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Il sale nella birra: ecco il segreto per esaltarne il sapore

Un trucco naturale per fare emergere tutti gli aromi del prodotto che abbiamo nel boccale. E' consigliata con le Lager, le birre di frumento e le Pale Ale.

Un pizzico di sale e la birra diventa più gustosa. A chi ama semplicemente bersi un paio di bicchieri nel weekend il trucco suonerà strano. I cultori della birra, invece, lo conoscono bene e lo raccomandano ai degustatori più esigenti. Aggiungere un po’ di sale da cucina nel boccale permette di esaltare in modo naturale i sapori del luppolo e del malto.

sale nella birra

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Quanto sale mettere e quale birra scegliere

Le proprietà del sale, infatti, aiutano a ridurre l’amarezza della birra e, favorendo la formazione di bolle, intensificano la creazione di schiuma.

La tecnica produce i migliori risultati solo con alcune delle numerose varietà di birre oggi disponibili. È particolarmente consigliata con le Lager e le birre di frumento, ma anche con le Pale Ale. Da evitare invece le birre molto forti come le Porter (birra che mescola malti di colore scuro), le Stout (versione meno forte della Porter, sempre scura e ad alta fermentazione) e le Ipa. Ma quanto sale è necessario per ottenere questa esplosione di sapori?

Il suggerimento è di cominciare con una piccolissima quantità e poi eventualmente aumentare la dose. Abbondare troppo rischia di rovinare il piacere della bevuta. Due sono le opzioni per la degustazione: aggiungerne un pizzico direttamente nella birra dopo averla versata; oppure potete sporcare con il sale il bordo del bicchiere, proprio dove appoggerete le labbra per dissetarvi. Se l’esperimento si rivela positivo, è possibile replicare mixando la birra con ingredienti dal sapore più deciso come il limone, lime e arancia (molto indicata per la birra di frumento).

Le birre salate (e fruttate)

Del resto, gli amanti del luppolo sanno benissimo che i birrifici più all’avanguardia stanno sperimentando da anni ricette sempre più curiose. Sale, agrumi, frutta varia e spezie ormai sono sempre più utilizzati dai mastribirrai. Ecco alcune tipi di birra in cui si possono trovare:

  • le Gose, nata in Germania (con una parente molto distante in Belgio) è fatta fermentare con il sale; leggermente amara e acida, miscela malto d’orzo e malto di grano a cui vengono poi aggiunti lieviti, acido lattico per intensificarne il sapore e una manciata di coriandolo per renderlo aromatico e rinfrescante, caratteristica che, insieme a una gradazione alcolica contenuta, la rende ottima per l’estate;
  • l’American Gose, è una variante della Gose nata negli Stati Uniti che alla ricetta classica aggiunge erbe, spezie e frutta, come l’albicocca, la ciliegia, il frutto della passione, il melograno, la pesca e il melone; il sale ha il potere di accentuare il sapore della frutta;
  • ci sono poi birre meno conosciute servite con il sale come le messicane Michelada (birra con succo di lime, spezie e varie salse in un bicchiere con il bordo sporcato con il sale) e la Chelada (birra con l’aggiunta di sale e lime).

Birre strane per i tradizionalisti della bionda alla spina del pub. Per avvicinarsi a questa tipologia il consiglio è di partire dalle Gose più classiche e meno fruttate. Il luppolo, infatti, tende a perdersi molto in queste varianti fino a risultare totalmente assente al gusto e gli amanti della birra più classica rischiano di rimanere disorientati di fronte a scelte troppo audaci. Le Gose si adattano bene con piatti dai sapori forti, come quelli della cucina giapponese, coreana, messicana, ma anche il pesce grigliato.

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