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Storie e leggende del caffè leccese, tipica bevanda salentina

Storie e leggende del caffè leccese, tipica bevanda salentina

Contro le ore più calde del giorno, una delle salvezze può essere il caffè leccese, una bevanda fresca simbolo del Salento

C’è chi lo chiama caffè leccese, chi caffè salentino (o "alla salentina") e chi chiede semplicemente un caffè con ghiaccio. L’unica certezza è che questa bevanda ha conquistato l’estate di molti italiani. Servito rigorosamente nei più bei e grandi bicchieri di vetro, è ideale per una pausa o dopo il pranzo. Il suo gusto intenso, deciso e fresco fa ricredere perfino i puristi del caffè caldo. Qual è la sua storia?

Caffè leccese
Foto: hekoer_1 @pixabay

Le origini del caffè leccese (o salentino)

Le vere origini del caffè leccese sono sconosciute, ma non mancano storie e leggende ad arricchirne la storia. Sono in molti a credere che il caffè con il ghiaccio sia un’invenzione pugliese (sarebbe bello!), ma in realtà le sue origini sono da ricercare in paesi come il Vietnam, il Cile, l’Australia, la Grecia e soprattutto la Spagna. È proprio da qui, agli albori del XVII secolo, che il caffè col ghiaccio arriva in terre salentine.

Si racconta infatti che il caffè col ghiaccio leccese abbia un antenato: il “Cafè del Tiempo”, tipico di Valencia, servito ancora rigorosamente con una fetta di arancia o limone. Alcuni documenti di inizio Ottocento dimostrano che questa discendenza è tutt’altro che fantasiosa e che anche a quel tempo, ad Otranto, il caffè caldo veniva servito con pezzi di ghiaccio e con una buccia di limone.

Storie e leggende del caffè leccese

Col passare degli anni la fetta di limone è scomparsa, così come è andato perduto il nome valenciano del caffè con ghiaccio, ma la bevanda ha attraversato il tempo per arrivare a noi così come la conosciamo. Rinfrescante, rigenerante e dal sapore unico: il gusto aspro del limone ha lasciato spazio al sapore dolce del latte di mandorla, utilizzato in sostituzione dello zucchero. Ma il caffè con ghiaccio come ha raggiunto la sua fama nel Salento?

Si racconta che il suo successo sia tutto merito di una famiglia di torrefattori salentini dal nome Quarta. A metà del Novecento, infatti, Antonio Quarta possedeva l’unico bar in città – l’Avio Bar che ancora oggi è una meta di pellegrinaggio a Lecce – che distribuiva il ghiaccio “picconato”. È nel suo bar che nasce l’idea di unire questo tipo di ghiaccio, più resistente rispetto a quello che abbiamo oggi, al caffè. Anche se il vero successo è grazie al latte di mandorla che non solo aggiunge quel pizzico di dolcezza in più, ma completa la bevanda rendendola riconoscibile in tutto il mondo.

Come si prepara il caffè leccese

Il caffè leccese è proprio uno di quei casi in cui cambiare gli ordini degli ingredienti può essere un disastro. Ma prima di riprodurlo a casa, Gaetano Quarta ci ricorda che al bar ci sono altri due modi, oltre a quello tradizionale, di chiedere il caffè salentino: soffiato o shakerato. Nel primo caso, grazie alla lancia del vapore, si aggiunge aria e si crea un’emulsione che rende la bevanda un po’ più lunga. Nel secondo caso invece si shakera a mano, proprio come si fa con i cocktail!

Secondo la tradizione però, il vero caffè leccese prevede l’utilizzo del caffè appena estratto con la macchina da bar e la miscela è molto importante per il risultato finale. Anche la qualità del ghiaccio è molto importante, che deve essere pieno e realizzato con acqua imbottigliata o al massimo filtrata.

Il tocco dolce finale deve essere non più di un cucchiaino, di zucchero o latte di mandorla in base alle preferenze, e deve essere assolutamente versato nel caffè ancora caldo affinché si sciolga bene. Per il latte di mandorla si consiglia quello più naturale possibile se non artigianale, la crema finale avrà una consistenza decisamente diversa…provare per credere!

Se siete invece a casa e volete offrire un buon caffè leccese ai vostri amici, basterà preparare il caffè con la moka da tre tazze e versarlo poi in un bicchiere di vetro colmo di grandi cubetti di ghiaccio (senza zuccherarlo mi raccomando). Successivamente aggiungete circa 40ml di latte di mandorla per ciascun bicchiere e il vostro caffè è pronto per essere servito. Non vi resta che decidere se seguire la tradizione o shakerarlo, a voi la scelta!


Cristina Morgese
Cristina Morgese
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Dopo aver conseguito la Laurea in Storia dell'arte e il Master in Management Museale, lavoro freelance come giornalista, copywriter e content creator. Non credo a confini già delineati, per questo mi piace oltrepassarli e trovare i fili nascosti che legano discipline diverse tra loro.
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