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Oltre il biologico, arriva il latte etico

Un tentativo di andare oltre al biologico è il latte etico, ossia quello prodotto seguendo logiche di allevamento che provino a tutelare ancora di più il benessere dei bovini.

Trattare di latte etico significa tentare di fare un passo ulteriore rispetto a quello biologico. Questo si traduce nell’introduzione di pratiche di allevamento finalizzate alla riduzione ulteriore dello stress per i bovini, specialmente riguardo alla separazione dei vitelli dalle madri.

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Il latte etico per il benessere dei vitelli e delle loro madri

Il tema principale riguardante il latte etico concerne la separazione dei vitelli dalle loro madri. Una pratica finalizzata all’innalzamento della produttività delle vacche, il cui la gran parte del latte verrà munta invece che essere destinata per intero al vitello. Questa pratica è tra le più criticate dalle associazioni in favore degli animali e dagli animalisti. Per questa ragione alcuni allevatori nel mondo stanno cercando di instaurare un nuovo paradigma che preveda che la separazione avvenga solo dopo il quinto mese di età del vitello, con un processo graduale. La principale difficoltà riguarda il far abituare le madri a distaccarsi temporaneamente dai piccoli per la mungitura, criticità superabile facendo abituare gli animali a ritrovare successivamente il proprio vitello dopo il processo.

latte etico vitelli

Il secondo problema inerente il latte etico riguarda, ovviamente, il calo della produttività. Secondo gli agricoltori pionieri della pratica, le perdite economiche dovute alla minore quantità di latte, vengono bilanciate dal miglioramento sensibile della salute degli animali, che rimanendo uniti tendono ad ammalarsi di meno. Nel biologico, in accordo con quanto scritto nel documento comunitario «Allevamento biologico dei bovini da latte», la cui versione italiana è curata da Biocert, i vitelli vengono separati dalla madre già dalle 24 ore successive alla nascita, per poi essere nutriti artificialmente con latte biologico, anche in polvere. Un periodo più lungo a contatto con la madre sembra rendere i vitelli più sani grazie al migliore nutrimento ottenuto, con vantaggi anche per le vacche, così meno soggette alle mastiti.

Le opinioni in merito si dividono, con posizioni che ritengono meno traumatica una separazione precoce – prima che si sia formato un legame vero e proprio – asserendo che, anche dopo cinque mesi, una certa dose di stress per gli animali rimanga. Ciò che risulta positivo è che oggi ci si ponga il problema di trovare soluzioni sostenibili che garantiscano un crescente benessere agli animali, con allevatori sempre più sensibili a questi temi sotto la spinta di una domanda sempre più attenta.

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Chitarrista, motociclista, da sempre appassionato di scienza, tecnica e natura. Sono laureato in Psicologia del Lavoro e della Comunicazione. Curioso per natura amo i viaggi, il buon vino e scoprire cose nuove. Da qualche anno nel settore del marketing digitale e della comunicazione.