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Il vino come la conosciamo oggi potrebbe sparire?

La vite è stata volutamente mantenuta geneticamente simile nel corso degli ultimi 2000. Il rischio è di indebolire la specie fino al punto da metterne a rischio la sopravvivenza.

La genetica della vite potrebbe essere a rischio per il nostro vizio di volere bere sempre lo stesso vino. Sembra incredibile ma, a quanto pare, tra il vino in tavola oggi e quello sulle tavole dei Romani 2000 anni fa la differenza non è poi così tanta. Secondo una recente ricerca pubblicata sulla rivista Nature Plants, la tendenza a voler mantenere la vite sempre simile a se stessa potrebbe portare ad un indebolimento della specie.

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Pianta della vite a rischio, colpa della genetica

Un indebolimento della genetica della vite potrebbe mettere addirittura a rischio la sua sopravvivenza in un era di cambiamenti climatici incerti. Ma com’è possibile che lo stesso vino di 2000 anni fa sia, a grandi linee, lo stesso che beviamo oggi? Colpa della scelta che i viticoltori hanno continuato a fare dai tempi di Giulio Cesare ai giorni nostri. In natura infatti la vite selvatica, come altre specie di piante, è soggetta a mutazioni che dipendono dall’ambiente e dalle condizioni climatiche. Nella vite curata dalle mani dell’uomo invece il cambiamento non è visto di buon occhio. Anzi, i viticoltori fanno di tutto per prevenire il più possibile il cambiamento per preservare il sapore del loro vino e mantenerlo costante tra un raccolto e l’altro.

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Invece di consentire alle piante di riprodursi naturalmente, le viti vengono manipolate e riprodotte con metodi di propagazione vegetativa come innesti o ripiantando tralci. In questo caso la componente genetica della vite rimane identica e il processo, ripetuto per centinaia di anni, ha portato ad una vite oggi estremamente simile a quella di 2000 anni fa.

Stop al vino di 2000 anni fa per salvare la vite

Per i ricercatori si tratta di un rischio non indifferente per la specie. Se in 2000 anni la genetica della vite non è cambiata granché, il resto dell’ambiente circostante è cambiato notevolmente. Questo renderebbe la vite più soggetta a parassiti, malattie e cambiamenti del clima essendo incapace di fare fronte alle nuove minacce con processi di selezione naturale e rimanendo interamente nelle mani dell’uomo.

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La soluzione, in questo caso, sarebbe abbandonare l’idea di voler sempre lo stesso vino in tavola. Per mantenere l’industria vitivinicola sana in futuro potrebbe essere necessario dire addio a sapori noti in favore di nuove varietà. E chissà, vista la crescente voglia di sperimentare potrebbe essere anche il momento giusto per smettere di bere lo stesso vino dei nostri antenati.

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