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Porridge: i benefici della pappa d’avena, con ricetta

Da qualche anno sempre più presente sulle nostre tavole, la pappa d’avena è un vero e proprio comfort food, la cui ricetta è facile da seguire nonostante il risultato sorprendente.

Consumatissimo in Gran Bretagna e non solo, il porridge in Italia non ha mai riscontrato troppo successo; che sia per la sua consistenza o il suo aspetto poco invitante, abbiamo sempre preferito cornetti e cappuccini. Ultimamente però, complice la moda di inventare ricette «fit», sane e gustose, sta diventando più popolare. Scopriamo insieme le sue origini e la ricetta perfetta.

Porridge: i benefici della pappa d’avena, con ricetta

Tra storia e benefici

Innanzitutto il termine porridge proviene dall’arcaico inglese pottage, ovvero zuppa, e si realizza bollendo in acqua, o latte, l’avena; si possono utilizzare anche altri cereali, come il riso. Originariamente, nel 17esimo secolo, veniva preparato nelle isole britanniche, con l’orzo, all’interno di tegami di terracotta, dove era condito con radici, verdure, spezie e, per chi poteva permetterselo, carne: all’epoca era una delle più comuni fonti di carboidrati per i meno abbienti, mentre solo un secolo più tardi inizierà ad esser apprezzato anche dalla nobiltà.

Tra storia e benefici

Pian piano sempre più apprezzato grazie alla sua versatilità, oggi il porridge è diffuso anche in USA, Nord Europa e Russia. D’altronde, sano e saziante, è adatto proprio a tutti, anche a chi è in lotta con i chili di troppo: grazie all’alto contenuto di fibre e al basso indice glicemico, l’avena favorisce il transito intestinale e riduce il senso di fame. Senza contare che la sua elevata percentuale di proteine è l’ideale per sportivi o vegetariani.

Come si prepara?

Uno dei motivi per cui il porridge ha avuto tanto successo è la preparazione piuttosto semplice e veloce: basta mettere in un pentolino un po’ di acqua (latte o brodo per un risultato più saporito) e la vostra porzione di avena, portare a bollore e lasciar cuocere, mescolando con un cucchiaio di legno, fino a quando il vostro cereale non raggiungerà la consistenza desiderata. Ci potrebbero volere 5 come 20 minuti, starà a voi decidere dosi e tempi; ricordate però che per un risultato più denso e cremoso è consigliato comprare la farina di avena o l’avena in fiocchi piccoli, mentre per un porridge più rustico e consistente sotto ai denti, i fiocchi grandi e interi.

Come si prepara il porridge?

Se non avete voglia di mettervi ai fornelli potete sostituire questi passaggi inserendo cereali e parte liquida nel microonde posto alla massima potenza o realizzando il cosiddetto overnight oatmeal: avena unita a latte o yogurt e lasciata riposare nel frigorifero per una notte intera. La versione classica rimane, a parere dei più, la migliore.

Dolce o salato?

In Italia il porridge si è presentato nella sua versione dolce, zuccherato con miele e arricchito di frutta fresca e secca, cioccolato fondente, scaglie di cocco, yogurt e tutto ciò che la vostra fantasia, o la vostra dispensa, vi offre. Gli ingredienti si possono aggiungere durante la cottura o in seguito, addirittura dopo aver fatto raffreddare nel frigorifero la zuppa, che avrà raggiunto una consistenza simile a quella di un budino.

Vedrete che i vari topping renderanno la vostra ciotola irresistibile e persino fotogenica: non per niente bar e caffè si stanno oggi attrezzando per offrirvi colorate colazioni che non potrete fare a meno di immortalare. Se però siete dei veri estimatori del porridge è il caso di provarlo nella sua versione salata, con ortaggi, parmigiano grattuggiato o sughi fatti in casa, una vera delizia, specie nelle fredde serate invernali.  E voi? Qual è la vostra versione preferita?

Fonti: thehealthyhour.netdna-cdn.com – wikipedia.org – amando.it – scienzaeconoscenza.it – cookforyourlife.org

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Allegra di nome e di fatto, ho 22 anni, studio Scienze Gastronomiche e non so ancora cosa fare della mia vita se non girare il mondo per riempirmi gli occhi e la bocca di cose buone.