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Milano a misura di ciclisti: ecco i progetti per la città green

Rendere Milano a misura di ciclisti è una sfida, ma i progetti recentemente sviluppati aprono le porte a un futuro di mobilità sostenibile.

Far diventare Milano a misura di ciclisti non è semplice, ma nemmeno impossibile. I progetti messi a punto negli ultimi anni lo dimostrano e la pandemia, con il mutato turismo che l’accompagna, sembra aver dato nuova linfa al piano. Strade Aperte, AbbracciaMi e Smile and Bike non sono più solo nomi e i piani per il futuro si prospettano ancora più ambiziosi.

Milano a misura di ciclisti

Milano a misura di ciclisti:

Rendere Milano a misura di ciclisti è un progetto concreto e la città, con il centro compatto e la mancanza di dislivelli, si presta perfettamente. Nel 2018 si è tenuto il primo Milano Bike City e da allora è stato un crescendo. La presenza delle auto ha, tuttavia, sempre rappresentato un ostacolo. Più della metà dei milanesi si servono dei mezzi pubblici, ma la città rimane estremamente trafficata. Il lockdown ha però fornito una nuova prospettiva. Demetrio Scopelliti, dell’Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio del Comune di Milano, ha spiegato che la crisi ha permesso di accelerare il processo. Gli urbanisti si sono trovati ad avere carta bianca e ne hanno approfittato.

I progetti

Per rendere Milano a misura di ciclisti sono stati inaugurati una serie di piani, noti come Strade Aperte. Sono stati così istituite le cosiddette zone 30, ovvero con divieti di superare i 30 km/h in diverse strade della città. L’obiettivo è renderle percorsi ideali per le due ruote. Nell’ultimo anno in città sono stati collocati 35 km di strade bike-friendly, di cui 25 circa in questa formula. Marco Mazzei, giornalista e attivista, ha poi inaugurato il progetto AbbracciaMi che propone oltre 70 km di itinerari nelle zone meno conosciute e nei dintorni della città. Smile and Bike, A Ritmo d’Acque e EastRiver offrono opzioni simili per sud, nord e centro di Milano.

Milano città green:

I progetti per rendere Milano a misura di ciclisti aprono interessanti prospettive. Il boom di acquisti di biciclette da parte degli abitanti trasmette segnali positivi. Il 25% dei veicoli transitati in corso Buenos Aires questa primavera, poi, erano biciclette e ciò prova l’efficacia dell’iniziativa. Ora l’obiettivo è estendere ulteriormente le zone 30, fino a coprire il 13.5% della città. A cogliere i vantaggi saranno sia i residenti sia i visitatori. La pandemia ha, infatti, reso molto popolare lo slow tourism e puntare su di esso potrebbe essere la scelta vincente. Connettere Milano alla VenTo, percorso ciclabile di 679 km che unirà Venezia e Torino, è dunque un passo decisivo.

Pensare a una Milano a misura di ciclisti forse potrebbe apparirci strano. In realtà gli ultimi progetti di urbanistica mirano persino a trasformarla nel terreno ideale per i pedoni e alle zone 30 sono già affiancate le più drastiche zone 15. Il futuro di Milano lascia ben sperare, ma i passi, o meglio, le pedalate da fare sono ancora molte.

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Laureata in Filosofia, credo fermamente che ogni sfaccettatura del sapere umano meriti di essere inseguita. Amo la lettura, gli animali e la natura e penso che solo continuando a farsi domande sia possibile mantenere uno sguardo vigile sul mondo.