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NutrInform Battery, come sarà la nuova etichettatura degli alimenti

In Italia arriva un nuovo logo sui prodotti alimentari: piccole batterie indicheranno i valori nutrizionali raccomandati. Il sistema sarà facoltativo

I prodotti alimentari che acquistiamo al supermercato avranno un simbolo in più. È il NutrInform Battery, un logo introdotto in Italia con l’obiettivo di rendere più chiare le informazioni sui valori nutrizionali. Farà parte del nuovo sistema di etichettatura che le aziende produttrici e distributrici del settore alimentare potranno decidere di adottare per le proprie linee. L’adesione a questa novità sarà infatti volontaria.

NutrInform battery etichetta alimenti

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Come sarà la nuova etichetta

Il sistema è stato istituito ufficialmente a inizio dicembre con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale sottoscritto dai ministri Stefano Patuanelli (Sviluppo Economico), Teresa Bellanova (Agricoltura) e Roberto Speranza (Salute). Il NutrInform Battery è un logo di colore azzurro che include la riproduzione grafica di cinque piccole batterie. Ciascuna indicherà il valore energetico e nutrizionale di una singola porzione dell’alimento che si sta per mettere nel carrello.

Da sinistra a destra, le informazioni indicate sono: energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale presente. Sopra alle singole batterie saranno indicati i valori numerici: per il contenuto energetico, i dati saranno espressi sia in Joule (kJ) che in Calorie (kcal), mentre il contenuto di grassi, grassi saturi, zuccheri e sale saranno segnalati in grammi (g). I simboli a batteria mostreranno le percentuali di energia, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale apportati dalla porzione rispetto alle quantità giornaliere di assunzione raccomandate per una dieta da 2 mila kcal.

Contrari e favorevoli

Per il governo italiano il sistema italiano di etichettatura rappresenta un’alternativa al sistema semaforico esistente in altri Paesi e ha l’obiettivo di fornire ai consumatori informazioni nutrizionali chiare, semplici, ma allo stesso tempo complete per una corretta composizione della propria alimentazione giornaliera. In Francia, ad esempio, esiste il NutriScore, etichetta che segnala con colori in scala dal verde al rosso e con lettere dalla A alla E il valore nutrizionale complessivo del prodotto. Niente numeri e percentuali relativi al valore nutrizionale della porzione mangiata. Una soluzione sicuramente più visibile e di maggiore impatto, promossa anche da Germania e Spagna che la vorrebbero estendere a tutta l’Unione Europea.

È proprio questo uno degli aspetti che ha spinto i più critici a bocciare il NutrInform. Il colore azzurro non attirerebbe l’attenzione del consumatore. In più, le informazioni riportate sarebbero troppe per logo così piccolo e rischierebbe di confondere ancora di più chi cerca di interpretare l’etichetta. Anche la scelta del simbolo a batteria è finita nel mirino in quanto controintuitiva: la carica più abbondante potrebbe essere considerata un indicatore positivo anziché negativo (basti pensare a quando si ricarica lo smartphone), mentre nelle intenzioni dei promotori la batteria piena dovrebbe segnalare gli alimenti da evitare, in quanto a elevato contenuto di energia o di nutrienti.

Una tutela della dieta mediterranea

Ci sono, però, anche note positive. Il nuovo sistema di etichettatura dovrebbe tutelare maggiormente la dieta mediterranea e quindi molti prodotti tipici del nostro Paese che rischiavano di essere eccessivamente penalizzati da un logo semaforico. I beni Dop, Igp e Stg, ad esempio, non sono stati inclusi nella lista degli alimenti etichettabili. “Prendendo in considerazione il fabbisogno quotidiano di sostanze nutritive – ha detto il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova –il NutrInform favorisce un’alimentazione sana e variata, a tutela dei principi di una dieta di lunga vita come quella mediterranea, di cui intendiamo tutelare i prodotti cardine. Con questo schema di etichettatura nutrizionale fronte pacco vogliamo fornire ai consumatori uno strumento di scelta consapevole, senza però condizionarne le decisioni di acquisto”.

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