biologico

Le celebrità che mangiano biologico sono sempre più numerose, ma non sono molte quelle che fanno di tutto per acquistare esclusivamente alimenti etichettati bio. Ecco 7 tra le star più famose che hanno fatto del biologico una scelta di vita, non solo a tavola, ma anche per la cosmesi.

Nicole Kidman

Nicole Kidman

Una delle star di Hollywood più apprezzate, Nicole Kidman ha scelto di mangiare esclusivamente biologico per una questione di salute. A sua madre fu diagnosticato un tumore quando l’attrice aveva appena 17 anni e lei stessa qualche anno fa ebbe paura di una diagnosi simile. Da allora Nicole Kidman sceglie solo alimenti biologici, prettamente frutta, verdura e carne, poca pasta e niente cibi con un elevato contenuto di grassi.

Julia Roberts

julia roberts

Vincitrice di un premio Oscar e numerosi altri premi alla sua carriera, Julia Roberts ha iniziato ad avvicinarsi al mondo del biologico quasi per gioco, dedicandosi ad un orto nel suo giardino privato. Con il tempo è diventata una vera e propria passione, sempre più diffusa anche nel resto di Los Angeles.

Jessica Alba

Jessica Alba
Foto di Gareth Cattermole

Nel suo libro «La vita onesta» Jessica Alba ha raccontato come l’approdo ad una dieta esclusivamente biologica sia stato graduale. Fin da piccola l’attrice si ammalava spesso, e un regime alimentare sempre più sano le ha permesso di stare sempre più in forma. Ora è una vera sostenitrice del movimento bio a Hollywood e sta sempre attenta ad evitare OGM e pesticidi.

Miranda Kerr

Miranda Kerr

La supermodel Miranda Kerr ha scelto la strada del biologico subito dopo aver lanciato la sua linea di cosmetici Kora Organics. Nella sua battaglia contro le sostanze sintetiche nei prodotti per la bellezza del corpo ha deciso di optare per un’alimentazione bio così da evitare pesticidi, erbicidi e ormoni.

Alicia Silverstone

alicia silverstone

L’attrice Alicia Silverstone non ha scelto solamente di mangiare biologico, ma è anche vegana e cerca di acquistare gli ingredienti per i suoi pasti esclusivamente da produttori locali. La sua scelta è stata prima di tutto etica, ma dopo qualche anno si è accorta di quanto il suo corpo stesse meglio stando attenta a quello che mangiava. Lo stesso vale per i cosmetici che usa abitualmente, rigorosamente cruelty-free.

Gisele Bundchen

Gisele Bundchen

Originaria del Brasile, la supermodel Gisele Bundchen ha sempre dichiarato che il segreto della sua bellezza e della sua pelle perfetta è una dieta biologica. Consuma molti frullati di verdura, sottlineando spesso come l’85% di quello che mangia sia autoprodotto da lei e suo marito Tom Brady.

Courteney Cox

Courteney Cox

L’attrice Courteney Cox, celebre per la sua lunga presenza tra i protagonisti della serie televisiva Friends. Ha sempre cercato di mangiare il più possibile alimenti biologici, ma da qualche anno a questa parte la sua attenzione nella dieta è diventata ancora più ferrea.

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