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L’arte della pizza napoletana è Patrimonio dell’Umanità

L’Unesco si è finalmente espresso: la pizza napoletana è diventata ufficialmente Patrimonio dell’Umanità. Un onore che l’Italia e la città di Napoli accolgono con grande entusiasmo.

La notizia è stata annunciata con un tweet ufficiale dell’Unesco: l’arte della pizza napoletana è diventata Patrimonio dell’Umanità. La figura del Pizzaiuolo di Napoli viene considerata un retaggio culturale intangibile ma dal valore inestimabile, tanto da meritare una salvaguardia speciale. Dire che il premio sia esclusivamente della pizza, infatti, sarebbe una semplificazione eccessiva: ad essere celebrato non è un piatto, ma un rito.

Pizza napoletana patrimonio umanità Unesco

Il rito della pizza napoletana

L’Unesco è arrivato a questa decisione dopo quasi 8 anni di riflessioni e dibattiti, premiando di fatto un lavoro costante del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che dal 2009 sta spingendo questa candidatura. Il dossier è ricco e fa leva non tanto su un piatto che già di per se brilla per bontà e semplicità, ma su quel rituale che si viene a creare nelle vere pizzerie napoletane. «I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale – ha spiegato in una nota l’Unesco – il cui bancone e il forno fungono da palcoscenico durante il processo di produzione della pizza.»

Il tutto avviene in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, l’Associazioni dei pizzaiuoli e la regione Campania ha voluto valorizzare la tradizione culinaria che si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. «Per molti giovani praticanti – hanno concluso i membri dell’Onu – diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale.»

Sono trapelate alcune notizie un po’ sopra dalla riunione dell’Unesco: le trattative sono durate tutta la notte prima che l’assemblea, per l’occasione riunitasi a Jeju, nella Corea del Sud, e i nostri rappresentanti hanno tenuto banco fino all’ultimo, alcuni sventolando il classico cornetto rosso napoletano per scaramanzia. Considerando che solo qualche giorno fa era l’anniversario dell’Unesco, come vi abbiamo raccontato in un altro articolo, la notizia capita proprio al momento giusto.

Matteo Buonanno Seves

Un giovane laureato in Scienze Gastronomiche con la passione per il giornalismo e il mai noioso mondo del cibo, perennemente impegnato nel tentativo di schivare le solite ricette e recensioni in favore di qualcosa di più originale.