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Spagna: una nuova legge obbliga bar e ristoranti a servire acqua del rubinetto

La Spagna è decisa a ridurre il consumo di plastica e dal 2023 bar e ristoranti dovranno offrire ai clienti la possibilità di ordinare acqua del rubinetto.

In Spagna ricordare ai clienti che l’acqua in bottiglia non è l’unica opzione diventerà obbligatorio per chi lavora in bar e ristoranti. Nel Paese entrerà, infatti, in vigore da inizio 2023 una nuova legge che mira a ridurre il consumo di plastica monouso e l’inclusione dell’acqua del rubinetto nei menu dei locali ne è parte. Ciò riporta al centro dell’attenzione una questione che tocca da vicino anche l’Italia.

Spagna acqua ristoranti
Foto: Gustavo Fring @Pexels

Spagna contro i rifiuti

In Spagna da gennaio 2023 per i gestori di bar e ristoranti vigerà l’obbligo di offrire ai clienti la possibilità di consumare acqua del rubinetto gratis al posto di quella in bottiglia. Il provvedimento è parte della “Legge sui rifiuti e sui suoli contaminati per un’economia circolare”. Essa sancisce che i grandi supermercati adibiscano il 20% della propria superficie alla vendita di prodotti sfusi e che le autorità cittadine promuovano il consumo di acqua presso fontanelle pubbliche.

La vendita di prodotti cosmetici contenenti microplastiche sarà limitata e lo smaltimento dei prodotti difficilmente riciclabili, come i rifiuti tessili, verrà maggiormente controllato. Saranno, poi, imposte tasse sui contenitori monouso e sui rifiuti depositati in discarica. Con le nuove regole, approvate ad aprile, il Paese mira a ridurre sprechi e rifiuti del 15% entro il 2030.

Acqua del rubinetto in bar e ristoranti in Spagna

In Spagna si producono oggi 455 kg di rifiuti pro-capite, ma di questi solo 86 kg vengono riciclati. Il Paese risulta, quindi, il maggiore produttore europeo di bottiglie di plastica. Oggi i clienti dovrebbero già, nel Paese Iberico, avere la possibilità di richiedere l’acqua del rubinetto, ma l’azione viene spesso sconsigliata. Le norme UE in merito al controllo dell’acqua potabile sono, però, rigide e possono essere ritenute sicure. Dal nuovo anno, dunque, chiunque potrà pretendere che gli venga offerta un’alternativa all’acqua minerale in modo totalmente gratuito. Ciò, oltre a limitare la quantità di plastica monouso impiegata, consentirà di contenere le emissioni legate ai trasporti.

E in Italia?

La legge con cui la Spagna ha reso obbligatorio per bar e ristoranti offrire ai clienti acqua del rubinetto riapre una questione mai chiusa. Il settore altamente inquinante dell’acqua in bottiglia vale, infatti, 280 miliardi di euro. Alcuni Paesi europei, come il Lussemburgo, si stanno muovendo nella stessa direzione della Spagna. Altri, come la Francia, offrono già la possibilità di ottenere un’alternativa all’acqua minerale. La gratuità non è, comunque, scontata, e il Belgio ne è un esempio.

In Italia la situazione è anche peggiore. Nella penisola ogni cittadino consuma in media tra 208-220 l di acqua minerale per una spesa annua che oscilla tra 150 e 240 €. L’opportunità di richiedere l’acqua del rubinetto esiste, ma il 52% della popolazione non la considera nemmeno.

La legge con cui la Spagna ha reso obbligatorio l’inserimento dell’acqua del rubinetto nei menu di bar e ristoranti potrebbe rivelarsi un provvedimento chiave. Gli ambientalisti si dicono entusiasti, ma i conservatori mostrano scetticismo e sottolineano che il Paese dovrà fare i conti con carenze strutturali significative. Le statistiche dicono, però, che sempre più clienti chiedono un’alternativa all’acqua in bottiglia e a ringraziare potrebbero essere ambiente e portafoglio.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.