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La leggenda del cervello di scimmia semifreddo

Un vero piatto servito in oriente, una leggenda costruita per dipingere i popoli dell’asia come barbari, o una trovata cinematografica? Un mistero degno dei più indomiti curiosi.

Per gli appassionati dell’avventuriero Indiana Jones sarà stata una scena indimenticabile, quel dessert servito in un lontano paese dell’Asia, direttamente nel cranio della sventurata scimmia. Il cervello del primate viene dipinto come una leccornia, mentre la sventurata occidentale sviene alla sola vista della materia grigia esposta. Ma c’è qualcosa di vero in questo assurdo piatto asiatico?

Una serie di indizi discordanti

Ancora oggi non è del tutto chiaro se questo piatto sia stato o meno una prelibatezza per qualche lontana cultura o una semplice leggenda urbana. Da una parte il piatto viene citato tra quelli serviti al Manhan Quanxi, letteralmente il banchetto imperiale Manchu Han, uno delle più importanti celebrazioni gastronomiche mai viste nella cucina cinese. Allo stesso tempo però tentare di procurarsi una delle specie adatte oggi a questa macabra preparazione e assolutamente illegale, con pene fino a 10 anni di galera per i trasgressori.

La leggenda del cervello di scimmia semifreddo

Va anche aggiunto che possono essersi verificati alcuni errori di traduzione, visto che il termine «testa di scimmia» in cinese indica anche un fungo, l’Hericium erinaceus (barba di leone per gli inglesi). Se ci si sposta dall’Asia fino in Africa sono state raccolte testimonianze di tribù dedite al consumo di certe parti del gorilla, cervello e cuore compresi, riservati ai membri più autorevoli della comunità, ma anche questa pratica sta cadendo in disuso.

Un’opportunità succulenta per il cinema

L’immagine di questo piatto però deve aver solleticato non poco la fantasia di alcuni registi, che introdussero quel macabro rito nelle loro pellicole. La più famosa sicuramente è quella di una delle avventure di Indiana Jones, dove la bella occidentale di turno rimane inorridita dal cranio spalancato della scimmia, con il cervello ben fresco in vista.

Cervelli a tavola

L’idea, nel mostrare questo piatto, era dipingere in maniera più o meno velata la cultura orientale come estremamente diversa dalla nostra, ancora poco civilizzata e dedita ad usanze barbare. Oltre tutto quanto detto finora, non bisogna dimenticare i possibili problemi legati alla salute: consumare tessuti del sistema nervoso centrale degli animali è considerata una pratica molto pericolosa per gli esseri umani, che rischiano di contrarre diverse malattie decisamente gravi.

Per concludere, è molto probabile che questo piatto non abbia mai preso veramente piede in nessuna cultura recente, almeno non crudo e non a scopo ricreativo, anche se rimane sicuramente impressionante come leggenda urbana, nonostante sia un po’ meno indigesta. Lo spazio per la verità lo si potrebbe trovare nei rimedi medicamentosi, le cervella proposte come cura, ma anche in questo caso una dose di scetticismo torna sempre utile.

Fonti: quora.com – wipedia.org

REDAZIONE

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