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Stevia: 190 volte più dolce del saccarosio e senza calorie, ma fate attenzione!

Un potentissimo dolcificante naturale che promette di essere un sostituto di diversi prodotti di sintesi

La Stevia rebaudiana è originaria delle zone montuose di Paraguay e Brasile, coltivata storicamente in molti stati dell’America meridionale è oggi molto diffusa anche in Cina, Thailandia e Israele.  Questa pianta è famosa soprattutto per il grande potere dolcificante delle sue foglie, ma in vari paesi del sud America viene spesso utilizzata per le sue presunte proprietà antiinfiammatorie e antiossidanti.

Come si usa?

Cominciamo dicendo che il potere dolcificante della Stevia è tra le 150 e le 250 volte maggiore rispetto a quello del saccarosio, il normale zucchero da cucina. Proprio per questo motivo un grande numero di aziende, tra cui anche Coca-Cola, ha speso molte risorse per capire come utilizzare la pianta nei processi dell’industria alimentare. I principi attivi edulcoranti, lo stevioside e il rebaudioside, sono presenti in tutti gli organi della pianta, ma la maggior concentrazione è riscontrabile nelle foglie. Queste, una volta essiccate, vengono poste in serbatoi di acciaio inox per poi essere mescolate con acqua calda.

Stevia: 190 volte più dolce del saccarosio e senza calorie, ma fate attenzione!

Il liquido grezzo, simile ad una melassa, dopo essere stato filtrato e concentrato in apposite caldaie viene sottoposto a complessi processi atti ad estrarre i composti indesiderati: le resine, che possono causare un’alterazione dell’aroma. L’ultimo step è la cristallizzazione, questa ci mostrerà un prodotto più simile al nostro zucchero da cucina.

La polemica

Per un lungo periodo la stevia si è trovata in mezzo a polemiche complottistiche di cui non desidero trattare, ma è comunque importante soffermarsi su alcune considerazioni. La stevia è, come abbiamo accennato prima, molto più dolce dello zucchero e senza calorie, molti di noi penseranno: “Finalmente potrò mangiare dolci senza ingrassare!”, ma non possiamo fermarci qui. Un consumo sistematico di dolcificanti potrebbe rivelarsi diseducativo, soprattutto per i più giovani, abituandoli a consumare sistematicamente alimenti artificiosamente dolci. Ciò, a detta di recenti studi, potrebbe portare a mutamenti nei meccanismi che regolano l’appetito, aumentando la soglia di sazietà.

Per sedare gli allarmismi sulla cancerogenicità di questa pianta vorrei citare le parole del professor Fabio Firenzuoli, docente di Fitoterapia clinica presso l’Università di Firenze: «la pianta non ha dimostrato effetti tossici, neppure rischi dal punto di vista cancerogeno. L’Autorità per la sicurezza alimentare ne ha concesso l’uso dopo una valutazione del profilo di sicurezza, e come tale non ci sono dubbi», a tal proposito è sempre bene non superare la dose giornaliera indicata dall’EFSA, fissata a 4 mg per kg di peso corporeo per gli adulti, che però si rivela superabile facilmente dai più piccoli, grandi bevitori di bibite gassate.

La stevia non è pericolosa né tanto meno cancerogena, ma va comunque assunta secondo le direttive dell’EFSA, ente europeo per la sicurezza alimentare, evitando di superare le dosi giornaliere raccomandate.

Fonti: Benessere360 – Greenme – Wikipedia – Erbeofficinali – Greenstyle – Efsa

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

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