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Scegliere il momento giusto per mangiare ti fa dimagrire

Saper scegliere il momento giusto per mangiare ti fa dimagrire, gli scienziati ne sono sempre più convinti e gli studi a supporto di questa tesi sono numerosi.

Scegliere il momento giusto per mangiare fa dimagrire, sempre più ricerche confermano questa tesi. Fino a qualche anno fa gli esperti erano abbastanza certi che la dieta fosse una questione di quantità e qualità del cibo, ma sembra che il «quando» sia una variabile molto importante. Gli scienziati che stanno studiando l’argomento hanno scelto diversi punti di vista per affrontare l’argomento, dalla dietistica alla biologia.

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Colazione o cena: cosa scegliere per dimagrire

Daniela Jakubowicz, professoressa all’Università di Tel Aviv, ha condotto una ricerca assieme ad altri tre autori riguardo a questo argomento. Nel suo studio ha analizzato le abitudini alimentari di un gruppo di donne, scoprendo un dato interessante: le donne che consumavano la maggior parte delle calorie la mattina perdervano più peso rispetto a quelle che ne assumevano di più a cena. Questa rilevazione è stata particolarmente interessante perché le calorie che consumavano in totale i soggetti della ricerca erano esattamente le stesse. Un primo indizio per la tesi che scegliere il momento giusto per mangiare fa dimagrire.

Le motivazioni, però, non sono ancora chiare: chi sostiene che sia una questione di metabolismo solitamente semplifica troppo la faccenda, visto che anche quando dormiamo il nostro corpo brucia comunque calorie. Alcuni ricercatori hanno avanzato l’ipotesi che il nostro organismi impieghi più energia a processare il cibo di mattina piuttosto che di notte, bruciando di fatto più calorie. Per confermare questa tesi però è necessario eseguire ulteriori studi.

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La professoressa Jakubowicz ha anche contribuito ad un altro studio, pubblicato sulla rivista Diabetes Care, nel quale si sottolinea che saltare la colazione può comportare la rottura del ritmo circadiano del nostro organismo, sia tra persone sane che tra malati di diabete. Saltare questo fondamentale pasto ha anche reso il glucosio nel sangue meno controllabile, come si è notato dai picchi irregolari rilevati dalle analisi.

Per dimagrire bisogna dormire di più

Una conferma dell’idea che scegliere il momento giusto per mangiare fa dimagrire potrebbe arrivare dal parere di Satchin Panda, un biologo specializzato nei ritmi circadiani, quelli che governano il sonno. Il professore ha collaborato ad uno studio pubblicato su Cell Metabolism che sottolinea come gli americani consumino calorie nell’arco di 15 ore, un periodo di tempo fin troppo dilatato perché il nostro corpo gestisca con efficienza tutta l’energia introdotta. In più si dorme per meno tempo, il che lascia un periodo troppo limitato all’intestino per «riprendersi» dalla digestione.

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Del resto questo potrebbe avere a che fare con i ritmi naturali che il nostro corpo ha seguito per millenni: fino all’invenzione delle lampadine elettriche era difficile svolgere attività dopo il calar del sole, motivo per cui si tendeva a «chiudere» la giornata molto prima di quanto si faccia adesso. Gli studenti, soprattutto in occidente e nei college USA, tendono a dormire meno ore la notte e a mangiare fino a tardi. Questo, anche a parità di calorie ingerite, non aiuta ad avere una dieta equilibrata.

A rincarare la dose ci pensano alcuni ormoni, come la leptina e la grelina, che in caso di privazione di sonno possono aumentare di concentrazione nel nostro corpo, inducendo un senso di fame che altrimenti non avremmo. È anche vero che in ogni cellula del nostro corpo risiede una sorta di orologio molecolare in grado di influenzare bene o male tutti i processi fisiologici del nostro corpo.

orologio molecolare

Sonno e insulina sono importanti per dimagrire

Rachel Leproult, del Center for research in cognition & neurosciences, ha condotto una serie di esperimenti per verificare l’importanza del sonno sul nostro metabolismo, scoprendo alcune cose interessanti. Dormire 5 ore a notte, per otto giorni filati, ha portato ad una drastica diminuzione di insulina nel sangue dei soggetti. La cosa interessante è che tra questi erano stati selezionati alcune persone che dovevano consumare le loro 5 ore di sonno quotidiano in maniera irregolare. Questo gruppo ha subito degli effetti ancora più negativi, lasciando intendere agli scienziati che non erano solo le ore di sonno a pesare sul metabolismo ma anche la loro regolarità.

Sulla regolarità del sonno ha svolto delle ricerche anche il già citato Satchin Panda, arrivando alla conclusione che il nostro differente ritmo tra giorni infrasettimanali e weekend può creare una sorta di jetlag metabolico. Mediamente la colazione di noi occidentali sabato e domenica si tiene un’ora dopo rispetto ai giorni lavorativi e questa rottura nel ritmo può confondere il nostro metabolismo, rendendolo meno efficiente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazioni indesiderate.

Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.