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Paleodieta: mangiare come i nostri antenati

Sì a cibi iperproteici, no a prodotti di agricoltura e allevamento: ecco cos'è la Paleodieta, come funziona e quali sono i rischi di questa nuova tendenza alimentare.


Una dieta a base solo di carne. Come i nostri antenati del Paleolitico, che si nutrivano di tutto il cibo che era possibile trovare prima della scoperta dell’agricoltura. È questa in estrema sintesi la Paleodieta, uno dei molteplici stili di vita alimentare che oggi si può scegliere di seguire. All’opposto del più noto veganesimo, la Dieta Paleolitica – o CrossFit Diet o Diete dei cavernicoli – pone alla base della piramide alimentare carne, pesce, uova, bacche, frutta e verdura. Vietato tutto ciò che deriva dalla coltivazione e l’allevamento: cereali, latte e latticini, legumi, zuccheri e cibi raffinati.

Paleodieta

La storia della Paleodieta

Negli anni ’30 Weston A. Price, un dentista di Cleveland, girò il mondo per capire la relazione tra salute e dieta delle popolazioni che vivono come i nostri lontani antenati. Le sue osservazioni e conclusioni furono presentate in un libro, nel quale egli sosteneva che alcune malattie come carie e tubercolosi erano assenti in queste popolazioni primitive proprio per l’assenza di alcuni prodotti.

Tribu

Insomma, secondo Price dovremmo mangiare come cacciatori-raccoglitori per essere in salute. A partire da questo assunto Loren Cordain, nutrizionista dell’Università del Colorado con la passione di alimentazione dell’era paleolitica, registrò il marchio The Paleo Diet, scrivendo nel 2002 un libro in merito nel quale afferma come saremmo tutti programmati per nutrirci come nell’età della pietra.

Mangiare come i Flintstones

L’alimentazione da seguire secondo questa dieta prevede l’assimilazione di proteine animali, ovvero carne magra, pesce, crostacei, molluschi e radici, oltre a frutta e verdura. Non bisogna invece mangiare i carboidrati – eccetto quelli contenuti nei vegetali – e tutti i prodotti provenienti dalla coltivazione: frumenti, legumi, patate, zucchero, olio e sale. Anche il latte e derivati non sono ammessi, perché l’allevamento era sconosciuto ai cavernicoli. Fondamentale è svolgere anche una regolare attività fisica. Il risultato di questo regime dietetico iperproteico è la perdita naturale di peso, vitalità e il rafforzamento del sistema immunitario.

Flintstones

L’idea alla base della Paleodieta è che mangiando come i nostri antenati, con cui condividiamo ancora lo stesso patrimonio genetico, noi potremmo vivere meglio e in salute. Questo modo di nutrirsi, sostiene Cordain, ha consentito loro di sopravvivere nei secoli ed eliminare malattie della società moderna come obesità, tumori e carie; tutte disfunzioni derivanti dall’ingerimento di sostanze in grado di modificare il nostro patrimonio genetico cavernicolo. Ma è davvero così?

I rischi

Molti dietologi non sono d’accordo. La mancanza di alcuni nutrienti – i carboidrati – causerebbe disfunzioni nei reni e nel fegato. Inoltre, secondo le analisi dei detrattori, mancano le prove che la dieta ricca di proteine e grassi animali sia salutare. Un gruppo di ricercatori dell’Imperial College di Londra, nel verificare i presupposti scientifici della Paleodieta, ha dimostrato sulla rivista mBio che per dimagrire essa sarebbe addirittura controproducente. In generale, le accuse principali che vengono mosse alla Paleodieta sono quindi l‘assenza di prove scientifiche dei suoi benefici e il presupposto che i nostri antenati avessero una dieta specifica a cui si erano adattati.

Carne

La Primal Diet

Esistono tuttavia molte varianti della Paleo Diet di Cordain. Vi sono sottili ma fondamentali differenze che distanziano la dieta promossa dalla Weston A. Price Foundation (quella ufficiale) dalle altre. Una di queste e la cosiddetta Primal, proposta da Mark Sisson, autore del blog Mark’s Daily Apple, uno dei blog di fitness più letti al mondo. Nella Primal si cerca di “simulare” il metabolismo dell’uomo primitivo. Quindi è ammesso mangiare alimenti agricoli e d’allevamento, a patto che questi vengano “trattati” per eliminare o diminuire i nutrienti non “familiari” al nostro DNA.

Paleodieta mangiare come i nostri antenati

Ad esempio, Sisson propone latticini come formaggi a pasta dura, fermentati o anche il burro ghee. Una qualche apertura concettuale rispetto all’ortodossia della Paleodieta che, come descritto, non ammette cibi scoperti in ere successive al Paleolitico. In ogni caso, il fenomeno della dieta primitiva sta godendo di diffusa popolarità, anche grazie all’appoggio di diversi vip. Fred Flintstone e la sua bistecca extralarge erano già avanti con i tempi.

Fonti: theatlantic – wired

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Studente di Giornalismo, la mia passione è tutto ciò che riguarda il mondo dell'intrattenimento: cinema, fumetti, serie tv, videogiochi. Alla ricerca di cose nuove e stimolanti che possano essere condivise con chi nutre le mie stesse passioni.