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Salmone sostenibile: trovarlo non è per niente facile

Acquistare salmone sostenibile è un desiderio di molti, ma, senza una buona dose di astuzia e corretta informazione, la truffa è sempre dietro l’angolo.

Acquistare salmone sostenibile non è spesso particolarmente agevole. Un’indagine condotta negli USA ha lanciato l’allarme sulla quesitone e ha mostrato che evitare le frodi è, purtroppo, ben più che complicato. L’attenzione alla corretta informazione e l’adozione di alcuni pratici accorgimenti possono aiutare ma è innegabile che il sistema necessiti di un ripensamento. A doversi mettere in prima linea sono ancora i consumatori.

salmone sostenibile

L’acquisto di salmone:

Comprare salmone sostenibile non è semplice e scegliere tra varietà pescate e da allevamento costituisce il primo passo. Nell’immediato, si potrebbe pensare che quest’ultima risulti l’opzione più eco-friendly, ma si tratta di un’illusione. Il continuo ricircolo di acqua e il massiccio utilizzo di sostanze chimiche, come gli antibiotici, creano, infatti un ambiente inquinato. In caso di fenomeni meteo estremi, e quindi di fuoriuscite, ciò può essere devastante per gli ecosistemi. A rappresentare un problema è, poi, la mancanza di trasparenza. Un’indagine condotta da Oceana nel 2015 negli USA ha rivelato che, su 82 campioni di salmone testati, il 70% era salmone Atlantico da allevamento, venduto come pregiato salmone selvaggio del Pacifico.

Trovare il salmone sostenibile:

Per evitare errori nell’acquisto di salmone sostenibile, affidarsi ad alcuni accorgimenti è fondamentale. Gli esperti consigliano, in primo luogo, l’acquisto di pesce intero e non di filetti già confezionati, poiché ciò può aiutare a distinguere tra le diverse varietà. Un elemento chiave è, comunque, il colore. Il salmone Sockeye ha, per esempio, una tonalità rosso-arancio intensa, mentre quello Atlantico è più pallido e venato di grasso. Acquistare durante l’estate, stagione di pesca, è poi un’altra buona idea. Le frodi in questo periodo si riducono al 7%, contro il 40% invernale. Supermercati e mercati risultano, infine, da preferire ai ristoranti, dove il rischio di ottenere il pesce sbagliato è, secondo Oceana, del 67%.

Scegliere salmone sostenibile:

L’acquisto di salmone sostenibile deve incarnare una scelta coerente. Robert Hanner della University of Guelph ha specificato di non cedere all’illusione dei prezzi troppo bassi. I prodotti eco-friendly hanno determinati costi e gli sconti non sono spesso contemplati. Ai consumatori spetta, poi, il compito di mostrare interesse e mettere pressione. Domande e attenzione possono, infatti, spingere i venditori a politiche più sostenibili e trasparenti. Le certificazioni rimangono, comunque, un buon indicatore. Monterey Bay Aquarium’s Seafood Watch raccomanda per esempio di evitare il salmone allevato in Norvegia, Cile e gran parte della Scozia. Sono invece consigliati le varietà provenienti da Isole Faroe, Nuova Zelanda, British Columbia e isole Orcadi.

Comprare salmone sostenibile risulta molto più complicato di quanto ci si aspetterebbe. Il lungo percorso a cui vanno incontro i prodotti ittici tra il momento della pesca e quello della messa in tavola rappresenta, però, purtroppo, una problematica nota. Perché il nostro prossimo piccolo sfizio alimentare non rischi di andarci di traverso, scegliere in modo consapevole al momento dell’acquisto appare, comunque, l’unica soluzione.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.