SaluteSicurezza alimentare

Listeria e listeriosi secondo l’European Food Safety Authority

Il batterio della Listeria può provocare una malattia chiamata listeriosi che, in molti casi, ha una prognosi anche grave.

La Listeria è il nome di un famiglia di batteri che racchiude fino a dieci specie differenti anche se, normalmente, questo batterio lo si conosce nella variante Listeria monocytogenes che è quella che si trova più spesso negli alimenti.

listeriosi

La listeriosi

Il batterio che causa la listeriosi è diffuso in ambiente e lo si può facilmente trovare sul suolo, nell’acqua e persino nelle feci degli animali asintomatici al batterio.

Secondo l’European Food Safety Authority i casi annuali in Europa sono nell’ordine delle migliaia e, la maggior parte delle cause, è infezione alimentare. Il batterio della Listeria può contaminare un alimento anche dopo la sua cottura e prima del confezionamento.

Quali sono gli alimenti che possono portare la listeriosi

Tra gli alimenti nei quali si può trovare il batterio c’è il pesce, la carne, i formaggi, il burro, gli ortaggi crudi, il latte non pastorizzato e anche nei cibi pronti all’uso come carni fredde, insalate preconfezionate e panini.

Inoltre, il batterio della Listeria è molto resistente, si riproduce a temperature che vanno da 0 a circa 45 gradi celsius, è in grado di replicarsi anche alle basse temperature normalmente presenti nei frigoriferi, cioè tra i 2 e 4 gradi celsius.

I sintomi della listeriosi

I sintomi di chi ha contratto la listeriosi sono nella maggior parte dei casi influenza con gastroenterite e come tutte le forme infettive ha più severe complicazioni nelle persone con presenti già altre patologie e un sistema immunitario indebolito.

Per quanto riguarda gli adulti con carenze immunitarie, l’infezione causata dal batterio della Listeria può causare anche gravi meningiti ed encefaliti. Il batterio della Listeria può contaminare gli alimenti nelle varie fasi della catena produttiva come anche durante la loro conservazione anche attraverso refrigerazione.

Il modo migliore per eliminare i rischi è quello di cuocere i cibi ad una temperatura superiore a 65 gradi celsius. Infatti, la temperatura dopo la soglia dei 65 gradi celsius è in grado di uccidere i batteri nel caso in cui essi fossero presenti nell’alimento.

La migliore prevenzione è sempre la stessa, cioè ricordarsi di lavarsi sempre le mani e mantenere in cucina e nella preparazione degli alimenti il giusto livello di pulizia secondo quelle che sono le adeguate norme igieniche.

E’ anche consigliato di porre particolare attenzione agli alimenti crudi e, se non si è sicuri, cuocerli sempre prima di consumarli.

REDAZIONE
Raccontare e spiegare cibo, sostenibilità, natura e salute. Un obiettivo più facile a dirsi che a farsi, ma nella redazione di inNaturale non sono queste le sfide che scoraggiano. Siamo un gruppo di giovani affiatati in cerca del servizio perfetto, pronti a raccontarvi le ultime novità e le storie più particolari.