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Polenta, tra i più antichi piatti cotti dell’umanità

Probabilmente si contende il primato con le prime bistecche alla brace e gli ortaggi bolliti, ma rimane uno dei piatti che più a lungo nella storia sono rimasti sulle tavole dei nostri antenati.

Sicuramente la semplicità con cui si prepara è stata anche la chiave del suo successo. Stiamo parlando della polenta, uno delle prelibatezze cotte più longeva della storia gastronomica planetaria. Meglio ricordarselo, ogni volta che ve la troverete di fronte in un piatto: in quella farina macinata grossolanamente, in quella cottura lenta sul fuoco con la giusta misura di acqua, ci sono impressi i gesti dei più antichi popoli della terra.


Polenta, tra i più antichi piatti cotti dell'umanità

Sumeri, greci e romani

Sicuramente fu in uso già tra il Tigri e l’Eufrate, in quelle regioni che constituirono l’impero sumero e la Mesopotamia, anche se quasi sicuramente le prime polente non furono di mais, ma segale e miglio. Si diffuse in tutta l’Asia e in molti territori dell’Africa, ognuno con il proprio cereale preferito, ognuno con qualche semplice aggiunta concessa dai prodotti locali. I greci usavano prepararla con una farina d’orzo e furono loro, probabilmente col termine poltos, a dare l’indirizzo per il nome con cui ancora oggi ricordiamo il piatto.

Sumeri, greci e romani

La semplicità è sempre stata la chiave del successo, per molti secoli polenta era sinonimo di un semplice impasto, solitamente a base di farro, cotto in acqua e sale. Ci si sbizzarriva però nei contorni, che potevano essere a base di pesce o carne, ma anche frutta e formaggi. Per Seneca addirittura l’abbandono di questo piatto semplice e frugale, in favore di pietanze ricercate e altezzose, fu uno dei motivi della decadenza morale dei romani.

La polenta di oggi e il mais

La vera svolta che portò questo piatto ad entrare trionfalmente nell’epoca moderna fu l’introduzione del mais, arrivato nel ‘500 in europa grazie alla recente scoperta delle americhe. La sua introduzione non fu certo immediata, tanto che in un primo momento venne coltivato negli orti o usato come foraggio. Furono i proprietari terrieri i primi a intuire la potenzialità del cereale, soprattutto per le fasce della popolazione più deboli, che potevano così rinunciare del tutto al frumento per lasciarlo ai più agiati.

La polenta di oggi e il mais

Un altro motivo del successo di questa coltivazione fu la sua ingordigia di azoto, facilmente ottenibile dallo stabbio – leggi escrementi – del pollame. Oggi, assieme al frumento, è tra i cereali più coltivati al mondo. E proprio per questo la polenta più diffusa è proprio quella fatta con il mais, grazie alla farina bramata per l’esattezza.

Ancora molto diffusa in tutto il mondo, la polenta acquista una varietà impressionante di declinazioni regionali in Italia, dove solo le regioni del sud – con molte eccezioni – rimangono meno affascinate da questo piatto.

Fonti: agrodolce.it – puntarellarossa.it – wikipedia.org

TOPIC polenta
Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.