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Just Eat punta alla sostenibilità con le alghe

Just Eat scommette sulla sostenibilità utilizzando alghe al posto della plastica, grazie alla collaborazione con una nuova start up.

L’idea di Just Eat per la sostenibilità è di puntare alle alghe come alternativa per la plastica, una materia prima che renderebbe le confezioni da asporto completamente riciclabili e compostabili anche a casa, in appena quattro settimane. Con un impatto sull’ambiente molto limitato, la collaborazione con la nuova start up Notpla, la mente dietro il packaging di alghe, potrebbe essere il passo giusto verso una sostenibilità al 100% nel food delivery.

Just Eat punta alla sostenibilità con le alghe

Il piano di Just Eat per la sostenibilità

Il packaging sostenibile immaginato da Just Eat e realizzato dalla nuova start up punta sulle alghe come materia prima da utilizzare al posto della comune plastica. Quest’ultimo materiale è molto problematico da riciclare ed è estremamente resistente alla decomposizione, motivo per cui riesce facilmente ad infiltrarsi nell’ecosistema e nelle catene alimentari dei diversi biomi.

Prendiamo il Regno Unito, dove Just Eat sta pensando di lanciare il primo esperimento per questa nuova sfida alla sostenibilità: si conta che ogni anno siano circa 500 milioni le scatole di plastica impiegate per il trasporto del cibo take away. Nonostante queste confezioni possano essere spesso riutilizzate, alla fine il loro destino è quello di finire abbandonate in qualche discarica, dove difficilmente verranno ulteriormente riutilizzate.

Il packaging che Just Eat utilizzerà nella sua corsa alla sostenibilità al 100% sarà composto in parte da alghe, ma anche da una «polpa» di erba e legno, senza l’impiego di alcun additivo chimico. Nonostante rispettino completamente l’ambiente queste nuove confezioni saranno anche a prova di acqua e di grasso, garantendo la migliore esperienza possibile ai clienti.

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