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La miracolosa dieta Okinawa, l’isola dei centenari in Giappone

La miracolosa dieta Okinawa, l’isola dei centenari in Giappone

Il segreto dell’equilibrata dieta Okinawa, l’isola in Giappone, famosa per il numero record di abitanti centenari.

La tradizionale dieta Okinawa o «dieta centenaria» dell’omonima isola giapponese, così come altre diete di luoghi del mondo noti per la straordinaria longevità degli abitanti, è da molto tempo oggetto di studio e di interesse mediatico. L’isola è infatti stata identificata dalle Nazioni Unite come uno dei paesi con il maggior numero di centenari.

Sebbene col passare del tempo alcuni piatti e alcune abitudini alimentari abbiano subìto qualche modifica, Okinawa resta un luogo affascinante da conoscere ed esplorare, in cui il buon cibo è sinonimo di tradizione e benessere ed è il segreto per avere una vita lunga e armoniosa.

La dieta Okinawa tra passato e presente

Okinawa è un’isola giapponese appartenente alle isole Ryukyu nel Mar Cinese orientale, collocata tra Taiwan e Giappone. La sua posizione ha fatto sì che la sua cucina subisse l’influenza gastronomica dei paesi vicini, integrandone alcuni piatti e ingredienti; ne sono un esempio la carne di maiale cinese, il leggero brodo di pesce (dashi) diffuso nel resto del Giappone e infine frutta, verdura e spezie varie tipici dei paesi meridionali dell’Asia. Grazie a questa particolarità, e non solo, la cucina tradizionale dell’isola, nota anche come dieta Okinawa, risulta ricca e variegata ed è caratterizzata da sapori audaci, intriganti e talvolta apparentemente contrastanti.

Il vero segreto di questa prodigiosa alimentazione, secondo gli esperti, sembra essere una bassa quantità di proteine, perlopiù vegetali, e l’elevata presenza di cibi integrali e di buoni carboidrati. Più in particolare la dieta Okinawa consiste per circa il 30% di verdure verdi e gialle e una minore quantità di riso rispetto alle diete della terraferma giapponese. Tra le proteine animali spiccano piccole quantità di pesce, ricco di omega 3, e alcuni piatti a base di maiale, mentre sono quasi del tutto assenti alimenti trattati o contenenti alcol. Alla base del successo di questa sana dieta alimentare, ci sarebbe però anche l’insegnamento confuciano detto «hara hachi bu», in base al quale bisognerebbe mangiare fino a quando si è sazi all’80%.

Grazie a questa pratica culturale gli abitanti riescono ad abbracciare un tipo di nutrizione consapevole, arrivando a consumare circa 1900 calorie giornaliere. Negli ultimi anni la dieta Okinawa ha subito qualche cambiamento. Gli abitanti, infatti, ora si attengono meno alle regole chiave del paese, mangiano più carne e grassi e consumano meno verdure verdi e gialle rispetto a prima.

Piatti e ingredienti tradizionali della dieta Okinawa

Le abitudini cambiano, ma la popolazione resta fedele alle ricette della tradizione. Tra queste, una delle più diffuse e rappresentative è il goya chanpurū, un piatto a base di tofu e ingredienti misti, tra cui verdure, uova strapazzate e maiale e soprattutto il goya fatto a fette sottili, ovvero un tipo di zucca verde e acida molto amata a Okinawa. Altro piatto famoso è l’Okinawa soba, ossia un piatto di noodle in brodo di maiale leggero, condito con fiocchi di pesce palamita, alghe kombu, costolette brasate e aromatizzate e infine zenzero sottaceto e scalogno.

Un contorno molto amato e davvero singolare, tipico della dieta Okinawa, è l’umi budo, ovvero grappoli verdi di quello che viene definito caviale o uva di mare. Un’altra ricetta popolare sull’isola è quella del Taco Rise, inventato negli anni ‘80, che non è altro che una sorta di budino salato composto da vari strati; si parte con un letto di riso bianco su cui vengono adagiati carne macinata Tex-Mex, formaggio grattugiato, lattuga e salsa.


Ivana De Innocentis
Ivana De Innocentis
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Nomade digitale, docente di social media marketing e scrittrice, appassionata di viaggi, arte, tecnologia e alimentazione vegetariana e vegana. In cucina ama prendere spunto dalle sue passioni, aggiungendo ingredienti naturali e un pizzico di creatività.
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Nomade digitale, docente di social media marketing e scrittrice, appassionata di viaggi, arte, tecnologia e alimentazione vegetariana e vegana. In cucina ama prendere spunto dalle sue passioni, aggiungendo ingredienti naturali e un pizzico di creatività.
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