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Perché la Befana porta dolci e carbone all’Epifania?

Vi siete mai chiesti perché la Befana porta dolci e carbone all'Epifania? Questa figura ha un ruolo ambiguo nella tradizione italiana e non è sempre stata come la conosciamo.

Ai più piccoli sarà venuta la domanda: perché la Befana porta dolci e carbone all’Epifania? In molti pensano che sia una tradizione vecchia di secoli ma, in realtà, la figura della vecchia strega sulla scopa potrebbe essere una fusione di diverse divinità pagane. Solo negli ultimi decenni infatti la figura della Befana che porta la sua famosa casa ha preso piede nella casa di tutti gli italiani, abbandonando le sue vesti di festa regionale.

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La storia della befana

Come abbiamo già accennato la storia dietro alla Befana è molto più complicata di quanto si possa pensare: si pensa che le sue origine più antiche risalgano ad alcuni riti pagani legati alla celebrazione della fine dell’anno. In Europa infatti era abitudine bruciare un fantoccio con alcuni vecchi vestiti addosso a simboleggiare l’inizio di un nuovo ciclo, un’origine che ancora oggi, come vedremo a breve, trova alcune simbologie nella festa moderna.

Il fatto che fosse una figura femminile torna nelle mitologie nordiche ma anche in quella romana, che voleva fosse Diana, la dea della caccia, come antica befana. Con l’arrivo del cattolicesimo però i diversi riti pagani furono inizialmente banditi, per poi essere integrati gradualmente all’interno del calendario cristiano. In questa fase la «strega» assume un ruolo ambiguo tra bene e male. Una grossa spinta alla diffusione di questa figura potrebbe averla data anche il periodo fascista, quando venne istituzionalizzata la Befana fascista.

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Dolci e carbone della befana

Arriviamo quindi alla questione centrale: perché la Befana porta dolci e carbone all’Epifania? Bisogna precisare prima di tutto che, inizialmente, la vecchia signora sulla scopa non portava calze ma sacchi malamente cuciti di iuta. La loro forma, che ricordava vagamente dei calzettoni sformati, si è andata nel tempo a concretizzare nella classica calza che conosciamo oggi.

Ora, un grosso fraintendimento viene ancora fatto sul carbone della befana: in molti pensano che sia un retaggio della natura stregonesca della vecchia signora, ma non è questo il caso. Il carbone è una reminiscenza del falò di fine anno fatto come rito propiziatorio, non un macabro richiamo al rogo delle streghe. Seguendo i paradigmi della morale cattolica cenere e carbone da simboli propiziatori sono diventati una sorta di punizione per i bambini cattivi.

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Per quanto riguarda caramelle e dolcetti invece sembra che la loro presenza nelle calze sia una trovata ancora più recente. In alcune regioni d’Italia si usa preparare ancora dei dolci tipici dell’Epifania, ma le caramelle rimangono appannaggio della vecchia signora sulla scopa. Esiste d’altra parte una leggenda che vuole la Befana coinvolta dai Re Magi nel portare regali al Bambin Gesù, rifiutandosi inizialmente per poi cambiare idea. Non riuscendo più a rintracciare i tre Magi distribuisce dolci ai bambini nella speranza che uno di questi fosse il Santo nascituro.

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