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Maiali selvatici: gli animali devastanti da combattere

Negli USA i maiali selvatici rappresentano una piaga per gli agricoltori. Tenerli sotto controllo è un’impresa, ma le nuove strategie sembrano promettenti.

Negli USA i maiali selvatici rappresentano da secoli una terribile disgrazia. Questa specie invasiva, infatti, è in grado di minacciare biodiversità e agricoltura, nonché di causare danni dai costi insostenibili. Combatterli si è sempre rivelata un’impresa e, nella lotta l’uomo non è esente da colpe. I molti espedienti non si sono mostrati efficaci, ma, ora, potrebbe essere arrivata una svolta.

Maiali selvatici

I maiali selvatici:

I maiali selvatici, così come i suini in generale, non sono originari degli Usa. Furono infatti introdotti nel Nuovo Continente nel 1493 da Cristoforo Colombo come fonte di cibo. Successivamente i colonialisti li allevarono per poi lasciarli liberi in natura. Nell’Ottocento iniziarono, poi, le importazioni di cinghiali per popolare le riserve di caccia. Molti esemplari fuggirono dalla cattività e si accoppiarono con quelli autoctoni dando vita alla specie oggi conosciuta. I maiali selvatici statunitensi pesano in media 130 Kg e hanno robuste zanne di 0,5 m. Si moltiplicano molto velocemente e vivono in branchi. Mostrano complessi comportamenti sociali, grande intelligenza e uno straordinario spirito di adattamento.

I danni:

I maiali selvatici hanno un’incredibile capacità distruttiva. Grufolando, infatti, sfruttano musi e zanne e sono in grado di scavare in profondità e di ridurre un terreno a un insieme di crateri. Il passaggio di questi terribili animali può devastare campi, radere al suolo infrastrutture e distruggere costosi strumenti agricoli. Si sono dunque guadagnati il soprannome di “zombie ecologici”. Stephanie Shwiff del National Wildlife Research Center ha, infatti, spiegato che non sono state trovate colture per loro non appetibili. Diffondono, poi, malattie pericolose e fanno strage di vitelli e agnelli. Nel solo South Carolina i danni annuali ammontano a 115 milioni di dollari.

La lotta:

La lotta ai maiali selvatici è spietata. Il tasso di uccisione di questi animali è altissimo e i metodi usati sono raramente ortodossi. La caccia rappresenta l’arma più comune. I maiali selvatici hanno reagito trasformandosi in animali quasi notturni e, comunque, gli interessi economici soggiacenti a essa hanno reso questo metodo inefficace. Molti sono dunque ricorsi a cani addestrati, ma i maiali hanno imparato a seminarli. Secondo Dave Pauli della Humane Society il successo richiede la creazione di una task-force per la combinazione di diverse strategie. Le nuove trappole potrebbero, poi, essere fondamentali. La Pig Brig, per esempio, è basata sull’utilizzo di reti ed è quindi più efficace e accessibile di quelle realizzate con pannelli di metallo.

I maiali selvatici ci ricordano quanto possa risultare drammatica una situazione sfuggita di mano. Siamo, comunque, indubbiamente di fronte ad animali interessanti dalle mille risorse. Gli esperti si chiedono ora, però, se l’uomo abbia contributo alla nascita di una specie impossibile da contrastare. È inevitabile, allora, che curiosità e paura accompagnino insieme questo interrogativo.

REDAZIONE
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