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Piatti di pesce da non ordinare mai al ristorante

Sapete quali sono i piatti di pesce che non dovreste ordinare mai al ristorante? Per quanto siano considerate un alimento salutare, le specialità di mare a volte sono una cattiva idea.

Ci sono alcuni piatti di pesce che sarebbe meglio non ordinare mai al ristorante, pena una mangiata di dubbia qualità. Ovviamente non vale come regola assoluta, molti locali fanno della ricerca dei loro ingredienti un vanto, ma a volte è meglio diffidare.

Piatti pesce non ordinare mai ristorante

1. Pangasio

Il pangasio è un pesce tendenzialmente molto economico, motivo per il quale ad un certo punto, alcuni anni fa, lo si poteva trovare in moltissimi menu. Il problema è che il suo basso costo è dovuto alle tecniche di allevamento intensivo da cui proviene, molto inquinanti e poco salutari per il pesce. In diversi casi è risultato contaminato da vibriobatteri e, venendo allevato prettamente nelle acque del fiume Mekong, il rischio inquinamento è molto elevato.

pangasio

2. Salmone Atlantico allevato

Non tutti i salmoni sono uguali, questa è una verità da tenere bene a mente. Il salone atlantico allevato in Cile è un esempio purtroppo dei peggiori per quanto riguarda la qualità delle sue carni. I danni all’ecosistema prodotti dai centri intensivi sono praticamente incalcolabile e il pesce ne paga le conseguenze, e noi subito dopo.

Salmone atlantico allevato

3. Pesce spada

Questi pesci, di grandi dimensioni, spesso hanno un livello molto alto di mercurio nelle loro carni, motivo per il quale dovrebbero essere mangiati con molta moderazione. Il motivo di questa concentrazione inusuale è la loro dieta: essendo predatori si cibano di altri piccoli pesci, che hanno potenzialmente accumulato a loro volta dei metalli tossici. Che finiscono poi nel nostro piatto.

Pesce spada

4. Merluzzo Atlantico

In questo caso la motivazione per non ordinare il Merluzzo Atlantico a tavola è più ambientale che salutare: questo pesce fatica a rimanere in un numero stabile di esemplari per una pesca sostenibile, motivo per cui sarebbe meglio risparmiarlo in favore di altre varietà più disponibili.

5. Tonno pinna blu

Anche per il tonno pinna blu c’è un problema simile a quello del merluzzo: il rischio estinzione è elevato e i suoi numeri stanno diminuendo velocemente. L’alternativa però c’è: chiedere la provenienza del tonno, che può essere pescato in maniera sostenibile, oppure scegliere l’alalonga, un pesce della famiglia degli sgombri molto simile al tonno rosso.

tonno pinna blu

6. Tonno pinna gialla

Un recente studio ha dimostrato come il tonno pinna gialla catturato in alcune zone sia molto più inquinato rispetto ad altre: per intenderci, 36 contaminanti in più rispetto alle zone più remote di pesca. Anche nel caso di questi pesci quindi è meglio sempre informarsi sulla zona di provenienza.

Tonno pinna gialla

7. Dentice rosso

Quando si tratta di frodi il dentice rosso è uno tra i pesci più colpiti: si calcola che il 74% dei locali in cui si serve sushi e il 38% dei più classici ristoranti spaccino altri pesci per questo più pregiato. Se questo non bastasse anche la pesca eccessiva, soprattutto nel Golfo del Messico, ha reso il dentice rosso praticamente introvabile, oltre che a rischio estinzione.

Dentice rosso

8. Tilapia

Molto spesso mangiamo pesci come il salmone per il suo contenuto di grassi sani, i famosi omega-3. Non tutti gli animali acquatici sono ricchi di questi grassi però: la tilapia per esempio ha pochi omega-3 e molti omega-6, che non sono così benefici per l’organismo. Quindi in questo caso, oltre alla provenienza, è meglio informarsi anche sul profilo nutrizionale.

Tilapia
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