AmbienteAttualità

Sostenibilità: con l’emergenza Covid gli uomini sono più attenti all’ambiente

Lo dice un sondaggio di Gillette. La pandemia cambia la mentalità nel mondo maschile: il 59% dei rispondenti si dichiara più sensibile verso i temi green

L’emergenza Covid-19 spinge sempre più uomini a pensare alla sostenibilità. Lo affermano i risultati di un sondaggio condotto per Gilette, il marchio di rasoi e prodotti per l’igiene personale di proprietà del gruppo Procter & Gamble. Il 59 percento degli intervistati in giro per il mondo ha detto di essere diventato più sensibile nei confronti dei temi ambientali dopo l’esplosione della pandemia.

Sostenibilità sondaggio gilette

LEGGI ANCHE: Consumo sostenibile: come cambiano le abitudini

Uomini più preoccupati per il futuro

L’indagine è stata condotta tra maggio e giugno 2020 e ha coinvolto oltre 5.500 uomini tra i 18 e i 50 anni in 11 paesi, Italia inclusa. Tra i dati riportati da Gilette spicca subito un 54 percento di uomini che ha dichiarato di non aver mai pensato alla sostenibilità così tanto come in questo periodo. Risulta interessante anche il cambio di priorità, con uno slittamento verso valutazioni più a lungo termine nelle scelte fatte quotidianamente. Nel dettaglio, il 66 percento dei rispondenti ha dichiarato di ritenere la sostenibilità più importante per le generazioni future piuttosto che per quelle di oggi (34%); per il 64 percento degli uomini ha maggiore importanza il loro futuro personale rispetto al presente (36%); inoltre, la maggioranza (69%) ritiene più rilevanti le questioni economiche globali piuttosto che quelle delle comunità locali (31%).


Il 95% ha adottato un comportamento green

Guardando più alle azioni concrete, è emerso che gli uomini prestano maggiore attenzione verso le battaglie che possono produrre risultati più visibili. Tra queste ci sono l’accesso all’acqua pulita, la salvaguardia degli oceani, il riciclo e la protezione della natura. Oltre la metà dei rispondenti (58%) ha detto di ritenere la lotta alla plastica una tematica veramente rilevante. Coinvolgono meno, invece, gli sforzi per ridurre l’impronta climatica e aumentare l’efficienza delle filiere produttive.

Questo cambio di mentalità sembra incidere anche sulle abitudini personali. Addirittura il 95 percento degli intervistati ha rivelato di avere cambiato almeno un comportamento per essere più green negli ultimi cinque anni. Tra le nuove pratiche adottate ci sono l’uso di borsette riutilizzabili, un più regolare riciclo e compostaggio dei rifiuti e il riutilizzo dei prodotti. Dall’inizio della pandemia, molti si sono inoltre concentrati soprattutto sulla riduzione degli sprechi di cibo. Un altro aspetto interessante mostrato dal sondaggio riguarda le motivazioni che hanno spinto in questa direzione: il 50 percento si è giustificato dicendo di avere la sensazione di fare la cosa giusta, seguito da un 41 percento di uomini che con le loro azioni eco-friendly pensano di essere un buon esempio per gli altri.

La sostenibilità sarà un tema meno femminile?

La sostenibilità, quindi, potrebbe presto perdere quell’aura di tematica femminile e diventare universale. Una mutazione a cui brand come Gilette stanno guardando con attenzione. La dimostrazione arriva dalle politiche ambientali adottate negli ultimi anni. Tra i suoi obbiettivi per il 2030, ci sono l’uso esclusivo di energie rinnovabili, il taglio del 50 percento delle emissioni di gas serra derivanti dalla produzione e l’introduzione di packaging riciclabile. Negli ultimi anni il marchio ha lavorato a diverse iniziative. Tra queste c’è il primo programma di riciclo di rasoi del mondo, attivo negli Stati Uniti, in Canada, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda.

REDAZIONE
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.