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Lucuma, il frutto peruviano che rimargina le ferite

Un frutto dal profilo nutrizionale eccezionale, una polpa che ricorda il tuorlo d’uovo ma dal gusto non troppo piacevole. Stiamo parlando della lucuma, l’oro degli Inca.

La lucuma è un frutto le cui origini si perdono in decine di millenni, anche se alcuni ritrovamenti archeologici lasciano intendere che se ne facesse uso già nell’7000 a.C.
Solo negli ultimi anni però questa prelibatezza del Sud America è tornata ad affermarsi nelle abitudini alimentari occidentali, e lo ha fatto in grande stile, trovandosi a suo agio tra frullati di verdura e dolci, consumata sia cruda che cotta. Quando poi interviene la scienza con i suoi esperimenti spuntano proprietà impensabili, come la guarigione dalle ferite sulla pelle.

Lucuma, il frutto peruviano che rimargina le ferite

Il frutto simbolo del Perù

Per quanto la sua zona d’origine probabilmente si estenda in diverse zone dell’America Meridionale il paese dove questo frutto è il vero protagonista non può essere che il Perù. Una delle peculiarità di questa pianta è sicuramente la sua resistenza all’altitudine, così spiccata da trovarla coltivata fino ai 3.000 metri di quota. Per alcuni piantagioni non c’è nemmeno bisogno di studiare un sistema di irrigazione, ci pensano le relativamente basse nuvole a tenere il terreno umido, mentre il clima rigido è sufficiente a evitare erbacce o parassiti.

Il frutto simbolo del Perù

L’albero tra le altre cose è un sempreverde e nelle giuste condizioni può arrivare fino a 12 metri di altezza. I semi non possono essere esportati dal Perù però la sua coltivazione si è espansa anche al di fuori dei suoi confini, qualcuno ha perfino provato a coltivarla in Italia con risultati altalenanti.

Qualche incertezza sul gusto ma proprietà notevoli

Del suo sapore possiamo portarvi solo testimonianze: c’è chi dice sia una via di mezzo tra lo sciroppo d’acero e la patata dolce, chi sente mango e albicocca, chi ancora garantisce sulla sua somiglianza con lo zabaione. Molti concordano però che la parte veramente difficile da superare sia il suo retrogusto, che «deve piacere». Non aiuta da questo punto di vista la consistenza, che a perfetta maturazione ricorda il farinoso arancione di un tuorlo cotto.

Qualche incertezza sul gusto ma proprietà notevoli

Ci potrà anche essere qualche dubbio sul suo sapore, ma le sue proprietà sono fuori discussione: contiene moltissimo betacarotene, assieme a vitamine del gruppo B1, B2, B3 e B5, senza dimenticare sali minerali, un buon contenuto di fibre e carboidrati per la dolcezza. L’olio estratto dal suo nocciolo è ancora più sbalorditivo, avendo dimostrato in vitro di accelerare la rimarginazione di lembi di pelle lacerati. Per usare le parole dello studio «Natural FAs (acidi grassi) from P. lucuma nut promote skin regeneration and, thus, may have applications in medicine and skin care.»

Fonti: wikipedia.org – tuttogreen.it – ncbi.nlm.nih.gov – fruttama.it

TOPIC lucuma
Matteo Buonanno Seves
Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.