Pericolo scoppio di epidemie, sempre più luoghi a rischio
Nel mondo ci sono sempre più zone in cui il pericolo che scoppi un’epidemia non è un’eventualità lontana. Uno studio pubblicato in Science Advances ha tracciato una mappa dei rischi e ha mostrato che esistono molti hotspot a cui guardare con sospetto. Cambiamento climatico ed espansione del range d’azione dell’uomo rappresentano i fattori predisponenti principali e ora gli esperti sperano che le autorità agiscano in modo coerente.

Pericolo scoppio di epidemie oggi
Alcuni ricercatori del European Commission’s Joint Research Centre si sono concentrati sul tracciare una mappa relativa al pericolo di scoppio di epidemie nel mondo e hanno rivelato dati inquietanti. Per farlo sono stati utilizzati algoritmi in grado di combinare immagini satellitari, dati climatici, informazioni relative a focolai passati e sulle modalità di utilizzo dei terreni nelle diverse regioni.
Ne è emerso che il 6.3% del mondo si colloca nella categoria ad alto rischio, mentre il 3% raggiunge vette ancora più critiche. Il 20% della popolazione vive in zone in cui il livello di pericolo è medio mentre il 3% abita territori dove la minaccia è alta o molto alta. Gli hotspot sono individuabili soprattutto tra Sud America e Oceania.
Scoppio di epidemie: pericoli e minacce attuali
A rendere il pericolo di scoppio di epidemie sempre più concreto sono diversi fattori. A preoccupare sono soprattutto le malattie derivate da zoonosi, ovvero in grado di fare il balzo dal regno animale a quello umano. Secondo le stime queste rappresentano circa i tre quarti delle infezioni che attualmente interessano il genere umano.
A rendere possibile lo spillover è la convivenza forzata fra uomo e animali che in alcune aree è sempre più stretta a causa della frammentazione degli habitat e dell’espansione degli insediamenti. I mercati in cui sono presenti animali selvatici fanno da altri serbatoi, insieme agli allevamenti intensivi. La perdita di biodiversità può poi favorire la diffusione di specie portatrici di infezioni pericolose e il cambiamento climatico aggrava il quadro.
Pericolo scoppio epidemie: imparare dalla storia
Il nuovo studio dovrebbe fungere da strumento per arginare il pericolo di scoppio di future epidemie. Per quanto i moderni strumenti tecnologici non possano formulare previsioni esatte, infatti, essi sono in grado di combinare dati complessi per identificare le aree in cuci intervenire tempestivamente.
Considerando capacità d’indagine, possibilità di comunicazione, caratteristiche delle strutture sanitarie e disponibilità di farmaci, vaccini e risorse, dunque, i ricercatori hanno tracciato anche una mappa relativa alle possibilità di risposta ai focolai dei singoli Paesi. Papua Nuova Guinea e Repubblica del Congo sono apparse tra le realtà più vulnerabili con i mezzi più carenti, mentre nazioni più ricche hanno dimostrato capacità di reazione migliore a fronte di soglie di pericolo più basse.
Oggi sentirsi al sicuro dal pericolo scoppio di epidemie è impossibile. La rapidità di spostamento e le interconnessioni tra le aree del pianeta fanno sì che vivere lontano dalle regioni ad alto rischio non funga da garanzia. Studi come quello in questione dovrebbero dunque secondo gli esperti aiutare i governi a pianificare investimenti coerenti in piani di sorveglianza, messa a disposizione di risorse e accumulo di scorte in ambito sanitario.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.






