Microplastiche, l’unico insetto dell’Antartide ne presenta tracce
Le microplastiche sono ormai così ubiquitarie da aver contaminato anche l’unico insetto endemico dell’Antartide, la Belgica Antarctica. A certificarlo ci ha pensato uno studio pubblicato in Science of The Total Environment che ha fortunatamente esaltato anche la resilienza dell’animale. Gli scienziati affermano che siamo comunque di fronte a un campanello d’allarme e che le conseguenze a lungo termine del diffondersi dell’inquinamento potrebbero rivelarsi devastanti.

La ricerca di microplastiche in Antartide
Le microplastiche, frammenti di plastica con diametro inferiore ai 5 millimetri, non lasciano scampo nemmeno all’Antartide, il continente più remoto del pianeta. In tale regione le condizioni sono talmente estreme che troviamo un solo insetto endemico, la Belgica Antarctica. Si tratta di un moscerino più piccolo di un chicco di riso, capace di convivere con gelo, alte concentrazioni di sale, azione dei raggi UV, oscillazioni termiche e altri fattori di stress ambientale.
Analizzando 40 campioni di larve raccolti in 20 siti sparsi in 13 isole antartiche, alcuni ricercatori hanno individuato per la prima volta tracce di microplastiche nei tratti digestivi di queste ultime. Solo 2 larve, ovvero meno del 7% del totale. Il risultato non è purtroppo positivo come potrebbe sembrare.
Microplastiche in Antartide: le nuove scoperte
I ricercatori dell’Università del Kentucky non si sono limitati a individuare la presenza di microplastiche nell’organismo della Belgica Antarctica ma hanno anche provato a studiarne la tolleranza. Gli scienziati hanno, dunque, testato le capacità di sopravvivenza e le funzioni vitali degli animali esponendoli a livelli crescenti di inquinamento.
Questi si sono dimostrati in grado di sopravvivere anche nelle condizioni più proibitive e a primo sguardo non hanno mostrato problemi immediati. Dopo un esame più attento il team ha però rilevato una diminuzione delle riserve di grasso a cui le larve avevano accesso. Ciò avveniva solo nello scenario peggiore ma rappresenta un dato significativo in una terra in cui il freddo estremo regna sovrano.
Perché le microplastiche in Antartide sono pericolose?
Il nuovo studio sulle microplastiche in Antartide fa suonare più di un campanello d’allarme. Anche se i dati sulla presenza degli inquinanti all’interno dell’organismo degli insetti possono apparire incoraggianti, infatti, la semplice esistenza di tracce di microplastiche in un ambiente tanto remoto rappresenta un problema. La resilienza degli insetti non deve poi trarre in inganno.
L’Antartide è un ambiente talmente estremo da far sì che la Belgica Antarctica sia l’animale terrestre più grande del continente. Su di esso poggiano quindi le sorti di un intero ecosistema. Il moscerino si nutre di residui organici di ogni tipo e rende disponibili nutrienti che rimarrebbero altrimenti intrappolati nel terreno. Indagare a fondo su quali possano essere le conseguenze a lungo termine delle contaminazioni appare dunque fondamentale per poter tracciare previsioni sul futuro della gelida area.
I dati sulle microplastiche in Antartide aggiungono un tassello a un puzzle inquietante. Jack Devlin ha affermato di aver iniziato a indagare sulla Belgica Antarctica chiedendosi se la straordinaria resistenza di tale moscerino la tenesse al riparo persino da un fattore di stress nuovo, ma la questione non può essere considerata del tutto risolta. Fare ricerche nel remoto continente risulta però complicato e dispendioso quindi ogni scoperta rappresenta un parziale traguardo.






