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Pericolo siccità: le Nazioni Unite lanciano l’allarme per il 75% del mondo

Quasi nessuna regione del mondo può ormai ritenersi al sicuro dal pericolo di siccità e, mentre il clima muta rapidamente, il futuro promette il peggio.

La siccità è un fenomeno che mette in pericolo vaste regioni del mondo. Secondo il rapporto Drought In Numbers 2022 della United Nations Convention to Combat Desertification il quadro è tragico. Il cambiamento climatico ha reso la carenza di acqua un’emergenza globale e la situazione appare in peggioramento. Le autorità sono chiamate a interventi urgenti e il ripristino degli ecosistemi appare l’unica via.

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Foto: Cottonbro @Pexels

La siccità oggi

Il report delle Nazioni Unite ha mostrato quanto la siccità sia un pericolo per miliardi di persone nel mondo. Dal 2000 a oggi il numero e la durata di questi fenomeni meteo estremi sono aumentati del 29%. Essi rappresentano tutt’ora solo il 15% dei disastri naturali, ma si confermano quelli in grado di mietere più vittime. Tra il 1970 e il 2019 le ondate di siccità hanno, infatti, ucciso 650.000 persone. Il bilancio economico non è meno pesante.  Tra il 1998 e il 2017 questi eventi meteo hanno provocato perdite per 124 miliardi di dollari. In questo 2022 2.3 miliardi di persone stanno affrontando problemi legati alla carenza di acqua, e tra questi rientrano 160 milioni di bambini.

Un pericolo per il mondo

Le ondate di siccità sembrano destinate a moltiplicarsi e a farsi più intense. L’impatto di simili fenomeni sugli ecosistemi è già raddoppiato negli ultimi 40 anni. Ogni anno 12 milioni di ettari di territorio diventano inservibili. L’Africa appare il continente più colpito, ma nessun luogo può più essere ritenuto sicuro. Entro il 2050 si teme, infatti, che la siccità possa colpire il 75% del pianeta. Fino a 5.7 miliardi di persone potrebbero, dunque, doversi confrontare con almeno un mese all’anno di carenza d’acqua e 216 milioni di esseri umani sarebbero forzati alla migrazione. Donne e bambini dei Paesi in via di sviluppo rischiano di vedere la propria vita complicarsi, mentre a preoccupare sono anche le possibili perdite legate al settore alimentare.

Intervenire

Evitare che la siccità metta in pericolo tre quarti del nostro mondo è una priorità. Tenere sotto controllo il cambiamento climatico rappresenta il primo necessario passo. Mettere a punto sistemi di allerta precoci e costruire la resilienza sono, però, azioni altrettanto indispensabili. Ristorare gli ecosistemi danneggiati dovrebbe diventare l’obiettivo chiave. Ibrahim Thiaw, Segretario Esecutivo dell’UNCCD ha spiegato che il ripristino del suolo, basato dove possibile sul reinnesto della natura, o sulla costruzione di nuovi paesaggi, costituisce la nostra miglior risorsa. L’umanità è, ha continuato, a un bivio e ora comprendere che il tempo scarseggia è parte integrante della messa a punto di una strategia razionale e coerente.

Il pericolo di trovarci presto a vivere in un mondo che stentiamo a riconoscere è ormai più concreto che mai e il report sulla siccità ce lo ricorda. La corsa del riscaldamento globale appare sempre più frenetica e la possibilità di guardare dall’alto di un piedistallo altre realtà ritenute più fragili è diventata un’illusione. Forse segnare sul calendario i giorni trascorsi dall’ultima pioggia diventerà presto quasi inevitabile.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.