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Quinoa, come si cucina il finto cereale

Una pianta molto particolare che sta prendendo sempre più piede anche tra noi italiani, ma per prepararla al meglio occorre qualche piccolo trucco, e occhio alla saponina!

La quinoa viene quasi sempre impiegata come se fosse un cereale, ridotta in farina grossolana attraverso la macinazione, ma vi sorprenderà sapere che, in realtà, questa pianta appartiene alla stessa famiglia delle biete. Questo porta un vantaggio fondamentale rispetto ai suoi concorrenti: non ha il caratteristico glutine dei cereali, risultando quindi adatta a tutti i palati, compresi quelli dei celiaci.

Come si cucina la Quinoa

Una pianta, mille impieghi

Cominciamo col dire che la quinoa ha dalla sua una straordinaria duttilità, si presta infatti a numerosissimi impieghi, sia nei piatti salati che in sorprendenti dessert. Dal punto di vista pratica, una buona idea potrebbe essere usarla come sostituto per la pastina nel brodo, o come addensante – al posto del pangrattato – in ripieni per arrosti o polpette. Trova anche spazio nelle minestre, per dare loro una marcia in più, o assieme alle verdure per trasformare un contorno in un piatto unico.

Una pianta, mille impieghi

La sua preparazione è semplice: basta bollirla in acqua per 10-12 minuti, per ogni bicchiere di sfarinato aggiungerne due di acqua e il gioco è fatto, non dovrete nemmeno scolarla, il liquido verrà assorbito dei semi.

Per aggiungerla ai dolci invece il segreto sta in una rapida cottura in latte vaccino o con una alternativa vegetale per gli intolleranti al lattosio. A questo punto la potrete tranquillamente impiegare come addensante per il vostro dessert preferito, frullata nei budini o come ingrediente segreto in torte e biscotti.

Quinoa, i trucchi del mestiere

Per quanto la sua preparazione sia estremamente semplice ci sono alcuni accorgimenti non troppo banali che potrebbe notevolmente migliorare i vostri risultati con questa grossolana farina. Innanzitutto è bene sapere che non ne esiste una sola qualità ma ben tre diverse: bianca, rossa e nera. La prima è quella più adatta a chi ha ancora poca dimestichezza con la quinoa, visto che è quella più neutra come sapore. Le altre due varietà invece tendono ad essere più saporite, soprattutto la nera, che vanta anche una consistenza più croccante.

Quinoa, i trucchi del mestiere

Ultimo ma non ultimo è decisamente importante lavarla! Il motivo è la saponina, una sostanza naturalmente presente nei semi di quinoa dalle proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, ma dal gusto spiccatamente amaro. Proprio per eliminarne il più possibile è meglio sciacquarla abbondantemente sotto l’acqua.

Fonti: nutrizionenaturale.org  – cellublue.com – lifehack.org

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