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Insetti, cibo del futuro?

L’idea potrebbe disgustarci, ma in realtà in svariate parti del mondo, l’introduzione di insetti nella propria dieta è all’ordine del giorno. Questa è detta Entomofagia.

Nel 2050, secondo le previsioni della FAO, la popolazione nel mondo supererà i 9 miliardi di persone con un incremento significativo della popolazione, dell’urbanizzazione e della domanda globale di cibo. Per fronteggiare questo incremento demografico, la produzione globale di cibo dovrà aumentare del 60% rispetto ai livelli attuali.

L’entomofagia nel mondo

Inoltre, l’inquinamento delle acque e dei terreni causato dalla produzione intensiva di bestiame e la deforestazione, contribuiranno ai cambiamenti climatici con effetti negativi sull’ambiente rendendo l’acqua una risorsa sempre più rara. Tutta questa concatenazione di eventi, richiede ovviamente interventi su fronti diversi: uno tra questi è l’aumento di produzioni di cibi che attualmente sono sottovalutati e poco graditi. In questa categoria rientrano gli insetti commestibili che offrono un potenziale significativo.

L’entomofagia nel mondo

Secondo uno studio della FAO, nel mondo si consumano più di 1900 specie di insetti da circa due miliardi di persone in Messico, Asia, Australia, Nuova Zelanda ma soprattutto in Africa. Questi offrono un apporto nutrizionale che varia da specie a specie, dall’habitat, dall’alimentazione dell’insetto e dal suo stadio di sviluppo. Infatti sono ricchi di proteine, acidi grassi mono- e poli-insaturi e presentano un buona percentuale di minerali e vitamine. Gli insetti più comunemente usati come cibo appartengono ai Coleotteri (31%), Lepidotteri (bruchi, 18%), api, vespe e formiche (Imenotteri, 14%). Questi sono seguiti dalle cavallette, locuste e grilli (Ortotteri, 13%), da cicale, cicaline, cocciniglie e cimici (Emitteri, 10%), termiti (Isotteri, 3%), libellule (Odonati, 3%), mosche (Ditteri 2%) e altri ordini (5%).

A pranzo con i vermi

In Europa (e in generale nei paesi occidentali) la maggior parte della popolazione rifiuta categoricamente l’utilizzo di insetti come alimento. Tuttavia sono nate recentemente iniziative di ricerca e di sostegno dell’entomofagia . In Europa esistono già ristoranti con menù a base di insetti e numerose sono le aziende che producono e vendono tali prodotti, per esempio farine ricavate da cavallette e grilli per barrette dolci e salate, pane e pasta e biscotti.

Ma i rischi quali sono?

Nel 2015 l’Efsa, Organizzazione che valuta i rischi legati all’alimentazione, ha equiparato gli insetti ad altre fonti di proteine animali. Si è espressa nel seguente modo: «L’uso di insetti come fonte di alimenti e mangimi ha, potenzialmente importanti benefici per l’ambiente, l’economia e la sicurezza della disponibilità alimentare.» e segnala inoltre «come specie di insetti con maggior potenziale d’uso come alimento o mangime nell’Unione Europea mosche, larve della farina, grilli e bachi da seta». Poiché il Parlamento Europeo ha approvato nuove regole per semplificare le procedure di autorizzazione per diversi alimenti tra cui gli insetti, la prospettiva dell’alimentazion in Europa a base questi animaletti avrà un’interessante svolta.

Insetti, cibo del futuro?

Per quanto riguarda i rischi collegati a questo tipo di alimentazione l’Efsa ha stabilito che nutrendo gli insetti con mangimi autorizzati non si registrano insorgenze di pericoli microbiologici simili a quelle associate ad altre fonti di proteine. Tuttavia la scarsità di dati derivanti da allevamenti di insetti inducono ad avere un approccio cautelativo.

Fonti: orsacampania.it – efsa.europa.eu – repubblica.it – rsi.ch – fao.org – awarelab.it – wired.it (Christophe Verhaegen / AFP / Getty Images)

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Studentessa di Food System all’Università di Parma. Insaziabile di vita, dove il food non la fa solo da contorno. Perchè è con il cibo che costruisco le mie relazioni.