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Italia, primo paese al mondo per biodiversità vinicola

Questo e altri dati sono emersi dal Bilancio 2017 sulla situazione vitivinicola mondiale, che vede l’Italia mantenere le sue fortissime posizioni riguardo a questo prodotto.

Lo scorso 28 Maggio, in occasione del 40° Congresso mondiale della vigna e del vino, è stato presentato il bilancio annuale di OIV (l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino) riguardo alla produzione vitivinicola mondiale. Si sa, in questo campo l’Italia ha veramente pochi concorrenti da invidiare, ma ci sono alcuni dati che dimostrano come il nostro paesi primeggi anche dove è meno scontato vincere, come la biodiversità vinicola.

Italia, primo paese al mondo per biodiversità vinicola

Primo posto e ampio distacco

Ci si potrebbe aspettare un primo posto per quanto riguarda la produzione di vino, e così è, battendo ancora giganti come i cugini d’oltralpe Francesi e Spagnoli, ma ci sono altri dati che sono interessanti da analizzare. Un esempio su tutti le varietà d’uva coltivate al mondo: ne esistono più di 10.000 in natura, ma solo 13 di queste costituiscono un terzo della produzione mondiale.

Italia al primo posto per biodiversita

Sotto questo aspetto l’Italia primeggia con un ampissimo distacco sulle altre nazioni della classifica per biodiversità vinicola: il vitigno più diffuso nel nostro paese è il Sangiovese, che però occupa solo un 8% dell’intera area viticola del paese; segue a ruota Montepulciano, Glera e Pinot Grigio, con un 4% a testa e il Merlot con un 3%. Tutte le altre varietà complessivamente costituiscono il restante 77%.

Primo posto e ampio distacco

Il resto del mondo

Ma come si comportano gli altri protagonisti del mondo vitivinicolo? Bisogna innanzitutto dire che il resto del mondo non sta di cert rimanendo a guardare, soprattutto paesi come la Cina stanno allargando le loro produzioni, in particolare della varietà Kyoho, la più diffusa al mondo, un’uva da tavola coltivata per 365.000 ettari nel mondo, si calcola che da sola copra il 44% degli 847.000 ettari vitati complessivi di questa nazione.

Biodiversità vinicola, il resto del mondo

Il secondo vitigno più coltivato è il Cabernet mentre l’uva Sultanina con i suoi 300.000 ettari è la prima uva da tavola ad entrare in classifica al terzo posto. Interessanti anche i dati riguardo il consumo di vino, che vede una leggere crescita a livello mondiale, anche se allo stesso tempo «i paesi tradizionalmente consumatori proseguono la loro recessione (o stagnazione), a favore dei nuovi poli di consumo.»

Fonti: oiv.int – osservatorioagr.eu

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