AmbienteAttualità

Plastica, la Francia mette al bando il packaging per frutta e verdura

Parigi ha introdotto una legge che eliminerà gradualmente le confezioni in plastica monouso dai reparti ortofrutta tra il 2022 e il 2026

La Francia si prepara a mettere al bando la plastica che avvolge frutta e verdura. A partire dal 1° gennaio 2022 il packaging monouso usato per questi prodotti sarà gradualmente eliminato per effetto di una nuova legge. La volontà è quella di dare un ulteriore impulso alla riduzione di uno dei rifiuti più problematici per l’ambiente e il clima. Dal 2021, la Francia ha già detto stop alla vendita di cannucce, bicchieri e posate in plastica usa e getta, così come alle confezioni in polistirolo usate dalla ristorazione per l’asporto.

La Francia ha introdotto una legge che eliminerà gradualmente le confezioni in plastica monouso dai reparti ortofrutta tra il 2022 e il 2026

L’obiettivo della Francia

Con l’anno nuovo, dunque, i francesi troveranno sempre meno prodotti “imprigionati” nella plastica nei reparti ortofrutta. Al momento si stima che nel Paese il 37 percento della frutta e della verdura sia messo in commercio con questo tipo di packaging. Ancora troppo per il governo che ha deciso di dare un’accelerata alla battaglia. Parigi si aspetta in questo modo di prevenire la diffusione di oltre un miliardo di confezioni con l’entrata in vigore del nuovo provvedimento.

Un’eliminazione graduale

I consumatori d’Oltralpe non vedranno sparire di colpo tutta la plastica. Il programma di eliminazione sarà graduale. Riguarderà, da qui al 2026, alcune particolari categorie di prodotto ogni anno fino ad arrivare alla messa al bando totale. A inizio 2022 si comincerà con una lista di 30 tipi di frutta e verdura: porri, zucchine, melanzane, peperoni, cetrioli, patate, carote, pomodori, cipolle, rape, cavoli, cavolfiori, zucche, pastinaca, ravanelli e ortaggi a radice.

Entro la fine di giugno 2023, toccherà a pomodorini, fagiolini e pesche, mentre per la fine del 2024 si “svestiranno” della plastica indivia, asparagi, funghi, ciliegie e alcuni tipi di insalate ed erbette. Infine, entro giugno 2026, sparirà il packaging che oggi conserva i prodotti più delicati come lamponi, fragole e gli altri frutti di bosco. Quest’ultima sarà la deadline anche per la frutta venduta già tagliata e confezionata.

Non solo ortofrutta

La guerra alla plastica non si esaurirà nel reparto ortofrutta. La nuova legge stabilisce che, dal 2022, dovranno essere garantiti negli spazi pubblici delle fontanelle di acqua potabile per consentire alle persone di usare le borracce personali ed evitare l’acquisto di bottigliette di plastica. Giornali e volantini pubblicitari cartacei dovranno essere inoltre spediti senza involucri protettivi in plastica, mentre i ristoranti fastfood non potranno più omaggiare i clienti con i tipici giocattolini di plastica.

Lo sfuso piace poco

La messa al bando della plastica spingerà i francesi a preferire frutta e verdura sfuse. O almeno dovrebbe. I consumatori, infatti, apprezzano ancora poco questo tipo di merce. “Molti clienti toccano la frutta e le persone non vogliono la frutta toccata da altri”, ha fatto presente Francois Roch, presidente della federazione dei fruttivendoli francesi, aggiungendo che ci potrebbero essere delle difficoltà nei prossimi mesi a trovare dei packaging alternativi, come quelli in cartone. Il governo, però, tira dritto. “Usiamo quotidianamente una quantità scandalosa di plastica monouso – ha ricordato la ministra della Transizione ecologica Barbara Pompili –. La legge sull’economia circolare ha l’obiettivo di ridurne l’uso e di accelerare la sostituzione con altri materiali o con packaging riusabile e riciclabile”.

blank
Giornalista, ex studente della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi. Osservatore attento (e preoccupato) delle questioni ambientali e cacciatore curioso di innovazioni che puntano a risolverle o attenuarne l'impatto. Seguo soprattutto i temi legati all'economia circolare, alla mobilità green, al turismo sostenibile e al mondo food