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Pesticidi negli alimenti: la nuova indagine britannica lancia l’allarme

La presenza di pesticidi negli alimenti può essere estremamente dannosa e, davanti agli ultimi dati rilevati in Gran Bretagna, la preoccupazione è alta.

In Gran Bretagna una ricerca ha lanciato l’allarme sulla presenza di pesticidi negli alimenti. L’indagine ha ammonito sui pericoli connessi a salute e ambiente e ha provato a mettere in evidenza le falle di un sistema già riconosciuto come inadeguato. Per i consumatori sottrarsi ai rischi non è, spesso, possibile e intervenire alla radice appare l’unica soluzione.

pesticidi negli alimenti

Pesticidi negli alimenti:

La presenza di pesticidi negli alimenti è tornata al centro dell’attenzione, grazie a una ricerca di Pesticide Action Network. L’obiettivo era fornire ai consumatori un quadro chiaro, così da permettere loro di non esporsi inconsapevolmente a rischi. L’ente ha, allora, cercato tracce di 122 pesticidi in vari alimenti e, per quelli poi denominati la “dirty dozen” ha rivelato dati allarmanti. In ogni prodotto della lista, con in testa arance, uva, erbe e pesche, è stata individuata la presenza di almeno due pesticidi. Alcuni alimenti ne contenevano anche 25. 47 dei composti chimici trovati risultano cancerogeni, 15 possono influire sulla fertilità e 17 sono potenzialmente responsabili di problemi respiratori. Oltre un quarto altera, poi, il funzionamento del sistema endocrino.

Ricerca dei pesticidi:

La nuova ricerca sui pesticidi negli alimenti ha messo in luce molte carenze. Le analisi a cui i governi sottopongono i prodotti risultano, infatti, spesso inadeguate. In UK gli alimenti vengono testati per la presenza di un singolo pesticida per volta. Ciò ignora l’effetto cocktail, ovvero l’eventualità che la combinazione di più sostanze aumenti la loro tossicità. Ogni anno i prodotti esaminati diminuiscono ed esistono gaps nei dati. Il governo ha scelto, per esempio, di non testare nel 2020 limoni, fragole e insalata preconfezionata, i 3 alimenti rilevati come maggiormente contaminati nel 2019. Le modalità di presentazioni dei risultati mancano, poi, spesso di trasparenza e questo non è accettabile.

L’allarme:

Evitare di esporsi i rischi connessi ai pesticidi negli alimenti non è semplice. Lavare e pelare accuratamente frutta e verdura può ridurre l’esposizione, ma non è, in molti casi, determinante. Oggi sono, infatti, molto utilizzati i pesticidi sistemici, che si diffondono attraverso la pianta tramite i tessuti, e che sono, quindi, presenti in ogni sua parte. Limitarsi al consumo di prodotti biologici è una possibilità, ma non si tratta di una strategia per tutti accessibile. L’unica soluzione sembra allora essere una riduzione dell’impiego dei pesticidi. Questo gioverebbe molto ad ambiente e natura. Tali sostanze chimiche hanno, infatti, un grande impatto sugli impollinatori e inquinano le acque minacciando biodiversità e potabilità.

I dati sui pesticidi negli alimenti fanno riflettere. L’UE possiede un sistema di controlli efficiente, ma ciò non deve illudere. La nostra conoscenza sugli effetti a lungo termine di queste sostanze su organismi e natura è ancora limitata. Evitare di colmare le nostre lacune nel peggiore dei modi, avvelenando noi stessi e ciò che ci circonda, appare, senza dubbio, un buon piano.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.