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Intelligenza artificiale in cucina: il computer inventa ricette mai viste

Arriva l’ intelligenza artificiale in cucina. Con decenni di ricerche, formule e ricette alle spalle, promette di inventare nuove combinazioni di piatti e condimenti mai pensate prima dagli umani.

L’ intelligenza artificiale in cucina è ormai alle porte. Frutto di un accordo tra IBM e l’americana McCormick & Company che si occupa di produzione e distribuzione di spezie e condimenti. È ancora presto per dire definitivamente addio allo sforzo del cervello umano nell’ideare nuove pietanze, eppure, gli algoritmi che nascono dal progetto promettono di realizzare nuovi piatti e nuovi condimenti mai pensati prima dagli esseri umani… in una frazione del tempo.

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Intelligenza artificiale in cucina fa risparmiare tempo e denaro

Sviluppare un nuovo prodotto alimentare da proporre sul mercato richiede oggi un notevole investimento di tempo e denaro. A fare la differenza nel processo è l’esperienza di chi è incaricato di trovare il giusto equilibrio tra ingredienti e costi. Ideare una ricetta nuova per un piatto o un condimento richiede una conoscenza non indifferente degli ingredienti, del modo e delle quantità in cui proporli e del loro modo di interagire tra di loro per creare delle combinazioni interessanti al palato.

Diventare un ideatore di nuovi prodotti alimentari di successo richiede dai 15 ai 20 anni di esperienza. Lo sviluppo di un nuovo prodotto, inoltre, è uno sforzo che richiede il lavoro di decine, o addirittura a centinaia di persone per diversi mesi. Grazie alla nuova intelligenza artificiale in cucina il processo diventerà molto, molto più semplice.

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Negli ultimi quattro anni i tecnici di IBM hanno ideato un algoritmo in grado di raccogliere e analizzare decenni di conoscenza di formule e ricette della McCormick. Il sistema funziona in modo simile a quanto può fare un umano, con la differenza che la quantità di informazioni disponibili al «cervellone» non ha paragoni rispetto a quanto potrebbe tenere a mente anche il più veterano delle cucine. Una nuova formula o ricetta può passare fino a 150 modifiche prima di passare dalla fase di ideazione a quella di produzione. L’intelligenza artificiale promette di ridurre il processo fino a 50.

Intelligenza artificiale per creare nuove ricette

Ma non è solo una questione di velocità: è anche una questione di creatività. Grazie all’assorbimento di informazioni provenienti da decenni di scienza e ricerche in campo alimentare, la rete neurale promette di generare formule e ricette mai nemmeno pensate prima da nessun cuoco. Gli sviluppatori garantiscono che il processo sarà di «collaborazione» tra uomo e macchina. In questo caso, gran parte del lavoro di ricerca e analisi delle informazioni è automatizzata, consentendo così agli umani di concentrarsi prevalentemente sull’aspetto creativo. Secondo quanto comunicato dalle due compagnie, i primi prodotti sviluppati grazie all’ausilio del’intelligenza artificiale dovrebbero arrivare sul mercato già dal prossimo anno.

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Mettere l’aglio oppure no? Di che tipo? Quanto metterne? In che forma? Tutte queste decisioni saranno prese dalla macchina che sarà in grado di predire se l’aglio in polvere è meglio in una ricetta di quello tritato oppure la dimensione al millimetro dei fiocchi dell’aglio tritato. Minuzie? In termini di tempo e costi di sviluppo assolutamente no.

Secondo Hamed Faridi, responsabile del settore scienza di McCormick: «Nei prossimi 20 anni questo sarà il sistema in cui tutti svilupperemo nuovi prodotti in campo alimentare». Il risultato saranno pietanze e sapori sviluppati dall’intelligenza artificiale in cucina, con un profilo derivato da una conoscenza così vasta e complessa che nessun umano potrebbe mai pensare di rivaleggiare. Certo, resta da vedere se il miscuglio partorito dalla macchina sarà anche buono da mangiare. Per quello servono ancora le papille gustative di un essere umano; almeno per ora.

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Laureato in Scienze Politiche e Comunicazione Pubblica, ha lavorato in radio e nel tempo libero si dedica alla scrittura creativa. Da sempre appassionato di cultura, scienza e tecnologia è costantemente a caccia di nuove curiosità in grado di cambiare il mondo in cui viviamo.