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Sostenibilità: la tiny house a zero emissioni arredata da Ikea

L’azienda svedese ha collaborato alla costruzione di una casa in miniatura su ruote, equipaggiandola con mobili e accessori fatti con materiali green

Funzionale, trasportabile, ma soprattutto ecologica. È la tiny house che Ikea ha contribuito a realizzare con Vox Creative e con il costruttore americano di case in miniature Escape. Il gigante svedese si è occupato di arredare quella che a tutti gli effetti è una roulotte con i suoi mobili e accessori. L’obiettivo del progetto, condiviso da Ikea, è quello di promuovere questo nuovo modo di abitare che, oltre a garantire una buona dose di libertà, permette di limitare consumi e sprechi e vivere in modo più green.

Tiny house Ikea

Pannelli solari e zero emissioni

Di tiny house si parla già da qualche tempo nel mondo. Anche in Italia il fenomeno sta destando un crescente interesse. Sono microcase su ruote con superfici abitabili che partono da poche decine di metri quadri per arrivare a circa 50. Uno spazio ridotto in cui sono concentrati area giorno e notte, servizi e qualche comfort, tutto rigorosamente in taglia extra small. Possono essere sia connesse ai servizi che autonome, e sempre più spesso sono dotate di pannelli solari, batterie e un sistema di gestione delle acque.

È il caso del “The Boho XL/IKEA Tiny Home project”, il nome con cui è stata ribattezzata l’elegante casetta arredata dall’azienda svedese. Ampia poco più di 17 metri quadri, è alimentata a energia elettrica e, grazie ai pannelli solari montati sul tetto e allo scaldabagno, consente di vivere senza l’allacciamento alle tradizionali reti di distribuzione. Questo funzionamento rende la tiny house un’abitazione a zero emissioni,  anidride carbonica inclusa. Il solo inquinamento prodotto è quello dell’eventuale spostamento da un luogo all’altro.

Materiali riciclabili e accessori funzionali

Passando agli interni, le pareti sono costituite da pannelli bianchi realizzati con legno di pino coltivato in modo sostenibile. Per mangiare o lavorare c’è un tavolo pieghevole mentre la credenza della cucina è stata costruita con la plastica delle bottiglie riciclate. La toilette è infine dotata di un wc compostante. Per rendere la casa “tanto funzionale quanto bella”, senza dimenticare di seguire una filosofia sostenibili, Ikea l’ha equipaggiata con articoli prodotti con materiali rinnovabili, riusabili e riciclati. Abbey Stark, senior interior design leader dell’azienda, ha progettato lo spazio come se fosse un classico spazio espositivo di Ikea con prodotti sostenibili, multifunzionali, salva spazio e ad alta efficienza energetica.

Per realizzare l’abitazione ci sono voluti meno di 60 giorni. Il prezzo base è di 47.550 dollari (poco meno di 40mila euro). “Abbiamo costruito una tiny home sostenibile da zero per educare e ispirare i consumatori a portare la sostenibilità nelle loro vite”, ha detto Ikea. L’intenzione è quella di generare “consapevolezza sulle tiny home” e mostrare “il grande impatto che le piccole decisioni quotidiane possono avere per un mondo più sostenibile”.

TIny house: tra scettici e ottimisti

Ma sui risvolti che potranno avere su clima e ambiente queste soluzioni abitative, che strizzano l’occhio soprattutto ai più giovani, non tutti sono d’accordo. Gli scettici sostengono che una loro eventuale diffusione non riuscirà mai a compensare l’impatto del calcestruzzo da parte dell’edilizia, che rimarrà di gran lunga il materiale più utilizzato per le grandi infrastrutture. C’è, invece, chi come Maria Saxton, candidata a un dottorato presso la Virginia Tech e studiosa del fenomeno, afferma che vivere in una tiny house incentivi uno stile di vita a più basso impatto ambientale. L’uso di energia si ridurrebbe addirittura del 45 percento rispetto a una casa normale grazie a una gestione più oculata dei consumi.

REDAZIONE
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