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Vigoressia, ovvero il complesso di Adone

Stiamo parlando di un disturbo che colpisce prevalentemente gli uomini, vittime di una visione distorta del proprio corpo, mai sufficientemente scolpito come i modelli di perfezione presi come riferimento da pubblicità o riviste

Non c’è nulla da fare, siamo abituati a considerare il pubblico femminile quello più sensibile all’imposizione di un ideale particolare di bellezza, un corpo più o meno formoso, labbra e naso di un determinato tipo. Sorprende allora scoprire che, più di vent’anni fa, uno psicologo, Harrison Pope, individuò una patologia legata all’aspetto fisico le cui vittime sono esclusivamente di sesso maschile: stiamo parlando della vigoressia, ovvero l’ossessione per un fisico muscoloso.


Uno scudo per proteggersi dal mondo

Cosa trasforma un sano interesse per la forma fisica in una patologia conclamata? Innanzitutto la visione distorta che si ha di se stessi: non basta essere ossessionati dalla forma fisica per essere compatibili con questa malattia, c‘è bisogno anche che qualsiasi risultato raggiunto non sia sufficiente per chi soffre di questo disturbo. A essere vittime di questa patologia sono soprattutto maschi giovani il cui modello di riferimento per la bellezza fisica è quello scultoreo proposto del corpo muscoloso, marmoreo. Non sorprende però scoprire che le radici di questa malattia potrebbero essere ancora più lontane temporalmente, basti pensare all’usanza medioevale di imbottire le camicie di fieno o indossare armature voluminose.

uno scudo per proteggersi dal mondo

Un parallelismo con l’anoressia

Una patologia molto simile, almeno per quanto riguarda la visione distorta del proprio fisico, è l’anoressia, tanto da poter definire la vigoressia come ‘anoressia inversa’. Se in quest’ultimo caso la necessità sembrerebbe quella di scomparire, nel secondo invece la massa di muscoli viene eretta attorno a se in un tentativo di difesa. Così l’allenamento diventa continuo, senza alcuno spiraglio per pause o ore saltate, e sistematicamente combinato con una dieta rigorosa, senza mai raggiungere la forma desiderata. Perché sta qui il paradosso: una vittima di questa patologia continuerà a sentirsi inadeguata nonostante il suo fisico sia perfetto, e oltre, non tenderà nemmeno a mostrarlo con orgoglio, come ci si aspetterebbe da un culturista, piuttosto tenderà a coprirsi vergognandosi del suo aspetto.

Un parallelismo con l'anoressia

Un eccesso salutista

Assieme all’ortoressia, la patologia che esaspera la sana alimentazione a cui abbiamo dedicato un altro articolo, questo problema si configura quando un bisogno salutistico è spinto all’eccesso. Quelli che soffrono di disordini alimentari in Italia sono circa 3 milioni, di cui circa 500 mila quelli ortoressici e 60 mila vigoressici. Entrambe le patologie non solo hanno il potere di minare la salute fisica di una persona, ma anche a livello sociale si subiscono dei duri contraccolpi. L’impossibilità di scendere a compromessi sulle proprie abitudini alimentari o di attività fisica rendono queste persone sempre più isolate, i rapporti con gli altri si deteriorano velocemente e si finisce con l’isolarsi dalle altre persone.

Un eccesso salutista

Al di là dei luoghi comuni che vedono donne e ragazze maggiormente vittime del modello estetico imperante promosso dai media, anche gli uomini sembrano sempre più sensibili al loro aspetto fisico, e se la salute e la forma fisica diventano l’unica ragione d’essere per chiunque, si corre il serio rischio di rimanere da soli.

Fonti: Ilfattoquotidiano – Vigoressia – Huffingtonpost

Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

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